Al cuore della Cassa della Redenzione Oggi e domani del carisma

VITA TRINITARIA

San Giovanni de Matha e i nostri primi Fratelli Trinitari ci hanno indicato, nella Regola, i sacri beni della redenzione: la Tertia pars. Puntualmente da allora, dal 1198, in oc­casione di ogni Capitolo Generale, da tutte le Domus Sanctae Trinitatis, arrivano questi sacri beni. Il Capitolo programma le azioni comuni e in comunione, stabilisce le reden­zioni. Ben presto quel sacro deposito utiliz­zato per il riscatto degli schiavi ha preso il nome di Cassa della Redenzione. Un nome che ancora oggi è suggestivo, sorgente di motivazioni e di entusiasmo. La gestione del­la Cassa della Redenzione viene affidata a più persone e ognuna di queste ha una chia­ve. La Regola impone che ogni domenica, nel capitolo della Domus, si separi la Tertia pars.

I beni per gli schiavi, nel carisma trinita­rio, affondano le loro radici nel ‘cuore squar­ciato’ di Cristo, dal quale “scaturì sangue ed acqua” (Gv 19, 34): ‘il prezzo della nostra re­denzione’. La Redenzione operata dal Figlio coinvolge, il Padre e lo Spirito Santo: Trini­tas Redemptrix. Rosso e blu in forma di croce è diventato il nostro emblema.

La Cassa della Redenzione è simbolo permanente del carisma trinitario. San Gio­vanni Battista della Concezione e i Fratelli della Riforma hanno dato questa testimo­nianza con il loro stile di vita: un segno ine­quivocabile del loro essere nelle sorgenti del carisma. Un’ampia documentazione mostra la loro scrupolosità in questo ambito.

Anche oggi la Cassa della Redenzione, in modo fisico, per il ruolo simbolico che ha, non può mancare di essere al centro dell’at­tenzione in nessuna comunità, associazione o gruppo trinitario. Molto ben visibile nel luogo della preghiera.

Il cuore dei Trinitari e delle Trinitarie (re­ligiosi, monache, religiose, oblate, laici o lai­che) è anche sede della Cassa della Reden­zione, ed evoca il dono totale.

UN FUOCO DA RAVVIVARE: AZIONE REDENTIVA

La preghiera, l’impegno informativo e formativo, l’azione redentiva accrescono il fuoco e lo tengono sempre accesso. La vita stessa di ogni Trinitario e Trinitaria non è una misteriosa Cassa per la Redenzione? Gli schiavi e i perseguitati sono sempre attuali: “Bisogna che i frati si impegnino e si diano senza risparmio all’opera della redenzione umana, che viene compiuta dal Padre per il Figlio nello Spirito Santo” (Costituzioni, 1985, 36).

Tutta la vita di Gesù è in funzione della redenzione, il cuore squarciato è diventato Cassa della Redenzione di infinito valore.

I mistici medievali mettono in risalto il pro­filo giovanneo: Gesù con il cuore squarciato (cf Gv 19,31-37), da esso sgorgano sangue e acqua, memorabile segno, accolto nei colori della croce trinitaria: il rosso e il blu. Sono tanti i riferimenti che documentano lungo i secoli il simbolismo dei colori della Croce Trinitaria. Non è un episodio isolato, ma il simbolo centrale del mistero della salvezza. Il segno del Cuore trafitto è una sintesi sim­bolica della persona e dell’opera redentrice.

I Padri della Chiesa, fedeli al pensiero del Vangelo di Giovanni, avevano visto nel sangue e nell’acqua che fluiscono dal costa­to di Cristo i segni della sua natura divina e umana, e della fecondità del battesimo e dell’eucaristia da cui nasce la Chiesa.

I mistici del Medioevo hanno scoperto il segreto di tale fecondità: il Cristo che s’im­mola per amore per riconciliarci al Padre. Così Egli, mentre ci rivela “il Dio ricco di misericordia” (Ef 2,4), ci presenta il suo Cuore anche come segno di una sconvol­gente amicizia e di una comunione perso­nale con la Chiesa, sua sposa, e in essa con ciascuno di noi. I Dottori della Chiesa hanno visto nel sangue e acqua sgorgate dal costa­to trafitto “il prezzo della nostra Redenzione” (S. Bonaventura). Il Santo Riformatore scrive che se si riscatta con denaro, molto di più si riscatta con la preghiera. Non siamo stati ri­scattati con oro e argento, ma con il Sangue di nostro Signore Gesù Cristo (cf 1Pt 1,18-19): “Nell’Eucaristia si attua l’opera della nostra redenzione” (Can.608; Costituzioni, 1985, 39).

