Nostra Signora della solitudine L’Arciconfraternita di Cagliari

VITE TRINITARIE
CONFRATERNITE

L’Arciconfraternita di Nostra Signora della Solitudine (in catalano “Soledad”), così chia­mata per la “Solitudine della Madonna” dopo la morte del Figlio, è stata istituita come Pia Associazio­ne nella seconda metà del 1500 e come Confraternita nel 1603. Proba­bilmente la Bolla istitutiva è di Papa Clemente VIII mentre nel 1608 si col­loca la Bolla di conferma.

LA PRIMA SEDE

La prima sede fu nella chiesa di Santa Maria de Portu Gruttis (costru­ita nello stesso luogo dove San Pa­olo pose piede per la prima volta in Sardegna: nel sito veniva venerata la pietra su cui salì l’Apostolo per pre­dicare ai fedeli, questa pietra sarebbe stata conservata sino al VIII secolo e poi distrutta dai saraceni durante una delle loro scorrerie nell’isola). Santa Maria del Porto fu successivamente intitolata a San Bardilio in seguito al rinvenimento delle reliquie del marti­re, e poi alla Trinità, quando, durante il governo dell’arcivescovo Gaspare Vincenzo Novella, nel 1580 passò ai Trinitari che la tennero sino al 1760, fino cioè al loro trasferimento a San Lucifero. Nonostante nel 1902 fosse stato riconosciuto monumento nazio­nale, oggi, purtroppo, di Santa Maria del Porto rimangono ben poche tracce.

LA BOLLA 400 ANNI FA

Paolo V, con propria Bolla data­ta 15 Ottobre 1616 (quindi in questo Anno Santo straordinario della Mise­ricordia 2016 si compiono esattamen­te 400 anni), aggregò la Confraternita della Solitudine alla SS.ma Trinità di Roma, con il beneficio di tutte le indul­genze spirituali concesse dai Pontefici Romani all’Ordine dei Padri Trinitari. Questo documento venne emanato in Roma nel Convento trinitario di Santa Francesca (ora non più esistente, nel rione Colonna). Da questa bolla si pos­sono ugualmente ricavare gli elementi essenziali circa l’istituzione e gli sco­pi della Confraternita della Solitudine nonché la sua sede originaria e le in­dulgenze concesse a coloro che sareb­bero entrati a farne parte. In archivio esiste ancora un documento di data

incerta che elenca meticolosamente tutti i benefici e le indulgenze conces­se dai vari pontefici fino alla data del 15 Marzo 1763 (probabilmente si trat­ta del sommario inizialmente redatto da Sisto V nel 1588, alla vigilia della riforma dell’Ordine dei Trinitari che sarebbe avvenuta ufficialmente a par­tire dall’anno seguente).

LA SETTIMANA SANTA

Fin dalla sua istituzione, il gover­no spagnolo ordinò alla Confraternita di operare i riti della settimana santa, che ancora oggi tradizionalmente re­sistono.

Nel 1620 i confratelli, per il gra­voso impegno e per il lungo tragitto dalla lontana chiesa di S. Bardilio fino alla Cattedrale nel quartiere di Ca­stello e viceversa, ottennero dall’ar­civescovo il trasferimento della con­fraternita e delle proprie attività nella chiesetta di S. Giovanni Battista, nel borgo di Villanova, dove ancora oggi opera.

Innumerevoli erano le Confra­ternite e Congreghe nei secoli XVII e XVIII. Ma già nella seconda metà del

XVII secolo, buona parte di esse non operavano più, o si erano già estinte.

ARCICOFRATERNITA

Tra le poche allora attive, la Con­fraternita della Solitudine, che ol­tre che nel distinguersi per il riscatto degli schiavi, per la redenzione dei prigionieri, per l’assistenza dei con­dannati a morte e relativa sepoltura e infine per l’assistenza dei colpiti dalla peste che flagellò Cagliari e la Sarde­gna tutta tra il 1652 e il 1656, si distin­gueva anche per le attività liturgiche, per l’impegno sociale e per le opere di bene nei confronti dei bisognosi del quartiere di VIllanova, pratica anco­ra oggi in auge. Il pontefice Pio IX, in riconoscimento della attività pluriseco­lare dell’Arciconfraternita, impegnata fattivamente nelle attività liturgiche e nell’impegno sociale con le opere di bene a favore dei bisognosi, nel 1878 la eresse ad Arciconfraternita.

