PRESENZA TRINITARI NEL MONDO
[Venosa] Mani in pasta. OPERE D’ARTE, VERI ATTI DI LIBERTÀ
IMAGE Mettere “le mani in pasta”, sentire l’argilla scorrere sotto le dita e ac­corgersi che si modifica anche solo con una piccola pressione, dare sfogo alla propria fantasia con i colori che più...
[Napoli] San Carlo alle Brecce. PADRE JOSÉ NARLALY TRA NOI
IMAGE Per la comunità di San Carlo Borro­meo alle Brecce è stato un giorno pieno di letizia domenica 5 febbraio per la visita dei Padri Trinitari José Narlaly - Ministro Generale dei Tri­nitari - e...
[Andria] La Giornata del Malato. IL VALORE DELLA SOFFERENZA
IMAGE È l’11 febbraio 1858. Siamo a Lourdes, piccola cittadina dei Pirenei france­si, quando, ad una ragazzina di nome Bernadette Soubirous, la Vergine Ma­ria appare per ben 18 volte in una grotta...
[Andria] Il Ministro Generale. “SERVITE PER DARE SPERANZA”
IMAGE Fr. Jose Narlay, il Ministro Generale che guiderà l’Ordine fino al 2019, ha incontrato gli operatori, l’equipe dei medici e tutti i collaboratori della struttura riabilitativa di Quarto Di...
[Bernalda] Narlaly: AL SERVIZIO DEI PRIGIONIERI DEL NOSTRO TEMPO
IMAGE Forse non c’è festa più grande in una famiglia, di quella che si fa quando a casa torna il figlio o il padre.Si respira un clima di attesa, di pre­parativi e si gioisce immediatamente appena...
[Venosa] Premio Carlo Levi. LA CROCE TRINITARIA E IL MEDITERRANEO
IMAGE Meritevole di un riconoscimento fuo­ri concorso nell’ultima edizione del Premio Letterario Nazionale Carlo Levi, “Il blu il rosso nel Mediterraneo colori di un millennio” di Francesco Di Tria...
[Cori] Laici trinitari. IL NATALE CON MARIA DEL SOCCORSO
IMAGE In occasione dell’ultimo Natale i trini­tari laici di Cori sono stati promotori di diversi eventi che hanno coinvolto numerose famiglie. L’8 dicembre è iniziato il calendario natalizio con la...
[Andria] 65° anniversario. RICORDANDO IL VENERABILE DI DONNA
IMAGE Nella continuità di una tradizione mai interrotta nella Diocesi di Andria, anche quest’anno al secondo giorno del 2017, la chiesa Cattedrale è stata gremita di fedeli di Andria e di Ruti­gliano,...
[Bernalda] Note di solidarietà. EQUITÀ SOCIALE E DIGNITÀ DELL’UOMO
IMAGE A Bernalda il Concerto annuale della Solidarietà è alla settima edizione. E non dà segni di crisi, anzi.Ogni anno una sorpresa. Con arti­sti sempre di grande rilievo, spesso di fama...
[Cracovia] Austria e Polonia. NUOVO CONSIGLIO DELLA DELEGAZIONE
IMAGE I frati trinitari della Delegazione au­stro-polacca della Provincia di San Giovanni de Matha, si sono trovati a Cracovia per discutere la questione del futuro della loro presenza in que­sti due...

  

 

 

 

Il Mosaico di San Tommaso in Formis
Identità trinitaria e missione

La riflessione del Ministro Generale pubblicata dalla rivista dei Trinitari dell’India Trinitarian waves nel suo primo numero, gennaio-giugno 2014. Continua...

