ANTONIO SCOPELLITI. Cinquant’anni di fedeltà da Trinitario, Sacerdote e Vescovo missionario

VITA TRINITARIA
ANNIVERSARIO

Oggi, come ieri, come domani su­scitano ammirazione le storie d’a­more che durano una vita; le vite intere regalate all’amore; mentre, malgrado i pervasivi effetti della glo­balizzazione, gli amori a tempo de­terminato aumentano le solitudini e fanno delle possibili unioni a termine, una coesistenza di gente sola, senza progetto. E chi vive senza progetto fi­nisce da un’altra parte.

Il vescovo Antonio Scopelliti, reg­gino di Gallico, è stato ordinato sacer­dote da Francesco Vollaro, vescovo trinitario, a Roma (S. Maria alle For­naci, il 18 dicembre 1965) ed è subito partito per il Madagascar, dove nel 1991 è stato consacrato Vescovo. Cin­quant’anni donati all’evangelizzazio­ne nell’applicazione fedele al conte­nuto biblico dei principi e della prassi missionaria, come annunziati in Isaia 61 e Luca 4: “Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consa­crato con l’unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto mes­saggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e pre­dicare un anno di grazia del Signore”.

Il vescovo Antonio ha cercato di applicare in concreto il mandato evan­gelico in favore dei poveri, attraverso le opere di misericordia e favorendo processi utili per raggiungere più alti livelli di giustizia sociale in Madaga­scar.

Come trinitario, il vescovo Antonio Scopelliti ha cercato di vivere la par­ticolare devozione alla Trinità, che fa di questa un mistero chiaro di ‘Trinità vissuta’: un mistero di amore incarna­to che tutto include e accoglie; l’amo­re di accoglienza di Abramo dei tre visitatori (Gn 18, 1-10), gli ha offerto lo spunto per leggere la Trinità come Philoxenia, amore di accoglienza per l’altro, lo sconosciuto, lo straniero.

Il nostro Vescovo ha dato grande importanza all’educazione di bambini, giovani e famiglie nel Madagascar; in­sieme a questa priorità, un’altra azione ha illustrato la sua vita: la misericordia attraverso opere di accoglienza e di promozione sociale; insomma il ve­scovo Antonio in Madagascar, più che chiedersi “cosa è successo” si è chie­sto “cosa posso fare”, donando la sua vita all’evangelizzazione della regione dell’Alaotra-Mangoro.

A Reggio Calabria, nei giorni 17-20 dicembre si è celebrato il giubileo dell’anno di grazia per i cinquant’anni, nel grande Giubileo della misericordia appena aperto da Papa Francesco: por­te che si aprono per accogliere, porte che si aprono per annunziare con la testimonianza della vita il Vangelo di Gesù il Cristo.

La Diocesi e il Comune di Reggio con la Comunità di Gallico, hanno colto l’opportuità del Giubileo del no­stro Vescovo trinitario come occasione di festa e di impegno nella riscoperta della testimonianza concreta per l’ac­coglienza, la solidarietà e la giustizia sociale da praticare nella nostra socie­tà alle prese con la ‘paura liquida’ e la solitudine prodotta dalla globalizza­zione. Il Giubileo per i cinquant’anni del vescovo Antonio Scopelliti ha voluto essere occasione per promuovere ulteriormente, come in un cantiere aperto, l’accoglienza del profugo e del migrante, e la giustizia sociale che apre i ghetti e le frontiere culturali.

Le quattro giornate per il Giubileo a Reggio, sono state dedicate all’aper­tura della Porta Santa al Santuario della Madonna della Grazia a Gallico; alla riflessione con una conferenza su “Straniero e accoglienza. Il giubileo della misericordia”, tenuta da Giulio Cipollone, Osst; alla testimonianza in Comune; e alla liturgia che si è con­clusa in cattedrale con la celebrazione presieduta dall’arcivescovo di Reggio Calabria, Giuseppe Fiorini Morosini, e che ha visto come concelebranti il vescovo di Moramanga, Gaetano Di Pierro, dehoniano, il Ministro gene­rale dei Trinitari, Padre Josè Narlaly e il ministro provinciale, Padre Luigi Buccarello, insieme a molti altri con­celebranti religiosi trinitari e sacerdoti malgasci che operano nella arcidiocesi di Reggio Calabria.

Il Santo Padre Francesco, che ha ac­colto le dimissioni per età del vescovo Antonio, ha inviato un suo messaggio augurale, che è stato letto dal Segreta­rio della Nunziatura in Madagascar, con parole di encomio per la sua fedeltà e il suo infaticabile servizio nella diocesi di Ambatondrazaka. Dopo due vescovi trinitari, ora questa diocesi ha come vescovo, Jean de Dieu Raoelison, del clero diocesano.

di Padre Giulio Cipollone

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