BEATO MARCO CRIADO - Martire trinitario fedele allo spirito redentivo

VITE TRINITARIE
SANTI NOSTRI

AI PIEDI DI MARIA

Marco Criado nacque ad Andujar (Jaen-Spagna), il 25 aprile 1522, da Giovanni Criado e da Marina Guelamo. Era il più piccolo dei fratelli di una famiglia benestante.

Si racconta di lui che alla morte della mamma, appena adolescente, fece un pellegrinaggio al Santuario della Madonna della Cabeza, la Pa­trona della sua città, e lì pregando ai piedi della Madonna, stanco dal lun­go pellegrinaggio attraverso i monti della Sierra Morena, si addormentò. In sogno la Madonna lo invitò a di­ventare religioso trinitario. Ritornato in città ne parlò col suo padre e decise di chiedere l’ingresso nella Casa della Trinità di Andujar. Fu allora che anche suo padre (rimasto vedovo) prese la decisione di farsi religioso francesca­no dopo aver distribuito i suoi beni ai figli. Marco, dice la tradizione, di ciò che aveva ricevuto in eredità ne fece tre parti: una per la Casa della Trinità, un’altra per il riscatto degli schiavi e una terza per distribuirla ai poveri del luogo.

SPIRITO DI SERVIZIO

Il giovane Marco cominciò il no­viziato nel 1536. Dal primo momento nella comunità si caratterizzò per il suo spirito di servizio. Lui stesso ama­va dire che lui era nato “criado” (que­sto cognome vuol dire “servo”) e come tale doveva comportarsi nella sua vita, e così tra i fratelli era abituato a sce­gliere per lui i lavori più umili. Fece la sua professione religiosa ad Andujar e lì continuò la sua formazione fino all’Ordinazione Sacerdotale. Fr Marco aveva delle doti speciali per la pre­dicazione e ben presto fu nominato Predicatore Maggiore nella propria città. Era conosciuto come predicatore in molti luoghi e divulgava la Parola di Dio, la dottrina cristiana e l’amore alla Madonna in modo straordinario. I Superiori gli diedero ben presto l’in­carico di Predicatore Maggiore anche presso altre Case Trinitarie dell’An­dalusia. Nonostante le sue doti e cele­brità continuava ad essere proverbiale in lui la virtù dell’umiltà e lo spirito di servizio. Nel libro del Protocollo del­la Casa Trinitaria della città di Ubeda (Jaen) si conserva ancora oggi una testimonianza scritta che porta la fir­ma di ciascuno dei religiosi con i titoli corrispondenti accanto alla firma. Fr Marco, anche lui mise la sua firma con il titolo, ma invece di mettere (come era previsto) accanto al suo nome e cognome “Predicatore Maggiore”, scrisse come titolo personale, “sagre­stano” (l’ufficio di servizio interno alla comunità).

Lo zelo missionario lo portò ad af­frontare la persecuzione ed il martirio

Sarà proprio quando l’obbedienza lo aveva inviato alla Casa della Trini­tà di Ubeda che gli arriverà una noti­zia che lo porterà a lasciare tutto per altri orizzonti nella sua vita fedele al migliore spirito del carisma trinitario. Accadde che a causa delle rivolte dei mori nelle terre di Granada, sotto la petizione di Papa Pio IV, i Vescovi di Guadix e Almeria, sollecitarono in una lettera indirizzata agli Ordini Religio­si l’invio di missionari all’Alpujarras (terre dell’antico Regno di Granada) per contenere pacificamente l’insur­rezione, proclamare la Buona Novel­la per la conversione ed aiutare nella fede le piccole popolazioni di cristiani che si vedevano minacciate da queste rivolte. La missione non era per niente facile, anzi si andava con molta prova­bilità ad affrontare la persecuzione ed il martirio.

SPIRITO MISSIONARIO

Il Ministro della Casa della Trini­tà della città di Almeria trasmise la richiesta al Ministro Provinciale che in quei giorni visitava la Casa della Trinità di Ubeda, e così lo comunicò ai religiosi della comunità. Fr Marco Criado e Fr Pietro di San Martino su­bito aderirono alla proposta e diedero la loro disponibilità.

Appena arrivati ad Almeria Fr Pie­tro di San Martino morì all’improvvi­so. Fr Marco restò da solo, ma non si scoraggiò; al contrario riscoprì in lui lo spirito dei Santi Fondatori Trinita­ri e degli eroici Redentori e partì de­ciso per la sua missione nel impervio e montuoso territorio dell’Alpujarras iniziando dal villaggio di La Peza, diocesi di Guadix. Portò con sé le let­tere di raccomandazione e di presen­tazione del Vescovo per i parroci della zona e per le autorità di quei piccoli paesi nelle montagne a ridosso della Sierra Nevada.

Sulle sponde del fiume Almanzo­ra i villaggi di Vera, Cadiar, Poquei­ra, Juviles, Trevelez, Laroles, Ugijar, sono stati testimoni dei passaggi di Fr Marco Criado, hanno ascoltato le sue vibranti predicazioni, e hanno sentito la vicinanza e l’incoraggiamento nei momenti difficili per mantenersi forti alla loro fede (molti di loro erano dei conversi), e sono stati anche testimoni in diverse occasioni dei maltrattamen­ti subiti dall’eroico religioso trinitario, soprattutto nelle imboscate dei grup­pi nemici della fede cristiana per le vie scoscese dell’Alpujarras. Qualche volta lo avevano abbandonato creden­dolo morto. Ancora oggi gli abitanti di quelle terre raccontano di alcuni luoghi precisi le tante sofferenze del Santo Marco, come lo chiamano loro.

