AGNESE VERGINE E MARTIRE. Patrona dell’Ordinedella SS.ma Trinità e degli Schiavi

VITA TRINITARIA
SANTI NOSTRI - GENNAIO

In questo primo mese del 2016 l’Or­dine della Santissima Trinità e degli Schiavi celebra 823 anni dell’ispira­zione del carisma a San Giovanni de Matha.

Accadde durante la sua Prima Messa, con la presenza del vescovo di Parigi, dei professori dell’Università nella quale lui era ‘Magister Theolo­giae’, delle autorità e dei fedeli.

La Terza Crociata aveva lasciato migliaia di schiavi cristiani. Un dolore immenso c’era in tutta la cristianità. Giovanni de Matha - si legge nei testi antichi - ‘vidi Majestatem Dei’ (vide la Maestà di Dio) e Cristo stesso nel gesto di scambiare schiavi cristiani e musul­mani.

L’ispirazione avvenne nel signi­ficativo giorno scelto per celebrare la Prima Messa, il 28 gennaio 1193. Anche la visione del Papa Innocenzo III coincide con la stessa data, ottava del martirio di Santa Agnese, quando secondo la tradizione la Santa appar­ve ai suoi genitori con l’Agnello tra le braccia: “Questo stesso giorno (28 gennaio) nel quale la Santa mostrava l’Agnello senza macchia... la Santis­sima Trinità dispone che l’Agnello sacramentato e divenuto Redentore del mondo, abbia nel mondo una in­numerevole schiera di redentori, che imitino di questo divino Agnello l’uf­ficio e i passi, essendo della Santissi­ma Trinità, in modo speciale, figli” (Juan de la Expectación, 1666, vol. I, 224). Questa rivelazione sulle origi­ni dell’Ordine accadde il giorno di Santa Agnese “secondo”, vuol dire il 28 gennaio 1193. Per questa ragione, Sant’Agnese è stata eletta dal Papa Innocenzo III come protettrice di ques

sto nuovo Ordine (cf Ignace Dilloud, 1695, 94-95).

L’ispirazione di San Giovanni de Matha affonda le sue radici nella purezza della fede e nel martirio di Sant’Agnese. Le testimonianze scritte e l’iconografia sottolineano l’importan­za della vergine e martire Agnese nel cammino della storia dell’Ordine Trini­tario.

Lo stesso San Giovanni Battista della Concezione ricevette, durante la Messa del 28 gennaio 1596, un dono speciale che lo portò ad orientare i suoi passi verso le fonti più genuine del carisma trinitario-redentivo.

Nella Chiesa, Santa Agnese è una delle sante più popolari del calenda­rio. Le date fondamentali della sua vita si situano tra l’anno 290 e il 305. Quando lei era ancora adolescente si scatenò una feroce persecuzione e in quelle situazioni molti abbandonavano la fede. Il prefetto di Roma la fece ar­restare. La minacciò con le fiamme se non avesse rinnegato la fede cristiana. Agnese rimase fedele a Cristo. La nota tradizione sulla sua figura a presenta come una giovane bella e ricca.

Era stata chiesta in sposa dal figlio del prefetto di Roma, il quale non ot­tenendo il suo proposito di sposarla, l’aveva denunciata davanti a suo pa­dre. I cristiani erano in quel tempo sotto la persecuzione di Diocleziano e venivano condannati a morte se rifiu­tavano di offrire sacrifici alle divinità

pagane. Quante torture ricevette dal ti­ranno perché si convincesse e quante promesse perché si allontanasse dalla fede cristiana!

Gli antichi Padri della Chiesa loda­no commossi la sua straordinaria pu­rezza. A questo proposito scrive San Ambrogio: “Non andrebbe lo sposo alle nozze con tanta premura quanta ne metteva questa santa vergine nel accelerare i suoi passi verso il luogo del supplizio, gioiosa”. Il poeta Aure­lio Prudenzio (318-413) ha composto un bellissimo inno in onore di Santa Agnese. È celebre la testimonianza del Papa San Damaso (366-384), incisa sul marmo e che ancora si conserva inte­gra nella Basilica di via Nomentana, fatta edificare da Costantina, la figlia di Costantino il Grande, verso il 345.

La sua festa cominciò ad essere celebrata verso la metà del IV secolo, quando il suo nome è entrato nel Ca­none Romano. Su Santa Agnese sono stati scritti molti libri e sono state re­alizzate tante opere d’arte durante il Medioevo.

Il carisma trinitario-redentore si situa sul sentiero martiriale di Santa Agnese.

Il suo patrocinio non evoca solo una devozione speciale, ma ci spinge a seguire le sue orme nella storia. Un filo d’oro ripercorre la formazione dei Trinitari, in questi più di otto secoli di storia, esso riporta tutto alla vergine e martire Sant’Agnese. A questo pro­posito, si legge ancora nella Ratio For­mationis trinitaria (n. 78): “Il formatore seminerà nel cuore dei giovani trinita­ri l’ansia di donare la vita, per farsi più simili a Cristo Signore Nostro, il quale ha dato la sua vita per noi come unico e vero Redentore ed esempio dei re­dentori”.

“Dio onnipotente ed eterno che scegli i più deboli per confondere i for­ti di questo mondo, concedici a quanti celebriamo il trionfo della tua martire, Santa Agnese, di imitare la purezza della sua fede” (dalla liturgia).

di Padre Isidoro Murciego

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