Le religioni del mondo contro ogni forma di moderna schiavitù

Piazza San Pietro
La giornata della Pace 2015

IL MESSAGGIO ‘TRINITARIO’ DI PAPA FRANCESCO

Non piu schiavi, ma fratelli il messaggio di papa francesco per la giornata mondiale della pace 2015

Nella ormai lunga scia dei messaggi pa­pali per la “Giornata mondiale della Pace”, ha destato particolare interesse quello che Papa Francesco ha scritto per il 1 gennaio 2015, dedicato a uno dei feno­meni più abominevoli oggi in atto, quello cioè della schiavitù.

Alle numerose persone e istituzioni alle quali questo argomento sta particolarmente a cuore, non è sfuggito il fatto che Papa Fran­cesco fa spesso riferimento alle schiavitù di oggi e richiama l’attenzione di tutti su questo dramma, spesso dimenticato.

In questo senso, è un fatto epocale ciò che è avvenuto in Vaticano lo scorso 2 dicembre, quando 12 leader religiosi (in rappresen­tanza delle principali confessioni cristiane, nonché del Buddismo, Islam, Ebraismo e In­duismo) hanno firmato una “Dichiarazione congiunta contro la schiavitù moderna”, che vuole un impegno comune che abbia come scopo l’eliminazione totale della schiavitù entro l’anno 2020.

Per conoscere questo progetto e sotto­scrivere il proprio impegno contro la schia­vitù, ogni lettore potrà visitare il sito global­freedomnetwork.org

Quanto siano calzanti questi due fatti, lo dice il rapporto “The Global Slavery In­dex” pubblicato proprio lo scorso mese di novembre dall’associazione “Walk Free” (walkfree.org), che parla di almeno 36 millio­ni di schiavi moderni. Il 61% di essi si trova in 5 paesi: India, Cina, Pakistan, Uzbekistan e Russia. Si apprende, da questo autorevole rapporto, che il fenomeno della schiavitù è in grande aumento: addirittura il 20% in più rispetto al 2013. Gli incassi provenienti dalla “merce umana” salgono ai 120mila milioni di euro ogni anno.

Papa Francesco, nel suo Messaggio “Non più schiavi, ma fratelli”, fa un elenco dei “molteplici volti della schiavitù”: lavo­ratori privi di tutele, migranti sottoposti a privazioni e vessazioni, persone costrette a

prostituirsi, minori e adulti coinvolti nella tratta di esseri umani, vittime dei gruppi terroristici.

Accenna poi alle cause, dalla povertà alla corruzione: “dimensioni sempre più opprimenti e che possono dar luogo nella vita pubblica a intrecci perversi, come in Italia sta dimostrando l’inchiesta in corso a Roma”, secondo il commento del Direttore de L’Osservatore Romano, Vian.

Il Santo Padre rivolge “un pressante ap­pello a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, e a tutti coloro che, da vicino o da lontano, anche ai più alti livelli delle istitu­zioni, sono testimoni della piaga della schia­vitù contemporanea”, esortandoli a “non rendersi complici di questo male, a non voltare lo sguardo di fronte alle sofferenze dei loro fratelli e sorelle in umanità, privati della libertà e della dignità”.

Il Messaggio del Papa per il 1° gennaio 2015 e la Dichiarazione congiunta dei leader religiosi rompono la ragnatela di silenzio e di complicità globali attorno a questo redditizio negozio che si nutre della disgrazia di milioni di persone che sono diventate “proprietà al­trui”, senza alcun diritto umano.

Infatti, una delle principali fondamen­ta della schiavitù moderna è il silenzio. La mancanza di informazione riduce il proble­ma della schiavitù a qualcosa di antico e di superato. L’informazione, la denuncia e la creazione di una mentalità che diventi civiltà della libertà per ogni singolo essere umano sono possibili e, ogni singola persona è chia­mata alla propria responsabilità.

Il contributo che le religioni - e special­mente il cristianesimo - possono dare a questa lotta contro la schiavitù moderna è palesemente decisivo. Per questo tutta la Famiglia Trinitaria in questo anno 2015, an­cor di più che in passato, trova motivo per la preghiera, la formazione, l’informazione e l’impegno.

di Fr. Pedro Aliaga Asensio
Vicario Generale Osst

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