L’ULTIMO STATUTO

Nell’immediato secondo dopo­ guerra lo Statuto ha avuto due adatta­menti, uno nel 1974 e un’altro nel 1995, che è l’ultimo ed è anche quello che viene seguito e fatto rispettare oggi, in modo più fluido ed adattato ai tempi.

Tra le attività principali vi è innan­zitutto il tenere ufficiata la Chiesa di S. Giovanni. Durante la Settimana Santa si tratta di perpetuare l’organizzazione e la conduzione delle tradizionali pro­cessioni. Per San Giovanni Battista il sodalizio è impegnato istituzional­mente a festeggiare ogni 24 Giugno la natività del Santo Patrono. Ogni 15 settembre l’obiettivo è quello di fare memoria liturgica della Madonna Addolorata con la processione per le vie dei rioni del centro storico, visi­tando a turno le Chiese di Castello, Villanova, Stampace e La Marina. In­fine, per Natale vi è l’impegno della celebrazione della Novena.

OPERE SOCIALI

È soprattutto nel sociale che lo sta­tuto parla chiaro: operare con azioni di volontariato dei propri iscritti, a favore e beneficio di poveri, malati, bisognosi e quant’altri. Tra le cariche di rilievo, un ruolo particolare spetta al Presidente della Società del Cristo ed all’Esattore del­le quote. È suo compito organizzare i Soci del Cristo, possibilmente pro­curarne dei nuovi, ed è per consuetu­dine colui che dirige il trasporto del Simulacro del Cristo, potendo tale incombenza essere affidata ad altro confratello solo in sua assenza, inol­tre, è suo compito raccogliere le quote d’iscrizione alla Società del Cristo po­tendo a tale scopo avvalersi dell’aiu­to dell’Esattore delle quote. Nel caso che, per tale incombenza, sia costretto a recarsi a domicilio, ha diritto ad un piccolo compenso necessario a rifon­derlo delle spese di spostamento, inol­tre ha anche l’incarico di segnalare al Consiglio i membri morosi da oltre tre anni, i quali da quel momento vengo­no considerati decaduti.

IL CROCIFISSO

Il Crocifisso snodabile, scolpito in legni di ulivo e pioppo è inchiodato ad una croce di abete. È chiamato dai ca­gliaritani “su monumentu” (il monu­mento) per la sua imponenza. È una bella opera seicentesca di fattura spagnola. Viene ritratto nell’abbandono della morte ma l’e­spressione suscita intensa devozione. I confratelli e le consorelle lo porta­no in processione fino alla cattedrale nel primo pomeriggio del Venerdì San­to. Viene riportato in San Giovanni il Sabato Santo (sempre di pomeriggio). L’Arciconfraternita ebbe l’incarico di compiere questa processione dal go­verno spagnolo nel 1600. Il patto pre­vede che se il Cristo non viene ritira­to dalla Cattedrale entro il tramonto, tale simulacro passerebbe di proprietà del Capitolo metropolitano, rimanen­do quindi nel quartiere di Castello. Il Simulacro della Vergine della Solitu­dine è del 1700 circa, è in legno poli­cromo e non è la statua originale degli albori dell’associazione.

LE CONSORELLE

Alla confraternita possono iscri­versi come associate effettive anche le donne ossia le Consorelle, strutturate in una apposita “Organizzazione” in­terna la quale si affiancò già dai pri­mi decenni del secolo XVII all’Arci­confraternita stessa, accettandone le “Costituzioni” e pagandone i concor­dati tributi. Ad esse vengono devolu­te alcune competenze, in particolare la cura dei simulacri, in particolare quel­lo della Vergine Addolorata.

È delle consorelle il compito di co­ordinare e recitare i Santi Rosari nei settenari dedicati all’Addolorata nella settimana di passione ossia nella setti­mana che precede quella santa, e du­rante il settenario di settembre in pre­parazione alla festa dell’Addolorata.

Al termine della recita del Rosario, nel periodo Pasquale vengono intona­ti da una consorella i Canti Funebri di Nostra Signora dei Sette Dolori che costituiscono parte del considerevole patrimonio orale di canto sacro popo­lare di cui la Sardegna è ricca (i cantori di San Giovanni sono parte integrante delle processioni della Settimana San­ta cagliaritana).

PER SAPERNE DI PIÙ

Il volume: “La vera storia della Trinità e della Confraternita di Nostra Signora della Solitudine di Cagliari”, redatto da Domenico Corso, Presidente dell’Arcisodalizio (pubbli­cato nel 2013)

Il sito internet: confraternitadellasolitudi­necagliari.blogspot.com

(5. continua)

di Gian Paolo Vigo

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