Compassione e Misericordia

VITA TRINITARIA
IL MESSAGGIO NATALIZIO DEL MINISTRO GENERALE

Cari fratelli e sorelle,

in occasione della solennità di San Giovanni de Matha, nostro Fondatore e Padre, e con l’avvici­narsi della gioiosa celebrazione della Natività di Nostro Signore, auguro a ciascuno di voi la gioia e la pace. Che la memoria di nostro Padre, santo patrono della liberazione, ci avvicini sempre più al Principe della Pace.

Augurandovi questa pace e que­sta gioia del Vangelo, sono perfettamente coscien­te della situazione di tanti fratelli e sorelle che vivono in zone di guerra, in parti­colare in Siria e Iraq, e di chi è costretto a lasciare le case e la terra per violenza e persecuzione. Poiché siamo ancora nell’Anno della Vita Consa­crata, che si concluderà il 2 febbraio prossimo per la festa della Presen­tazione del Signore, e che viviamo il Giubileo della Misericordia che si è apeto l’8 dicembre, la barca di Pietro è sballottata dagli scandali e da tristi eventi.

Di fronte a questi importanti eventi, a queste situazioni drammatiche nella Chiesa come nel mondo in generale, noi Trinitari siamo chiamati ad essere vigili e attenti. Come uomini e donne di fede, non dovremmo essere né turba­ti, né disturbati; al contrario, dovrem­mo essere sentinelle in preghiera con fervore per il Papa, per la Chie­sa e vivere la nostra vita quotidiana, l’appello alla santità propria di tutti i battezzati. Durante il suo Angelus, l’8 novembre scorso, il Santo Padre ha pubblicamente commentato lo scan­dalo della diffusione di documenti riservati: “Perciò voglio assicurarvi che questo triste fatto non mi disto­glie certamente dal lavoro di riforma che stiamo portando avanti con i miei collaboratori e con il sostegno di tut­ti voi. Sì, con il sostegno di tutta la Chiesa, perché la Chiesa si rinnova con la preghiera e con la santità quotidiana di ogni battez­zato. Quindi vi ringrazio e vi chie­do di continuare a pregare per il Papa e per la Chiesa, senza lasciarvi turba­re ma andando avanti con fiducia e speranza”.

Certo, è vero che la guerra, la vio­lenza, i conflitti e gli scandali han­no sempre, più o meno, segnato i diversi periodi storici. Allo stesso tempo, però, uomini e donne si sono alzati contro la miseria e la sofferen­za più orribile, uomini e donne eroici e generosi che, con spirito profetico, hanno risposto con passione alle­viando e alleggerendo le sofferenze umane. Così sono stati i fondatori e le fondatrici degli Istituti religiosi e i pionieri dei movimenti ecclesiali. Basti pensare a San Gio­vanni de Matha e alla sua risposta ai bisognosi del suo tempo! Un uomo lungimi­rante e dotato di una fede ferma come la sua, non poteva restare indifferente alla disperazione di numerosi cristia­ni che rischiavano di perdere la fede in Cristo e nel Vangelo. Non è qui ne­cessario ricordare che ha rinunciato ad una vita privilegiata, per lanciarsi in un progetto audace di solidarietà con i poveri, i pellegrini e gli schiavi.

Questa visione originale di nostro Padre e la sua risposta audace a vivere uno stile di vita semplice e austero per unirsi ai poveri, vittime della società feudale e borghese del suo tempo, ebbero un impatto considerevole sulla Chiesa. Con l’aggiunta di compagni, ha sfidato sé stesso per lancia­re l’opera di liberazione degli schiavi e l’assistenza ai pove­ri che si realizzerà al prezzo di numerosi sacrifici personali e di frati. Viviamo onestamente e coraggiosamente tutte le implicazioni della nostra vita consacrata e dei voti di castità, obbedienza e del sine proprio, a costo di sacrificare i nostri desideri personali. Il progetto di liberazio­ne e di assistenza di Giovanni de Matha include, naturalmente, numerose opere di misericordia spirituali e corporali. La prospet­tiva trinitaria del voto del sine proprio per alleviare i pove­ri e gli schiavi, è una delle caratteristiche preziose della Re­gola lasciata da San Giovanni de Matha. Quale testimone migliore, quale modello abbiamo che ci incita a rinnovare le nostre vite, in particolare durante quest’Anno della Vita Consacrata e all’inizio dell’Anno della Misericordia!

Quando leggo o sento parlare degli scandali ecclesiastici e/o di religiosi, mi rendo conto che nessuno di noi è immune. Una povertà spirituale e morale può condurci all’egoismo e alla cupidiagia e perdere, così il senso della nostra missione di servizio nel seno della Chiesa, la testi­monianza che dobbiamo dare a Dio, che Lui ci ha affidato, fallirà. Pertanto, così si perde di vista la nostra vera voca­zione e missione, cadiamo nella mondanità e ne diveniamo schiavi. Ciascuno di noi può essere sedotto dai beni di questo mondo e così soccom­bere egoisticamente a pochi guadagni o a certi privilegi. Che Dio ci doni la luce della verità e la grazia perché rompiamo le catene dell’egoismo dell’auto giustificazione.