 

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NON SOLO SOCCORSO

CAPOLINEA
Spazi d’azione immensi per la Chiesa e per chi voglia davvero lavorare per spezzare le catene che imprigionano i miseri della terra. Per i flussi migratori occorre agire già nel deserto dove bande di predoni raggirano i poveri in fuga

[APPROFONDIMENTI]

MONTPELLIER 150 ANNI DOPO

VITE TRINITARIE
CONFRATERNITE
L’attuale santuario di San Rocco, probabile membro della confraternita trinitaria ancora attiva, era in origine una chiesa dedicata a San Paolo, e dal 1611 era stata affidata ai trinitari calzati provenienti da Arles

[VITE TRINITARIE]

ORAZIO FLACCO. Il Carmen saeculare, profezia a servizio della Chiesa Cattolica

CULTURA E LIBERAZIONE
Orazio Flacco è uno dei maggiori poeti di lingua latina. Nacque nell’antica Venusia (oggi Venosa, in provincia di Potenza) il 65 aC. Si trasferì presto a Roma dove rimase, più o meno, tutta la vita. Non si sposò e non ebbe figli. Si legò con profonda amicizia a Mecenate, famoso per le sue molte ricchezze elargite a favore di artisti e letterati. Morì a Roma l’anno 8 aC. Volle essere sepolto sul colle Esquilino, presso il tumulus (sepolcro-monumento) del grande amico Mecenate, che era morto appena due mesi prima di lui.

[APPROFONDIMENTI]

Passione rossa e azzurra Il risveglio delle vocazioni alla missione di liberazione: il segreto è nel carisma

VITE TRINITARIE
VERSO BUENOS AIRES 2017
L’ASSEMBLEA INTERTRINITARIA 2017
È partita la fase preparatoria dell’Assemblea Intertrinitaria che si svolgerà in Argentina tra poco più di un anno. Una Commissione è gia al lavoro per organizzare l’importante evento che ogni sei anni vede riunite intorno allo stesso tavolo tutte le rappresentanze della grande Famiglia trinitaria: religiosi, religiose e laici

[VITE TRINITARIE]

Gianmarco, il fuoriclasse Tra dolore e voglia di vivere

VANGELI SCOMODI
SANTITÀ NASCOSTE

“Gianmarco è un ragazzo solare, aperto, gioioso, affettuoso, capace di amare, di pregare, di meravigliarsi, di stupirsi… ma è anche un guerriero forte, audace, coraggioso… indossa le armi della pazienza e della speranza e lotta contro una malattia che non gli concede tregua… lotta con grande forza e determinazione, senza lamentarsi”. (dalla Presentazione)

[Luca Cucurachi - SANTITÀ NASCOSTE]

Morire come schiavi nelle campagne del Sud Per due euro all’ora in balìa dei caporali

VANGELI SCOMODI
NUOVE SCHIAVITU'

Enrica Simonetti, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno, non ha girato lo sguardo altrove dopo la morte per infarto di Paola Clemente e del sudanese Mohamed. E così ha cominciato il suo viaggio. Seguendo l’estate del caporalato da Foggia a Brindisi, dalla Calabria a Metaponto ha raccontato l’inferno di questi lavoratori nel suo docu-romanzo “Morire come schiavi””

[Massimiliano Vavolo - TRACCE TRINITARIE]

Padre Gino: chiamati a stare in mezzo ai poveri da Trinitari

VITA TRINITARIA
SPECIALE CAPITOLO PROVINCIALE

Il rieletto Ministro Provinciale: la prima carità che noi possiamo offrire a chi ci è più prossimo è la fedeltà alla nostra consacrazione.
“Il più grande servizio che il Ministro provinciale oggi possa compiere è quello di far crescere il senso di unità nella diversità delle culture, delle sensibilità e anche delle generazioni"

[Franco Deramo - VITA TRINITARIA]

IL CARD. ENNIO ANTONELLI

Chiese D'Italia
VERSO FIRENZE 2015

LA RIVELAZIONE EVENTO REALE
Nella storia umanal’invisibile riescea rendersi visibile”

L’arcivescovo emerito di Firenze declina le “cinque vie” del Convegno di Firenze a partire dalla storicità come caratteristica peculiare del cristianesimo

[di M. Michela Nicolais - VERSO FIRENZE 2015]

