L’Arciconfraternita di Lucera Fraternità medievale dal 1379

VITE TRINITARIE
CONFRATERNITE

La Reale Arciconfraternita del­la Santa Croce, SS.ma Trinità e Madonna Addolorata è stata fra le prime fraternità medievali di questa città della Daunia.

I suoi esordi risalgono alla fioritura spirituale seguita alla vittoria sui Sara­ceni del XIV secolo.

La Santa Croce è il primo Mistero di Fede invocato come titolo origina­rio dell’associazione, sin dalla sua na­scita nel 1379.

Il Priore di questa Confraternita ha diritto ab antiquo a ricevere (al mo­mento del suo insediamento) l’anello (foto in alto a pag. 11) relativo alla sua carica, come accadeva fin dal Medio Evo per i notabili di diverse categorie sociali. Sull’anello è riportata la Croce, titolare originario del sodalizio.

SECONDA INTITOLAZIONE

La Santissima Trinità è la seconda intitolazione, che si ebbe con l’aggre­gazione (15 maggio 1580) alla Vene­rabile Arciconfraternita casa-madre della Santissima Trinità dei Pellegri­ni e Convalescenti dell’Alma città di Roma, aggregazione che (secondo le disposizioni della Bolla “Quaecumque” emanata il 7 dicembre 1604 da Cle­mente VIII il quale riordinò le norme riguardanti le procedure di aggrega­zione delle confraternite) venne poi rinnovata nel 1610 e confermata nel 1843. Come noto, questa Arciconfra­ternita romana è partecipe dei bene­fici spirituali della Famiglia Trinitaria come da Patente emanata nel 1821 dal Ministro Generale dell’Ordine Trini­tario.

L’appartenenza alla Famiglia Trinita­ria costituisce un legame sia affettivo che canonicamente effettivo, come pre­visto dal nr. 389 del Direttorio dell’Or­dine religioso ed a rafforzamento di questi atti, si aggiunge effettivamente l’ulteriore aggregazione, nel 1815, di­rettamente all’Ordine dei Trinitari;

A seguito di tali affiliazioni, essa assunse quindi il titolo di Santa Croce e SS.ma Trinità. Nel Seicento, soprat­tutto durante la guida spirituale del religioso Francescano Conventuale Padre Francesco Antonio Fasani (in seguito proclamato santo), la Confra­ternita svolse un ruolo decisivo nella pratica di quei principi che il Santo lucerino andava predicando con la

parola e testimoniando con le azioni, rivolgendo la propria attenzione a co­loro che versavano nel disagio.

SAN FRANCESCO FASANI

A Lucera c’è un legame speciale verso San Francesco Antonio Fasani (nato e morto qui: 6 agosto 1681 - 29 novembre 1742) al secolo Donato An­tonio Giovanni Nicolò Fasani, noto anche come il Padre maestro poiché dottore in teologia e maestro dei suoi confratelli e pure dei laici da lui segui­ti, cosicchè la figura del Padre mae­stro, come familiarmente lo chiamano ancora oggi i suoi concittadini, è stata costantemente presente e sentita sem­pre vicina come quella di un amico cui affidarsi, capace di creare uno speciale rapporto con il territorio.

L’attività statutaria delle Confrater­nite lucerine ha sempre avuto un ruolo importante nella vita stessa della Chie­sa locale, al punto da rappresentare un riferimento importante anche per la formazione religiosa degli aderenti e dei loro famigliari. Ne fa testo il grande impegno del santo, il quale considerò le confraternite un essenziale elemen­to di supporto del suo apostolato fran­cescano.

Accanto alla chiesa di San Fran­cesco che custodisce le sue spoglie, a sinistra di chi guarda la facciata, si trova la cappella dell’Addolorata, sede dell’Arciconfraternita. Nel 2014 a que­sta cappella è stato ricostruito l’altare che custodisce la statua della Madon­na.

LE ALTRE TAPPE

Nel 1771 la Confraternita ricevette l’assenso regio, vale a dire il decreto reale di approvazione dello Statuto, atto che le conferiva la personalità giuridica.

Nel 1821 ottenne una ulteriore unione spirituale all’Ordine dei Servi di Maria Vergine e quindi completò il suo titolo aggiungendovi quello della Madonna Addolorata che l’associazio­ne venera ed il cui simulacro reca in processione durante la Settimana San­ta debitamente attorniato dai simboli della Passione, i cui riti in Puglia sono particolarmente elaborati.