“DOVE È IL TUO TESORO, LÀ È IL TUO CUORE” (MT 6,21)

Il Sit (Solidarietà internazionale trinita­ria) si situa alle sorgenti del carisma trinita­rio. “Dove è il tuo tesoro, là è il tuo cuore” (Mt 6,21). “Non esiste autentico rinnova­mento, anche in campo sociale, che non par­ta dalla contemplazione” (Giovanni Paolo II).

Se il Sit diventasse una questione pura­mente di mercato o un affare di soldi, sareb­be già morto alle radici, anche se possedesse tantissime ricchezze. Il ‘tesoro’ non si può scostare dall’infinito amore del Padre che in Cristo per l’azione dello Spirito ci redime (“Il prezzo della nostra Redenzione”).

I nostri soldi sono un umile segno, la pun­ta di un iceberg, ciò che invece non si vede è la fiammella che motiva ed entusiasma: siamo figli di Dio in Cristo, liberi. Le opere sono la naturale conseguenza: quando si ama tutto è possibile… Quando si ama come Dio ama in Gesù. Dare la vita…, darsi, consegnar­si…, essere così ‘umile Cassa della Reden­zione’. La tua vita umile, cassa della reden­zione… Occorre lavorare in questa direzione spirituale-simbolica che porta dritti alle opere di redenzione, a spendere la vita ‘nella sorte e nella causa’ degli schiavi di oggi, a dare la vita come Lui.

È paradigmatico il filo d’oro che percor­re la Regola e la formazione del Trinitario attraverso i secoli: “Il formatore trasferirà nel cuore dei giovani l’ansia di dare la vita come il Redentore”. Senza questo segno la formazione del giovane trinitario non ha raggiunto l’obiettivo perché Gesù è venuto “per servire e dare la vita” (Mc 10,45).

LE VIE DELLA FEDELTÀ CREATIVA

Negli ultimi Capitoli Generali si è riba­dito, secondo lo spirito della Regola e delle Costituzioni che “Volendo rispondere con fedeltà creativa alle esigenze del carisma trinitario e con lo scopo di riattualizzare la pratica della ‘Tertia pars’, in ciascuna Pro­vincia, Vicariato e Delegazione si crei la Cassa della Redenzione. Un terzo dei fondi di questa Cassa della Redenzione sarà de­stinato all’azione comune e in comunione di tutto l’Ordine (Sit)”.

La Provincia di San Giovanni de Matha se­gue coerentemente queste consegne dell’Or­dine della Santa Trinità e degli Schiavi. Nella lettera circolare del Ministro Provinciale del 28 gennaio scorso nel paragrafo intitolato “Nello spirito della Tertia Pars si legge: “A tal proposito il Consiglio Provinciale, anche a seguito della riunione dei ministri delle case italiane, ha stabilito il ripristino del 10% delle entrate delle case italiane da devolvere alla Provincia a partire da questo nuovo anno. Nello spirito della Tertia Pars e nell’impegno di una reale condivisione, le somme versate saranno così distribuite: una metà alla Cas­sa per i religiosi ammalati ed un’altra metà alla Cassa della Redenzione (per i bisogni dei poveri e per il Sit)”.

DAL VALORE SPIRITUALE… AL VALORE MATERIALE

Ecco le strade di ‘Solidarietà internazio­nale trinitaria’ (Sit) per ravvivare la fiamma del carisma. Tutta evangelizzatrice.

Il luchrum Christi, non può avere altri interessi che quelli di Cristo Gesù - come è scritto nella Bolla di approvazione della Re­gola Trinitaria -, ci porta a fare un pellegri­naggio nel profondo del ‘Cuore squarciato’, come i nostri Santi Padri. Ci invia all’incon­tro degli schiavi e degli oppressi, innestati nella loro causa e sorte come Gesù che ha preso il posto dell’ultimo, di ogni persona oppressa, perseguitata e di ogni persona condannata a morte.

Un segnale forte lungo più di otto secoli di storia trinitaria, caratteristica propria che ci porta costantemente al cuore dei nostri colori trinitari. È certo: l’oggi e il futuro del carisma passano per la mistica della Cassa della Redenzione.

 di Fr. Isidoro Murciego

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