LILIANA CAVANIDA Francesco un meteorite lanciato nella storia

Piazza San Pietro
L’ENCICLICA SULLA CURA DELLA CASA COMUNE

La lettura della “Laudato sì” di Papa Bergoglio nell’analisi della regista che ha dedicato due film e una fiction alla figura di San Francesco d’Assisi. “Avremmo dovuto imparare tanto da guerre tremende ma sembra di anno in anno che quello che chiamiamo progresso, anziché procedere si stia impantanando di nuovo a causa della solita politica dell’egoismo”

[di M. Michela Nicolais - Piazza San Pietro]

IL CARD. FRANCESCO MONTENEGRO

Chiese D'Italia
VERSO FIRENZE 2015

LA CRISI NON È FINITA SE...
2015“Nuovi e vecchi poveribussano alle portedi Caritas e conventi”

L’arcivescovo di Agrigento, eletto per la seconda volta presidente di Caritas italiana: “Da quanto tempo si dice che c’è la ripresa? Forse al Nord un po’ di chiarore si intravede, al Sud ancora no”. Aiuti solo agli immigrati? “Se viene l’africano la Caritas l’aiuta, se viene l’italiano lo aiuta. È ingrato dire che aiuta solo gli immigrati”

[di Patrizia Caiffa - VERSO FIRENZE 2015]

“Il cuore è bypassato. Papa Francesco ci invita a educarlo”

Piazza San Pietro
La giornata della Pace 2015

[L'Intervista] La scrittrice Susanna Tamaro, “cattolica un po’ anomala” come lei stessa si definisce, ha uno sguardo positivo sul grande appuntamento che la Chiesa, e non solo, è chiamata a vivere: “Tutti abbiamo bisogno di misericordia: tutti, credenti o non credenti, possiamo offrire o ricevere misericordia”

[di Vincenzo Corrado - Giornata della Pace 2015 ]

MONS. MARCELLO SEMERARO E I LAVORI DEL C9

Piazza San Pietro
La giornata della Pace 2015

[L'Intervista] Il segretario del Consiglio dei cardinali, Marcello Semeraro: “Si tratta di un ‘ri-pensamento’ in vista di uno snellimento e di una semplificazione della Curia romana” e di “una maggiore rilevanza, anche esterna. Penso che con Papa Francesco le ‘dietrologie’ siano fuor di luogo”

[di Vincenzo Corrado - Giornata della Pace 2015 ]

“Sì, più confessioni in Italia ma nella cornice dell’effetto Francesco”

Chiese D'Italia
VERSO FIRENZE 2015

V CONVEGNO ECCLESIALE NAZIONALE 9-13 NOVEMBRE 2015
Il sociologo Franco Garelli vede un ritorno religioso “compreso l’accostarsi a un sacerdote per la confessione, anche se poi il bisogno di un riferimento spirituale viene interpretato essenzialmente in termini individualistici, personali”. Infatti prevale la pratica nei santuari, “luoghi religiosamente più neutri”, meno impegnativi rispetto alla parrocchia con i suoi riti di comunità

[di Maurizio Calipari - VERSO FIRENZE 2015]

IL CARD. FERNANDO FILONI “I cristiani asiatici? Ascendente superiore alla realtà numerica”

Piazza San Pietro
La giornata della Pace 2015

Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, ha prestato servizio diplomatico in entrambi i Paesi visitati da Papa Francesco lo scorso gennaio: “Sri Lanka in profonda trasformazione, lanciato nello sviluppo economico, sociale e umano. La pace sta contribuendo molto anche nella crescita della fede... Le Filippine, a maggioranza cattolica, sentono di avere una missione verso il Continente”

[di Vincenzo Corrado - Giornata della Pace 2015 ]

Il Papa ai religiosi:vivete il presente con grande passione

Vita Consacrata
VANGELO PROFEZIA SPERANZA

Le riflessioni del Ministro Provinciale sulla lettera apostolica di Papa Francesco per l’anno della vita consacrata
Nella Lettera Apostolica dedicata alla vita consacrata, il Santo Padre riflettendo sulle tre dimensioni del tempo e della storia (passato, presente, futuro) ci invita a cogliere in ognuna di queste dimensioni i criteri per vivere e testimoniare il nostro essere consacrati nella duplice fedeltà al Vangelo ed alla storia.

