S. CATERINA D’ALESSANDRIA - Presenza e protezione fin dalle origini dell’Ordine

VITE TRINITARIE
SANTI NOSTRI

Nella storia, nella tradizione e nell’arte iconografica dell’Ordine della Santissima Trinità e degli Schiavi troviamo una Santa or­nata con delle vesti splendide, corona regale, libro in mano, anello di mistica sposa, palma del martirio e una ruota dentata e spezzata ai piedi. Gli auto­ri trinitari vincolano questa impor­tante presenza della Santa al giorno dell’Ordinazione Sacerdotale di San Giovanni de Matha.

DONNA COLTA

Santa Caterina, martire, porta in sé l’impronta della verità che cerca con tutte le forze e che una volta trovata possiede fermamente fino alla morte. Questa singolare figura di donna del­la prima stagione dell’era cristiana (tra la fine del III secolo e gli inizi del IV) è passata alla storia per alcune caratte­ristiche che ne hanno fissato l’imma­gine in specifiche qualità che si pos­sono riassumere in questi aggettivi: giovane, bella, colta, nobile, cristiana. La sua zelante testimonianza di santità vissuta ad Alessandria di Egitto, centro di antiche culture e capitale della gran­de tradizione sapienziale cristiana, ce­lebra la “sapienza” che promana dalle Sacre Scritture e che si fonda sull’au­torità di Cristo Redentore e Salvatore dell’umanità.

DOPO IL BATTESIMO

Caterina d’Alessandria è una santa ben nota nel culto e nell’arte cristiani con molto influsso nella devozione popolare. La si può conoscere soprat­tutto grazie a due testi agiografici e precisamente la Conversio e la Passio. Diciamo anzitutto che è proprio dal testo della Conversio che riceviamo informazioni circa le sue origini rega­li e il suo “matrimonio mistico”, che tanto risalto ha nell’iconografia, av­venuto alla presenza della Madonna in una visione collocata nella prima notte dopo il Battesimo, fatto e circo­stanza che evocano al lettore consape­vole e attento, attraverso le categorie simboliche di specifici generi letterari, evidenti messaggi di autentici valori cristiani.

TESTIMONIANZA EROICA

Il martirio della santa sarebbe av­venuto il 25 novembre dell’anno 306. I libri liturgici danno forte testimonian­za di Santa Caterina d’Alessandria, martire, del suo culto che precisamen­te nel secolo XII è diffusissimo in tutta l’Europa, soprattutto in Francia.

IN EPOCA ROMANA

La vita della santa si colloca nell’e­poca dell’imperatore Massenzio, o Massimino (306-312) che, giunto ad Alessandria d’Egitto, scatenò una dura persecuzione contro i cristiani. Questa persecuzione poteva portare all’apostasia molti cristiani ma, per in­coraggiare tutti alla perseveranza nel­la fede, Santa Caterina si fece avanti e confessò pubblicamente che lei era cristiana. Molte notizie di questi av­venimenti ci vengono attraverso la narrazione del martirio, la Passio, che attingiamo da una redazione greca dei secoli VI-VIII. L’Imperatore che aveva organizzato una grande celebrazio­ne sacrificale agli dei trovò l’energica resistenza della giovane e nobile Ca­terina che, come documenta il testo della Passio, così avrebbe affrontato il tiranno: “Perché vuoi perdere questa folla con il culto degli dei? Impara a conoscere Dio, creatore del mondo e il suo figlio Gesù Cristo che con la cro­ce ha liberato l’umanità”. Massenzio, colpito da tanta fermezza e determi­nazione, la volle al palazzo per cer­care di convincerla e farla apostatare opponendole i ragionamenti dei suoi migliori filosofi che però si trovarono piegati dalla sapienza della giovane cristiana e molti di loro si convertiro­no e si fecero battezzare. Dove passa­va Caterina, anche durante la sua pri­gionia, la sua fede contagiava e tanti si convertivano e si facevano battezza­re. Come donna colta non solo testi­moniava ma anche dava ragione con saggezza del proprio credo. Invano le furono proposti onorevoli matrimoni e le vennero offerte ricchezze. L’im­peratore credette di piegarla dopo il carcere con il supplizio delle due ruo­te unghiate che invece si spezzarono e così Caterina fu prodigiosamente liberata. Alla fine il tiranno ricorse al rimedio estremo facendola decapita­re. Da come è presentata la storia e da tanti particolari sottolineati da costan­te tradizione è chiaro che Santa Cate­rina è stata vista e presentata come la personificazione della vittoria della fede cristiana.

