In terra messicana da quarant’anni Testimoni di comunone in mezzo ai poveri

VITE TRINITARIE
IN AMERICA
LATINA
Davanti alla Vergine di Guadalupe abbiamo sperimentato il nostro essere famiglia, il desiderio di camminare insieme

Nel mese di agosto mi sono recato in Messico, accompagnato da due religiosi che hanno fatto la storia della presenza trinitaria in questo paese: Padre Luca Volpe e Padre Giovanni Savina. Abbiamo vissuto giorni intensi di incontri, di preghiera, convegni, momenti di condivisione e di festa. Particolarmente significativo è stato il pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Guadalupe, il 2 settembre scorso.
È stato un momento intenso di comunione e di preghiera. Intorno alla Vergine Maria che, come ha sottolineato Padre Giovanni Savina durante l’omelia della celebrazione eucaristica, ci invita a non aver paura, a non preoccuparci di nulla e di affidarci solamente al Signore Gesù, ci siamo sentiti più uniti. Abbiamo sperimentato il nostro essere famiglia, il desiderio di camminare insieme.
Abbiamo portato alla Vergine di Guadalupe la nostra storia di Trinitari in Messico, con i suoi successi e fallimenti, con le sue gioie e preoccupazioni. Dalla storia giunge forte per tutti noi una consapevolezza ed un invito. La consapevolezza è che il vero protagonista di questa storia è Dio. È lui che si serve di noi come strumenti per realizzare i suoi progetti. “Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori” (salmo 126).
La storia è come un mosaico, formato da tanti tasselli, che pur nella loro diversità compongono un unico disegno. Tante persone hanno offerto il loro contributo per assicurare una presenza viva dei Trinitari in Messico. Anche questo non dobbiamo mai dimenticarlo.
Ricordare quarant’anni di presenza trinitaria vuol dire allora, sentirsi forti di un bel cammino già compiuto, ma anche essere consapevoli che siamo ancora all’inizio. Tante sfide ci attendono. Tanti “schiavi” bussano alla porta del nostro cuore e delle nostre comunità. Potremo veramente aiutarli solo se saremo capaci di offrire loro, prima di un aiuto materiale, la testimonianza del nostro amore per Gesù, del nostro impegno di vivere con fedeltà e con gioia la nostra consacrazione religiosa. Anche per noi è giunto il momento di liberarci da quegli ostacoli che ci impediscono di essere strumento di comunione. La Santissima Trinità, verso la quale orientiamo ogni sforzo e impegno, benedica la Delegazione Provinciale “Santissimo Redentore” del Messico, custodisca questa presenza tanto fragile e tanto preziosa, la renda ricca e feconda di vocazioni religiose e laicali, perché in ogni uomo risplenda la gloria di Dio.

di Padre Gino Buccarello
Ministro provinciale



I primi sondaggi per una eventuale fon­dazione della presenza dell’Ordine Trinitario in Brasile, Bolivia, Guatema­la e Messico cominciarono nel 1972, da parte del Vicario Generale dell’Ordine e presidente del Segretariato dell’aposto­lato, Padre Bruno Moreau.

In linea con la apertura che negli anni ‘70 stava sperimentando l’Ordine verso i luoghi ritenuti di frontiera, la Provincia San Giovanni de Matha, po­tendo contare su di un giovane sacerdo­te messicano che aveva effettuato in Ita­lia la sua formazione, decise di stabilirsi in Messico, dopo che la Provincia degli Stati Uniti e quella della Spagna Nord non avevano dato alcun esito al loro ten­tativo di fondare una presenza trinitaria in questo paese.

Nel 1976 il Padre Provinciale del­la Provincia Romana San Giovanni de Matha, Padre Giuseppe Sanseverino, accompagnato da Padre Luca Volpe, vi­sitò il Paese e dopo vari contatti, accet­tò la proposta dell’Arcivescovo di Città del Messico, il Card. Dario Miranda, che donava ai Padri Trinitari una piccola rettoria in Santa Cruz Acatlan, permet­tendo di fondare una comunità religiosa e di accogliere i giovani desiderosi di di­ventare religiosi trinitari.

Il Cardinale chiedeva a sua volta ai Trinitari di occuparsi della pastorale car­ceraria come missione principale, che costituiva il motivo della presenza dei Tri­nitari in Messico.

Il 2 settembre 1976 si firmò la con­venzione e nel mese di novembre dello stesso anno cominciò l’esperienza con due religiosi: uno messicano, Padre Mi­guel Cerda e un italiano, Padre Luigi Di Fonso. Due anni dopo arrivarono Padre Luca Volpe e Padre Renato Cerda, fra­tello di Padre Miguel Cerda. Nel 1979 cominciarono a ricevere vocazioni autoc­tone come Padre Conrado Perez Silva e Padre Jesus Alonso Chavez, che furono inviati a studiare in Italia.

Nel settembre 1985 i Trinitari si sta­bilirono nella parrocchia di San Judas Tadeo e un anno dopo venne eretta ca­nonicamente la nuova comunità religio­sa, presente Padre Giuseppe Solfizi, vi­sitatore della Provincia San Giovanni de Matha. Il 4 dicembre 1986, la Provincia accettava di farsi carico della cura pasto­rale della parrocchia di San Pablo Apo­stol, nel centro di Città del Messico. Que­sta nuova casa religiosa divenne anche casa di formazione dei professi. La casa trinitaria di Aguascalientes ebbe come fondatore Padre Luigi Difonso che ap­parteneva alla Provincia della Natività della B.V.M. con sede a Napoli. Nel 1988, dopo aver parlato con il Vescovo del luo­go, Padre Luigi si stabiliva nella periferia della città, in un quartiere povero chiama­to Rio Curtidores, in una piccola Chiesa chiamata “La Sagrada Familia”.

Il 12 dicembre 1980, festa della Ma­donna di Guadalupe, giunsero ad Aguscalientes Padre Orlando Navarra, allora Provinciale della Provincia del­la Natività e Padre Giovanni Savina, il quale diede vita, insieme ad alcuni col­laboratori, alla casa del bambino abban­donato, una opera sociale che tutt’oggi accoglie circa ottanta bambini orfani e abbandonati.

Nel 1990 la Provincia della Natività decideva di terminare la sua presenza in Messico e donava la casa di Aguascalien­tes alla Provincia San Giovanni de Matha, per favorire una presenza unitaria dei Tri­nitari in Messico.

Nel 1987 il Padre Provinciale e in suo Consiglio crearono una Delegazione Provinciale sotto la guida di un Dele­gato che tenesse insieme le quattro co­munità. La delegazione prese il nome di “Santissimo Redentore” e il primo dele­gato fu Padre Giuseppe Sanseverino. Il 1 giugno 1991, sotto la direzione di Padre Martin Nava Bello e la collaborazione di un gruppo di laici si pubblicava il primo numero della rivista della Delegazione, chiamata “Presencia Trinitaria”, rivista mensile rimasta in vita fino al 1997.

di Padre Pablo Islas Elizalde

L'ULTIMO NUMERO

RUBRICHE
SERVIZI

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, a scopi pubblicitari e per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso Accetto