Il Riformatore ha fatto un’esperienza veramente stupefacente della debolezza, secondo gli occhi del mondo. Poche volte un iniziatore di una riforma ecclesiale ha iniziato la sua vicenda in completa solitudine così come lui.

[di Fr. Gino Buccarello - Vita Consacrata]

Dialogo con chi cerca sinceramente un nuovo umanesimo

Chiese D'Italia
VERSO FIRENZE 2015

V CONVEGNO ECCLESIALE NAZIONALE 9-13 NOVEMBRE 2015
L’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, è il presidente del Comitato preparatorio del Convegno ecclesiale: “I tre laboratori che attiveremo - a Milano sul tema del lavoro e del sociale, a Napoli su quello della cultura e dei media, a Perugia su quello dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso - saranno aperti alla viva partecipazione di tutte le componenti cattoliche, religiose e laiche del nostro Paese”

[M. Michela Nicolais - VERSO FIRENZE 2015]

La vita religiosa memoria grata di un dono ricevuto

Vita Consacrata
VANGELO PROFEZIA SPERANZA

Le riflessioni del Ministro Provinciale sulla lettera apostolica di Papa Francesco per l’anno della vita consacrata
“Papa Francesco ci ha ricordato più volte che il carisma non è una bottiglia di acqua distillata. È nato come la risposta dello Spirito Santo alle sfide della storia e deve sempre conservare questa caratteristica preziosissima"

[diFr. Gino Buccarello*-Vita Consacrata]

Inammorati di Cristo per liberare ogni uomo

Vita Consacrata
VANGELO PROFEZIA SPERANZA

La relazione con il Signore non è statica, né intimistica: “chi - scrive Papa Francesco - mette al centro della propria vita Cristo, si decentra! Più ti unisci a Gesù e più Lui diventa il centro della tua vita, più Lui ti fa uscire da te stesso, ti decentra e ti apre agli altri”...

[Fr. Pedro Aliaga Asenzio - VITA CONSACRATA]

