“Anche per noiora è tempo di misericordiae di perdono”

VITA TRINITARIA
IL NUOVO CONSIGLIO PROVINCIALE

All’indomani della rielezione a Ministro della Provincia San Giovanni de Matha, Pa­dre Gino Buccarello ha preso carta e penna e ai primi di gennaio ha scritto a tutti i religiosi della Provincia per presentare in sintesi il programma che insieme con il Consiglio ha stilato per il prossimo triennio.

“Dando inizio al nuovo triennio, io e il Consiglio Provinciale - esordisce Padre Gino - ci presentiamo non solo con il saluto fraterno, grato e ricono­scente per la fiducia a noi accordata nella responsabilità della animazione e guida della Provincia, ma anche con il proposito di profondere tutte le no­stre energie per servire la comunione e la fedeltà della Provincia al carisma di San Giovanni de Matha”.

Il Provinciale passa ad un’anali­si del momento presente in rappor­to alla missione che i Trinitari sono chiamati a svolgere nel mondo. “Il contesto sociale e culturale - spiega - particolarmente difficile, come anche le tante difficoltà che saremo chiamati ad affrontare, ci danno la consapevo­lezza che il servizio di responsabilità affidatoci dal Capitolo Provinciale esi­ge un supplemento di impegno e di generosità”.

La risorsa più importante per un religioso che vuol essere anche mis­sionario e liberatore è la comunione fraterna. “Oggi più che mai - prose­gue il Provinciale - sentiamo viva l’esi­genza della comunione fraterna, vero supporto di ogni servizio e di ogni re­sponsabilità. Dalla comunione fraterna che ha avuto la sua massima espres­sione nella celebrazione del Capitolo Provinciale, sono scaturiti gli impegni che ci onoriamo di assumere. Verso la comunione fraterna deve tendere ogni nostro sforzo”.

Nelle comunità trinitarie gli impe­gni e le responsabilità non apparten­gono ai singoli religiosi. I ruoli affidati non possono deresponsabilizzare il resto della fraternità. Tutti insieme si cammini e insieme si cammina e si raggiungono gli obiettivi. “Durante il Capitolo - continua Padre Buccarel­lo - è stato detto che la responsabilità nell’assumere un incarico non è mai solo personale ma anche collegia­le. Esiste una responsabilità comune che ci deve portare a mettere da par­te ambizioni personali, tentazioni di rivalsa e dare la nostra disponibilità a Dio-Trinità ed ai fratelli perché la fiamma del carisma trinitario continui ad ardere e ad illuminare di speranza la vita di tanti fratelli sfigurati nella loro dignità che attendono e anelano la vera libertà”.

Il pensiero del Ministro corre an­cora all’esperienza vissuta a Bernal­da ai primi di dicembre. “Penso con cuore grato e riconoscente - scrive ancora nella circolare - all’esperienza del Capitolo Provinciale che abbiamo vissuto come momento forte di con­divisione e di corresponsabilità. Nel documento finale del Capitolo non è difficile scorgere i desideri profondi che ci animano. È vero, a volte le om­bre del passato, tentano di oscurare questo impegno e di turbare il nostro cammino, ma posso dire con orgoglio che nell’assemblea capitolare e nella vita della nostra Provincia fino ad oggi ha vinto la dedizione e la fedeltà alla nostra consacrazione”.

Ma quali sono stati gli obiettivi emersi dall’assise capitolare? Quale sarà la bussola che orienterà i passi nei prossimi tre anni? “Il Capitolo Provin­ciale - rivela Padre Gino - ha espresso il desiderio di un rinnovamento au­tentico, di una vera conversione. Se questo desiderio non diventa la bussola quotidiana del nostro cammino difficilmente potremo guardare al fu­turo con speranza. Ci è stato chiesto se la Provincia avrà o meno un futuro. Io, invece, mi domando per quale futuro ci stiamo impegnando, quanto siamo di­sposti a rinunciare e ad offrire per co­struire quel futuro che è nella mente e nelle mani di Dio?”.

Nelle domande di Padre Gino sono nascoste le prospettive per il domani. “Non saranno certo - precisa - le feri­te del passato o il peso insopportabile delle nostre incoerenze ed infedeltà ad ostacolare questa voglia di futuro. Anche per noi è tempo di misericor­dia e di perdono. È la vera gioia che riempie il nostro cuore, spesso ingol­fato da tante rivendicazioni personali. È tempo di riconoscere le nostre fragi­lità e insensibilità che provocano tante ferite nel cuore dei nostri confratelli, è tempo di sanare con la grazia della divina misericordia le nostre ferite aperte e sanguinanti”.

Affidarsi alla misericordia di Dio, alla sua grande bontà, alla luce che viene dalla Trinità, all’esempio di Ma­ria, ecco gli strumenti più efficaci di un Trinitario.

“La Santissima Trinità - così si congeda il Padre Provinciale - ci doni il coraggio e l’umiltà di essere tessitori di una fraternità che rifugge dall’ipo­crisia e dalle falsità. Il Dio della mise­ricordia e del perdono ci liberi dalla tentazione di sentirci migliori degli altri, dal delirio della onniscienza e della onnipotenza che avvelena i no­stri rapporti umani. La Vergine Madre del Buon Rimedio ci doni la gioia di esultare nel servizio ai bisognosi e di rivolgere alla gloria di Dio ogni nostro pensiero, impegno, sacrificio”.

di Annalisa Nastrini

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