PROTETTRICE DELL’ORDINE

Gli scrittori e i biografi trinitari par­lano di Santa Caterina d’Alessandria, martire, come protettrice dell’Ordine in quanto nel giorno della sua festa, il Fondatore Giovanni de Matha rice­vette l’Ordinazione Sacerdotale. San Giovanni Battista della Concezione nei suoi scritti ci dà notizia della festa di Santa Caterina che si celebrava con i Vespri solenni, già di tradizione, tra i calzati (Obras completas, vol. II, 251, 489). Ricorda il Santo Riformatore la

scena di Santa Caterina che confonde i sapienti di questo mondo con la luce della fede cristiana e la sua fortezza in mezzo ai tormenti con riferimento alla ruota dentata dalla quale uscì inden­ne (Obras completas, vol. II, 566). Nel­le sue famose Exhortaciones (vol. IV, Esortazione 36, 3) presenta Santa Ca­terina che mentre si avvia al martirio, prega per i nemici e riscalda ogni cuo­re nella fede cristiana. La santa martire considerata protettrice, con Sant’Agne­se, dell’Ordine della Santissima Trinità e degli Schiavi, sostiene ed accresce la passione dei Trinitari, come veri cul­tores della Santa Trinità nella loro mis­sione di preservare e custodire la fede dei cristiani, soprattutto di quelli fatti schiavi e in pericolo di perderla.

Una donna che mostra la capacità della fede cristiana a reggere il con­fronto culturale in ogni tempo

IL PLAUSO DELLA CULTURA

Che il simbolismo e il messaggio spirituale-culturale superino il valo­re dell’apparato storico e letterario in senso stretto si desume anche dal dif­fusissimo culto di cui Santa Caterina fu oggetto nei secoli. Anzitutto va te­nuta presente la sua molteplice testi­monianza di vergine, di martire, di don­na sapiente e di alto rango: tutti valori che caratterizzano momenti ben precisi dell’espansione ed affermazione del cristianesimo. Successivamente la sua fama e il suo culto furono segnati so­prattutto dal messaggio sapienziale della sua vita che mostrava anche la capacità del cristianesimo di reggere

al confronto culturale con il mondo pagano.

Già in ambito monastico, a comin­ciare dai Benedettini, emerge questa affermazione. Fin dal primo medio­evo filosofi e teologi, che rappresen­tavano i settori culturali più elevati della società, la scelgono come loro patrona. A Parigi la prestigiosa Uni­versità della Sorbona si mise sotto la sua protezione; nelle vicinanze esiste­va una Chiesa a lei dedicata nella qua­le si recavano a venerarla gli studenti universitari. Al momento della nasci­ta, della rapida diffusione e della forte affermazione degli Ordini Mendican­ti, che subito si qualificarono per una spiccata attenzione alla scienza e alla cultura nelle varie discipline, a Santa Caterina dedicarono il loro talento mol­ti scrittori, oratori, musicisti e poeti.

TESTIMONE NELL’ARTE

Il culto a Santa Caterina d’Ales­sandria ha prodotto una fitta e ricca iconografia: i più grandi pittori quali Michelangelo, Raffaello, Caravaggio, Tintoretto, Correggio, Crivelli, Simo­ne De Magistris, si sono cimentati su questo soggetto sacro. I tratti caratte­rizzanti della santa e il suo messaggio sono chiari, costanti e facilmente com­prensibili nella Chiesa come aiuto per segnalare la forza e la testimonianza del messaggio evangelico e delle varie forme della cultura cristiana. Nel patri­monio iconografico dell’Ordine Tri­nitario attraverso i secoli costatiamo che i dipinti dedicati alle Sante martiri Caterina e Agnese di solito sono tra quelli di più alto valore artistico, ed è questo un altro segnale dell’apprezza­to patrocinio attribuito alle due Sante nella nostra storia plurisecolare.

Un tema ricco di contenuti teologi­ci, spirituali e mistici ritrae Santa Cate­rina in ginocchio davanti alla Madonna che le porge il Bambino Gesù in atto di mettere sul dito della giovane l’anello che sanziona il cosiddetto “sposalizio mistico”. La Santa dopo questa espe­rienza si sentirà totalmente consacra­ta, fino al martirio, a comunicare la sublimità, la bellezza, la luminosità e la forza della fede in Cristo Gesù, vero Dio e vero Uomo, nostro Reden­tore. Santa Caterina d’Alessandria continui a mostrare il suo patrocinio e a guidare la Famiglia Trinitaria (re­ligiosi, monache, religiose, consacra­te secolari e laici) nella sua propria missione oggi nel mondo, soprattutto nell’impegno di confessare, vivere e dar ragione della fede battesimale in Dio Trinità, e di custodirla nel cuore di ogni cristiano emarginato e perse­guitato.

di Padre Isidoro Murciego

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