Intercultura: il carisma trinitario comunione e corresponsabilità

Condividere le decisioni

Una delle preoccupazioni del Capi­tolo Generale dell’Ordine è quella di ricercare sempre il giusto equi­librio tra la vita, la storia, la sensi­bilità specifica di ogni giurisdizione e di ogni territorio e l’unità della famiglia trinitaria. Un principio teologico ormai consolidato ci invita a realizzare que­sta unità non superando le differenze ma componendole in una armonia di fondo.Tenere vivo il senso dell’uni­tà nella diversità è un dovere meno scontato nella vita concreta, dove la tentazione di riferirsi al particolare può minacciare quel senso di appartenen­za all’Ordine che deve essere sempre salvaguardato. Negli ultimi decenni ed in particolare nei Capitoli Generali a cui ho avuto l’onore di partecipare, questa preoccupazione è stata cen­trale nel dibattito e nel confronto tra i padri capitolari. Il documento finale del Capitolo Generale del 2013 così si esprime: “...il Capitolo ci chiama ad abbandonare gli stili provinciali, chiu­si, autoreferenziali, aprendoci sempre più alla Famiglia Trinitaria e anche alla cultura intercongregazionale in vista della missione condivisa, cercando di dare maggiore qualità al nostro essere e agire”.
La creazione del Sit, organismo inter­nazionale che si occupa dei cristiani perseguitati, la cassa della redenzio­ne, la fondazione nel mondo arabo, sono tutti mezzi messi in campo dai Capitoli Generali per offrire a tutto l’Ordine un progetto comune ed in comunione. La storia recente, che ha registrato su questi temi momenti di grande entusiasmo ma anche di preoccupante difficoltà, ci dice come questa nuova strada che l’Ordine ha intrapreso sia una sfida sempre aperta. Due sono i campi della vita dell’Ordine che vedono attualmente una maggiore convergenza: la forma­zione e l’apostolato specifico.L’esperienza positiva dell’Apps (Anno di preparazione alla professione solenne) è per i nostri giovani studenti non soltanto l’occasione per appro­fondire i temi della vita religiosa e del carisma proprio del nostro Ordine, ma anche per conoscere attraverso gli al­tri studenti la varie realtà della nostra famiglia e per crescere nello spirito di una condivisione autentica.
Anche la missione specifica esige un cammino di discernimento che coin­volga tutto l’Ordine. La presenza trini­taria nel mondo arabo, con il difficile e delicato compito di dare sostegno ai cristiani perseguitati impegna tutte le giurisdizioni e con esse ogni religioso.
Un altro aspetto che può fomentare lo spirito di comunione è il bisogno di ritornare alle origini, ossia di ritrovare nel carisma fondazionale quei criteri per delineare un progetto unitario. Uno dei passaggi più intensi del do­cumento finale del Capitolo Generale di Madrid afferma: “Si chiede anche attenzione alle nuove schiavitù, ge­nerate da un mondo in cui le disegua­glianze, lo sfruttamento commerciale, le ingiustizie economiche e la tratta delle persone, che si accaniscono su molti nostri fratelli che soffrono schiavitù e povertà e che reclamano il nostro impegno. ‘Chi perde il povero, perde se stesso’, è il serio monito che San Giovanni Battista della Conce­zione rivolge a tutti e a ciascuno dei trinitari, in ogni contesto culturale e in ogni epoca, e che questo Capitolo ha ascoltato, cercato e chiesto che la nostra missione sia sempre radicata nel nostro carisma fondazionale”.
È questa la strada concreta per ritrovare “il futuro nelle origini” come recitava lo slogan del Congresso In­ternazionale Trinitario celebrato a Cor­doba alla vigilia del Capitolo Generale.Oggi l’Ordine Trinitario è impegnato in moltissimi campi di azione: la pasto­rale parrocchiale, le opere sociali, la pastorale penitenziaria, i santuari..., questa diversità non ci deve spaventa­re. Allo stesso tempo siamo chiamati a far crescere la comunione tra di noi e con tutta la famiglia trinitaria nella collaborazione e nella corresponsabi­lità. A tutti noi tocca l’arduo compito di tradurre i desideri e le indicazioni del Capitolo Generale come stimolo per crescere nella comunione e nella fedeltà al carisma.

di P. Gino Buccarello
Ministro provinciale

Intercultura: comunità senza confini. Esigere, approfondire, cercare

Nessuno è straniero

L’ultimo Capitolo Generale ha affrontato un tema suggestivo e di grande attualità come quello della interculturalità. Il documento finale a tal proposito afferma: “L’interculturalità ci chiede che nessuno si senta straniero all’interno delle nostre comunità, esige di essere orientati tutti verso questo valore. Dobbiamo approfondire un cammino fatto di fiducia e stima reciproca, anche di ricerca di una ‘politica’ culturale che cerchi più la missione e le tendenze del nostro carisma che il solo dato geografico”. è certamente innegabile che il fenomeno della interculturalità segni oggi più che mai la vita della Chiesa e della società. Nell’esempio e nelle parole di Papa Francesco abbiamo una autorevole testimonianza.

La Chiesa di Papa Bergoglio non ha confini, è sempre presente dove l’umanità soffre, perché il linguaggio della sofferenza e della carità è universale. Tuttavia, sappiamo come questo fenomeno ci impegna con urgenza ad intraprendere un cammino sempre nuovo, dove niente è scontato e dove l’umiltà e la capacità di ascolto sono l’unico atteggiamento possibile per affrontare con coraggio e generosità questa grande sfida dalla quale dipende il futuro della vita religiosa e della Chiesa. Ecco perché il testo del documento del Capitolo Generale di Madrid 2013 usa i verbi “esigere”, “approfondire”, “cercare”. Non è un dato scontato, neanche nelle comunità religiose, la convivenza di culture diverse.