Papa Francesco non ha usato mezzi termini per denun­ciare l’avidità di dirigenti e l’attaccamento al denaro nella Chiesa: “Quanti sacerdoti, vescovi, che abbiamo visto così, è triste, non è vero?”. Cari fratelli e sorelle, oggi abbiamo tutti bisogno della misericordia di Dio! Torniamo a Lui e facciamo l’esperienza della sua misericordia attra­verso un reale processo di pentimento e conversione. Nella sua Regola, San Giovanni de Matha parla chiaramente nei capitoli 28 e 36, della celebrazione del sacramento della riconciliazione. Papa Francesco ha a volte riconosciuto i propri peccati e ha ricordato la necessità di vivere questo sacramento di guarigione e perdono. Facciamo uso di questo sacramento del perdono e della misericordia di Dio esaminando la nostra vita alla luce della Sua Parola e cercando sinceramente la grazia del pentimento e della conversione. Una volta sperimentata questa misericordia di Dio, saremo in grado di essere misericor­diosi verso gli altri.

Ad un umile e caritatevole cristiano e ad un trinitario, saranno dati la grazia della compassione e della mise­ricordia. Di fronte alla miseria e alla sofferenza di tan­ti uomini che non hanno lo stretto necessario, come pos­siamo restare nella comodità e nella sicurezza del nostro piccolo universo, indifferenti al mondo della sofferenza e della povertà? Possano le tragedie della persecuzione re­ligiosa, della povertà estrema e del flusso continuo di ri­fugiati, svegliarci dal nostro torpore dell’autosufficienza e delle tendenze consumistiche. Coscienti delle sof­ferenze e dei bisogni degli uomini, sare­mo meglio preparati a dare testimonianza del Regno di Dio, del Regno di giustizia, pace e amore. Che quest’anno della misericordia permetta a ciascuno dei membri della Famiglia, di essere più sensibile verso chi è meno fortunato di noi. Un piccolo gesto di solidarietà concreta dice più di mille parole. An­che se riconosco che compiamo già molte opere di miseri­cordia, mi auguro che ciascuna comunità, ogni trinitario, si coinvolga personalmente e comunitariamente in qualche opera di misericordia corporale! Facendo nostra la “Casa della Santa Trinità e degli Schiavi!”

In questo contesto, vorrei sottolineare il valore della col­laborazione, delle reti tra gli Istituti e organismi nell’an­nuncio della misericordia del Signore in questo momento particolare della nostra storia. Insieme, come figli e figlie della luce, possiamo imparare ad essere prudenti e più intraprendenti per la causa del Regno. Dobbiamo imparare ad aiutarci gli uni gli altri, particolarmente con chi condivide una mis­sione simile alla nostra, perché uno sforzo comune e soli­dale alleggerisca realmente le sofferenze e la miseria degli uomini e possa portare frutti abbondanti. Il Santo Padre incoraggia questa collaborazione tra famiglie carismatiche nella Chiesa con lo scopo di offrire una testimonianza più efficace del Vangelo e del Regno di Dio. Il Consiglio Gene­rale invita con diligenza ad una maggiore collaborazione tra famiglie carismatiche, che hanno risposto positivamen­te. Incoraggio quindi, tutti i membri e le comunità della Famiglia Trinitaria a lavorare con i membri di altri Istituti, per dare maggiore testimonianza di Cristo e del suo Van­gelo. Questa sarà anche un’occasione di arricchimento con la condivisione dei nostri carisma e missioni.

Prima di concludere, vorrei annunciarvi ufficialmente, a nome del Copefat, la celebrazione della pros­sima Assemblea Intertrinitaria che si terrà dal 23 al 27 ottobre 2017 a Buenos Aires (Argentina). Il tema della promozione delle vocazioni sarà il cuore di queste giornate ma anche quello del modo di vivere il carisma trinitario nei diversi Paesi. Temi caldi come quello della persecuzione dei cristiani o delle forme moderne di schiavitù, saranno esaminati per approfondire il nostro impegno nel nostro carisma e così incoraggiare i giovani a raggiungerci e collaborare con noi. Ritrovandoci nella terra di Papa Francesco, la cui testimo­nianza e magistero riflettono il nostro carisma, porteremo attenzione particolarmente ai poveri e ai sofferenti.

Che le feste del Natale e di San Giovanni de Matha, rin­forzi ciascuno di noi nella determinazione a testimonia­re la Buona Novella ai poveri e a concedere la libertà agli schiavi!

Che l’amore eterno del Verbo Incarnato, riempia i nostri cuori e regni nelle nostre vite! Buon Natale a tutti e che Dio vi benedica per l’anno 2016!

di Padre Jose Narlaly

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