Confraternite Trinitarie Quante e dove sono

VITE TRINITARIE
CONFRATERNITE


Nel numero precedente abbiamo considerato l’origine delle nostre associazioni. Prima di iniziare ad esaminarle anche grazie alla loro presenza sul web, occorre dire ancora qualcosa su due aspetti fondamentali da inquadrare: quante sono (o sono state) e dove sono (o dove rimangono loro tracce materiali).

Cronologicamente, i primi legami istituzionali con il nostro ordine reli­gioso iniziano verso il 1250. La loro propagazione dipende dalla presenza dei religiosi sul territorio e dall’attività antischiavista, maggiore nell’entroter­ra che non nelle coste invase dai Sara­ceni (dove si doveva provvedere all’e­mergenza e quindi occorreva chiedere soccorso ai sodalizi dell’interno, meno ostacolati da questo tipo di emergen­za).

Gli atti confraternali si sviluppano con il compiersi della riforma dell’Osst avviata nel 1599. In alcuni casi l’Ordi­ne fonda Confraternite omonime, le­gate ad esso con un preciso rapporto giuridico tutt’ora vigente; in altri casi si tratta di realtà preesistenti, in se­guito aggregate ossia unite al nostro Istituto religioso con un preciso vin­colo canonico e spirituale tutt’ora pre­visto dalla legislazione dell’Ordine. L’aggregazione diverrà sempre più lo strumento legale per la rete delle opere socio-caritative esercitate.

La prima aggregazione italiana è Agnone nel 1535, quella estera è Po­toxi (Messico) nel 1635. Non sono riportati atti simili, coevi, in Francia (esistendo già collegamenti alle Case della Santa Trinità della nazione d’o­rigine dell’Ordine, a cominciare dal 1309, attorno all’originaria Fratellanza omonima di Marsiglia).

Clemente VIII nel 1604 diede le prime norme generali circa la disci­plina delle aggregazioni. La realtà più innovante è rappresentata dall’Arci­confraternita della Trinità dei Pellegrini e Convalescenti, fondata in Roma da S. Filippo Neri nel 1548 per assistere que­ste categorie sociali. Diverrà una tra le principali “case-madri” con facoltà di legare a sé associazioni simili per tito­lo o finalità. Questo non sostituisce i legami diretti tra religiosi e laici legati al proprio Istituto ma semmai li raf­forza (ma questo è un argomento che va affrontato separatamente).

Storicamente sono riportate ri­chieste di rinnovo dei legami da so­dalizi legati all’Arciconfraternita od all’Osst, come pure da sodalizi origi­nariamente facenti capo ad un ramo dell’Ordine, che quindi chiedevano di essere riconosciute anche dall’altro. Analoghe vicende ebbe la Confrater­nita “del Gonfalone” che in seguito assumerà gli scopi antischiavisti non più seguiti dai religiosi.

Questa diffusione va indagata sui Registri delle Aggregate (sia dell’Osst che delle Arciconfraternite “case-madri”), oggetto da quanche anno di indagine ed elaborazione. Il dato che non emerge è quali fossero le aree ge­ografiche e le direttrici interessate: in­fatti non esistono vere e prorpie linee di intervento se non quelle legate all’a­zione dei religiosi e dei laici che con essi collaboravano. Può forse notarsi una certa equidistanza tra le Confra­ternite che asssitevano pellegrini ver­so Roma, la Terra Santa, Compostela, ecc., e rimpatriati post-riscatto, que­ste associazioni erano infatti disposte lungo direttrici viarie che prevedeva­no debiti punti-tappa. La sostanza è che dove si incontra tutt’ora un topo­nimo “Trinità” è praticamente certo che esso ha a che vedere con i nostri sodalizi.

In Francia lo stillicidio di aggrega­zioni prende avvio a partire dal 1667. La battaglia di Vienna (1683) favorì lo sviluppo delle aggregazioni nell’Est Europa. Nel 1701 viene aggregata la Confraternita di Grondona (che otten­ne di essere aggregata sia alla Trinità che al Gonfalone, le cui vicende, come accennato sopra, a poco a poco si se­parartono da quelle dell’Osst ma ciò non ostante l’associazione in oggetto avrà due aggregazioni, che comunque era una prassi non inusuale). Simile propcedura era stata adottata poco tempo prima per la nostra Confrater­nita di Montpellier.

Nel 1847 viene riaggregata l’antica Confraternita della”vecchia Trinità” di Marsiglia, nel 1864 quella della Madon­na del Montarone in Roma, che a sua volta univa a sé altri sodalizi resi parte­cipi dei benefici spirituali trasmessi dai religiosi.

Le Confraternite che chiedono l’ag­gregazione possono essere raggrup­pate in base alla loro attinenza con la

 

teologia, la spiritualità od i carismi della “casa-madre” e quindi si rileva­no, naturalmente, quelle dedicate alla Trinità fin dalla loro fondazione (che non cambiano il loro titolo al momen­to dell’affiliazione) e poi quelle, ad esempio, mariane (Madonna del Soc­corso, del Buon Rimedio, addirittura della Mercede ossia dell’altro grande Ordine religioso antischiavista), aven­ti origini da sodalizi di penitenza (che furono uno dei grandi àmbiti da cui come noto si sviluppò l’associazioni­smo confraternale), relative ad attivi­tà assistenziali (carità, misericordia come nel caso del Portogallo, hospi­tium, ecc.). Una storica aggregazione fu quella della Confraternita “della na­zione armena” di Leopoli (1856).

Nel giugno 1821 avviene l’ulti­ma grande revisione dello statuto dell’Arciconfraternita “casa-madre”. Si stabilisce la partecipazione ai be­nefici spirituali comunicati dall’Osst e questo aiuta a definire anche i rapporti (fino ad allora parziali e discontinui) coi religiosi. Vengono quindi verificate le aggregazioni esistenti e si ricevono una ventina di nuove Confraternite

ne nazioni (Spagna) si sono federate, oppure che (Italia) cercano di farlo.

Esse dimostrano l’abbattimento delle categorie, con la liberazione e l’accoglienza di chiunque (la Trinità è icona della comunità, quindi non ci può essere discriminazione tra aderenti allo stesso sodalizio, i quali nelle delibere hanno tutti un solo voto). Anch’esse hanno avuto barriere interne causate da diritti acquisiti sulle questue, pre­rogative circa le proprie sedi, ecc., ma le hanno superate non senza laborio­sità. Da questa esperienza, però, na­scono nuovi sodalizi (Misericordia in Portogallo, Ave Maria e Medinaceli in Spagna). Da questa nostra famiglia vengono pure nuovi santi che furono confratelli i quali arricchirono la loro esperienza di vita con ciò che ricevette­ro dall’associazionismo confraternale.

La Regola (il “Progetto di Vita”) per gli iscritti al nostro Laicato è sta­ta rinnovata ad inizio anni 2000. In sostanza: gli strumenti ci sono, l’espe­rienza confraternale non è obsoleta, dunque possiamo costituire una Con­fraternita Trinitaria anche noi, oggi.

 

di Gian Paolo Vigo

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