Date tutte le singole prerogative, diritti, onori e preminenze acquisite, a compimento di questa ricca evoluzione storica, nel 1855, con Bolla di Pio IX, il sodalizio venne elevato e costituito in perpetuo da Confraternita ad Arcicon­fraternita (ossia sodalizio distintosi per motivi di anzianità e pietà), con le defi­nitive titolarità di S. Croce, SS. Trinità e Maria Vergine Addolorata.

LA RINASCITA

Fin qui la storia in breve. Tuttavia, quel che ora ci interessa rilevare e pro­porre, è piuttosto la dimensione attua­le e le prospettive della Confraternita

Essa è stata ricostituita da poco più di un decennio, tenendo conto del rinnovamento secondo l’antica esperienza che dovrebbe costituire un “ingrediente” fondante e da tener co­stantemente presente, nella rivitaliz­zazione delle forme associative, spe­cie di quelle storiche.

È stato così tenuto conto della sto­ria ossia delle radici incancellabili e che vanno trasmesse per non perdere la propria identità. Nel provvedere ad esempio agli abiti confraternali (su cui sono tornati a campeggiare i simboli ed i richiami trinitari), non è stato abbandonata la memoria di quelli originari, di colore verde di derivazione liturgi­ca orientale (poiché in rito bizantino giunto lungo i secoli anche sulle coste Adriatiche, questo è il colore sia della Santa Croce che della Trinità).

È soprattutto negli obiettivi socio-culturali che questo sodalizio sta cer­cando di dare il massimo, consapevo­le che la prima opera di misericordia è dare formazione a chi non ne riceve adeguatamente.

In occasione delle celebrazioni del decennale (1999-2009) dalla ripresa delle proprie attività dopo il prece­dente decennio di stasi, esso ha voluto far realizzare un nuovo bastone del Priore, con l’auspicio di lasciare ai po­steri uno strumento che illustri tutte le argomentazioni che lo accompagna­no: per esplicarle è stato predisposto e stampato un apposito testo pubblica­to a cura dell’Arciconfraternita, che ha così dato avvio ad una serie di propri “quaderni”.

IL VOLUME

Il primo decennale della sua rico­stituzione è stato quindi celebrato pro­muovendo la stesura e facendosi quin­di editrice del volume “Il Sacco. Genesi, caratteri e dignità dell’Abito Confrater­nale”, opera realizzata da Gian Pao­lo Vigo, pubblicata con il contributo del Distretto culturale Daunia Vetus e dell’Associazione Terzo Millennio.

Questo libro porta la prefazione a cura della prof. Liana Bertoldi Lenoci, dell’Università di Bari, presidente del Centro ricerche di storia religiosa in Puglia, e le recensioni affermano che esso può trovare a giusto titolo la sua collocazione come sussidio di forma­zione per l’intero mondo delle Con­fraternite e di chi ne fa parte: si tratta del primo ed unico prodotto edito­riale contemporaneo sull’argomento in cui vengono descritti simbologia e significati delle diverse componenti di questo particolare e caratterizzante abito, ed in appendice vengono inol­tre proposti alcuni formulari per il rito di Vestizione.

L’Arciconfraternita di Lucera ha quindi proseguito negli anni recenti a sostenere altre iniziative culturali sia sulla figura del Padre Maestro, sia sui crocifissi delle confraternite locali nell’ambito delle manifestazioni per l’Anno della Fede 2014.

Inoltre si è gemellata con la Con­fraternita dell’Addolorata di Taranto, affermando così il senso di apparte­nenza ad una organizzazione ed a prospettive comuni di testimonianza cristiana e sociale.

In sostanza, è la stessa Confrater­nita che auspica che le sue azione e presenza possano essere riferimento e guida con la speranza che tutti insie­me, nell’avanzamento lungo il cammi­no della vita cristiana, dopo il “pellegri­naggio terreno” possano raggiungere e godere della pace celeste. Non è un augurio funesto, poiché le confrater­nite sono da sempre emblemi di co­munione dei santi tra vivi e morti, tra aldiqua e aldilà, anche perché lungo i secoli si sono sempre istituzionalmen­te occupate (e possono tutt’ora farlo) di migranti e di servizi legati al lutto, confortando i destinatari dei loro ser­vizi non solo con senso di umanità ma soprattutto con la preghiera e la carità.

(4. continua)

di Arturo Monaco

L'ULTIMO NUMERO

RUBRICHE
SERVIZI

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, a scopi pubblicitari e per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso Accetto