Questa realtà ci impegna anche nel campo della testimonianza. Il Vangelo unisce, ci insegna che il bene non può essere rinchiuso negli spazi angusti delle nostre visioni. Di fronte alla fede in Cristo non c’è muro di divisione che tenga. Niente ci può separare se il fondamento della nostra vita è l’amore di un Dio che “ha fame e sete”, che diventa “straniero”, “malato”, “cardicerato” e che ci chiede umilmente di accoglierlo. Viviamo in un mondo globale ma frammentato, dove le chiusure e i particolarismi nascondono la paura del diverso. Mentre facciamo memoria degli orrori del passato chiedendoci come mai l’umanità sia potuta giungere a così deplorevoli livelli di barbarie, la cronaca quotidiana ci parla di tanti nostri fratelli che incontrano la morte mentre percorrono le vie della speranza. Quel mare azzurro che nello sguardo di tanti giovani, di tanti papà e mamme, rappresenta il simbolo di una vita nuova, si trasforma in una spietata trappola della morte.

Corrono consapevolmente il rischio di perdere la vita per dire a tutti noi che la vita non è vita senza libertà e senza dignità. Ancora oggi un grido di dolore si leva da quell’umanità ferita. Quel grido chiede di essere ascoltato. Quel sogno e quella speranza chiedono di non essere infranta come le onde del mare sugli scogli. Noi religiosi dobbiamo avere il coraggio dei nostri fondatori, che hanno saputo affrontare le sfide del loro tempo, annunciando con le parole e con i fatti il Vangelo della vita, della libertà e della fraternità. Il Papa ha pronunciato la parola “vergogna” di fronte al massacro che si consuma sotto i nostri occhi. è un sentimento che ci inchioda alle nostre responsabilità ma che ci deve portare a reagire.

La retorica dell’indignazione deve cedere il posto ad una più costruttiva e concreta azione comune. Non possiamo più stare a guardare. Non possiamo più lasciarci sorprendere da chissà quante altre notizie di morte senza muovere nemmeno un dito. La nostra carità operosa diventi la patria di ogni uomo e donna senza dignità e senza futuro.

di P. Gino Buccarello
Ministro provinciale

Intercultura: grande risorsa, irrinunciabile impegno

Ricchi perchè diversi

Ogni Capitolo Generale ha il com­pito di analizzare la situazione dell’Ordine nel contesto storico e culturale di riferimento, di sotto­linearne le sfide, le nuove esigenze. Un dato estremamente significativo, che disegna un nuovo volto dell’Or­dine, è la ricchezza delle culture che vi sono presenti. Una grande realtà che necessita ed esige una maggiore attenzione e visibilità all’interno del nostro Ordine. Sensibilità culturali diverse significano diversi modi di vivere la fede e di interpretare la vita religiosa ed il carisma trinitario. Il Capitolo Generale ha individuato in questo una grande sfida da assumere con coraggio e determinazione. Da questo dipende il futuro del nostro Ordine. “La testimonianza dell’unità nella diversità, - recita il documento finale del Capitolo Generale -, è una grande opportunità evangelizzatrice in un mondo globalizzato, che nasce dal mistero trinitario di Dio”