CUORE DI MARTIRE

L’ultima imboscata la subì il 22 settembre 1569. Si racconta che un gruppo dei nemici della fede cristiana lo rinchiuse nella chiesa del villaggio, insieme ad un buon numero di cristia­ni pronti a proteggerlo, tra questi c’era pure il parroco di La Peza il quale fu accoltellato proprio perché voleva di­

fu trascinato alla fonte chiamata Bel­chite, e lì fu appeso ad una quercia. I suoi aguzzini lo colpivano pretendendo da lui che rinunciasse alla fede cristia­na. Fr Marco, invece, ripeteva a loro: “rinnegare Cristo? Mai!”. E riprende­va a predicare nel nome di Gesù.

Lo tenevano legato all’albero in modo che i piedi non toccassero la terra, e così dopo tante vessazioni lo lasciarono lì finché non fosse passata tutta la notte.

Al mattino, vedendo che ancora era vivo e cantava salmi al Signore, lo lapidarono lasciandolo quasi morto. Trascorse tre giorni su quella “croce” recitando salmi e proclamando la sua fede in Cristo nostro Redentore. Alla fine gli aprirono il petto e tirarono fuori il suo cuore, e da quel cuore è uscito un bagliore di luce e si poteva legge­re scritto in esso l’anagramma di Gesù (IHS).

Davanti a questo prodigio molti di quelli che erano stati i suoi carnefici si convertirono. Era il 25 di settembre 1569, Fr Marco Criado aveva 47 anni e 33 di vita religiosa trinitaria. Presto si fecero eco del suo martirio i predica­tori dell’epoca, furono scritte relazio­ni a fiumi e così si è divulgata la sua fama di santità. Papa Leone XIII lo ha beatificato il 14 luglio 1899. La sua fe­sta si celebra il 24 settembre.

TESTIMONE TRINITARIO

È sorprendente constatare come dopo più di tre secoli, in occasione della sua beatificazione nel 1899, si è potuta registrare una speciale fecon­dità nell’Ordine Trinitario a seguito del martirio di Marco Criado. Da una

parte, la beatificazione fece da collante per mettere i religiosi trinitari d’accor­do nel sancire l’unità dell’Ordine fino a quel momento a lungo diviso in due diversi rami, e dall’altra, il riscoprire la testimonianza eroica del Beato Marco Criado come missionario-redentore ebbe uno speciale influsso nell’aprire gli orizzonti per il futuro della missio­ne dell’Ordine della Santissima Trini­tà e degli Schiavi nel mondo.

Erano i tempi in cui si cercava l’u­nione dei due rami dell’Ordine av­venuta poi nel 1900. Inoltre, la testi­monianza della vita e del martirio del Beato Marco Criado ha contribuito a ri­accendere lo spirito trinitario-redentivo anche con la dimensione missionaria. Le relazioni dei nostri Padri inviati in America Latina alla fine dell’’800 e agli inizi del ‘900 sono segni luminosi della testimonianza del Beato Marco Criado. La partenza per il Benadir (Somalia) del Padre Leandro Barile e compagni (1904) porta lo stesso si­gillo trinitario-martiriale. Dalle testi­monianze scritte di Padre Leandro si scopre che essi non cercavano altro che spargere anche il loro sangue nel­la missione trinitaria in terre africane per la causa della fede.

Ai tempi della sua beatificazione sono state scritte numerose biografie del Beato Marco Criado e questo fervo­re è rimasto nel cuore dei Trinitari ed ha aiutato ad aprire l’Ordine verso altre terre di missione come il Madagascar.

Un altro esempio dell’influsso del­la vita del martire Marco Criado anche nei Trinitari del primo quarto del se­colo XX è l’opera manoscritta di Padre Leonardo di Santa Lucia (Agliata), che scrisse la Vita di Marco Criado per es­sere rappresentata in teatro (in cinque atti) e la dedica al Ministro Generale, Padre Xavier dell’Immacolata (Pelle­rin) grande promotore dell’apertura dell’Ordine Trinitario alle Missioni con lo spirito misericordioso-redenti­vo proprio di San Giovanni de Matha. L’opera teatrale è stata composta a Pa­lestrina, e porta la data del 3 dicembre 1920, proprio la festa onomastica del Ministro Generale dell’Ordine.

Nell’Anno della Misericordia evo­chiamo il dono della sua vita nella causa della fede e invochiamo la sua intercessione

Ancora oggi ci raccomandiamo al nostro amato fratello Beato Marco Cri­ado con la preghiera liturgica della sua festa e augurandoci che quanto prima avvenga la sua canonizzazione feconda di tanti frutti di fedeltà al carisma trini­tario oggi nel mondo. “O Dio onnipo­tente ed eterno, che ci hai donato nel Beato Marco Criado un predicatore insigne del tuo Vangelo, concede an­che a noi, per sua intercessione, di an­nunziare e testimoniare con le opere e la vita la fede che portiamo nel cuore”.

di Padre Isidoro Murciego

L'ULTIMO NUMERO

RUBRICHE
SERVIZI

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, a scopi pubblicitari e per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso Accetto