Quel grande processo di incultura­zione della fede che sin dall’inizio del Cristianesimo ha caratterizzato il cammino del Vangelo sulle strade del mondo, oggi assume un aspetto nuo­vo e sorprendente. Non si tratta solo di annunciare il Vangelo tenendo con­to della cultura dei popoli evangeliz­zati, quanto di far coesistere in modo unitario nella stessa realtà sociale ed ecclesiale una complessa diversità culturale, che il Capitolo Generale non teme di definire come “una grande opportunità”.
In un mondo marcato dalla globaliz­zazione e dagli eccessi del mercato, anche la vita consacrata sta diventan­do sempre più multiculturale, non solo per i diversi contesti di evangelizza­zione dove opera, ma anche per la sua stessa fisionomia interna. È cambiata infatti notevolmente la sua geografia vocazionale. Questa apertura ci inter­pella a dare risposte concrete, perché il loro modo di vivere insieme nelle comunità continui a essere segno e testimonianza di comunione per la stessa missione e lo stesso carisma.
Questa sfida coinvolge ogni aspetto della nostra vita: la missione, il cari­sma, la vita di comunità, il governo e l’esercizio del servizio di autorità. Le realtà fondamentali della nostra vita religiosa richiedono di essere ripensate in prospettiva intercultura­le, al fine di prospettare un impegno consapevole a realizzare la convivia­lità delle differenze e la convergenza all’unità.

La missione ci spinge oggi all’incon­tro dialogico, al rispetto e alla com­prensione delle differenze, alla ricon­ciliazione, all’integrazione. Potremo raggiungere questi obiettivi solo se presteremo una grande attenzione alla molteplicità culturale e al rispetto del­le storie personali e locali, evitando il rapporto di dominio e la tentazione dell’esclusione. Il Signore ci chiama ad essere presenti nei luoghi delle fratture e dei conflitti, a essere segno di riconciliazione, ad andare oltre le frontiere per costruire ponti e aprire cammini. Oggi ci si accorge che la convivenza tra religiosi di culture diverse non è più un fatto accidentale, legato ai nuovi campi di azione pasto­rale oppure alla carenza di vocazioni, ma è una realtà che caratterizza il modo d’essere della vita consacrata, che impegna ciascuno a scoprire ciò che c’è di positivo nel mondo cultu­rale dell’altro e riconoscerlo come dono di Dio. Per questo occorre avere consapevolezza che la comunità ci è data insieme alla vocazione consacra­ta, anzi ne è una sua parte costitutiva, e che la costruzione della vita fraterna è una esigenza imprescindibile.

Cosa, quindi, permetterà a persone così diverse, nei caratteri, nella forma­zione, nell’età, nelle aspettative e, non ultimo nelle culture, di professare la stessa fede e di condividere lo stesso carisma apostolico? Anche dinanzi a differenze molto visibili e marcate, come appunto quelle culturali, ciò che riunisce i membri di una stessa comunità non è soltanto la buona volontà o la simpatia reciproca, ma è lo stesso Vangelo, principio di ogni testimonianza e predicazione, sorgen­te di ogni spiritualità cristiana (cfr Vita Consecrata, 94).

Non possiamo nascondere i rischi che le nostre comunità corrono quando affrontano con paura questa gran­de sfida che rappresenta un vero e proprio “segno dei tempi” per la vita religiosa. Il rischio di chiudersi in una visione di parte o negli individualismi delle proprie necessità e della propri e idee è dietro l’angolo.

In effetti, quando ci si accorge che gli altri che vivono nella stessa comunità non sono secondo le proprie aspet­tative, non parlano la stessa lingua, non pensano allo stesso modo, non valutano le cose come noi, si corre il rischio di ripiegarsi nei tanti estremi­smi e pregiudizi che, oggi più che mai, sono presenti nell’attuale epoca carat­terizzata dal fascino della mondializza­zione e dalla paura di perdere privile­gi e poteri. Ecco allora l’importanza di guardare alle diversità come qualcosa di positivo, per riscoprirne il valore e per collocarle all’interno della stessa sinfonia comunitaria e apostolica.

Questo è, oggi, il nostro modo di essere profezia in una Chiesa sem­pre più decentrata e “periferica” e in un mondo sempre più globalizzato e sempre più frammentato.

di P. Gino Buccarello
Ministro della Provincia Italiana

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