SAN VINCENZO PALLOTTI - Apostolo della comunione. Modello per i nostri tempi

VITE TRINITARIE
SANTI NOSTRI

San Vincenzo Pallotti professò come Terziario Trinitario nella Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane, secondo quanto scritto nel Libro del Terzo Ordine Secolare Trinitario, il 12 dicembre 1816 (aveva 21 anni ed era seminarista della Dio­cesi di Roma). In quella Fraternità del Terzo Ordine Trinitario militavano allo­ra, tra gli altri, le due Beate, Anna Maria Taigi ed Elisabetta Canori Mora, madri di famiglia, che a quel tempo avevano già fama di santità. Inoltre nella sua professione ha aggiunto ai tre voti di castità, povertà e obbedienza anche il quarto voto, quello di umiltà (proprio dei religiosi Trinitari scalzi). Questa esperienza ha segnato fortemente San Vincenzo Pallotti nella sua vita e mis­sione.

• UNA VITA A GLORIA DELLA TRINITÀ

Vincenzo Pallotti nasce il 21 apri­le 1795 a Roma, terzo di dieci figli, da Pietro Paolo, umbro, proveniente da San Giorgio di Cascia, e da Ma­ria Maddalena De Rossi, romana; fu battezzato il giorno successivo, nella chiesa di San Lorenzo in Damaso. È ordinato sacerdote il 16 maggio 1818. Dopo l’ordinazione, a motivo del suo apostolato vario e intenso, si lega in rapporti di amicizia con gli ecclesia­stici e i laici attivamente impegnati a mantenere viva la fede cristiana nel popolo di Roma. La sua presenza pa­storale su tutti i fronti lo spinge a sti­molare la collaborazione degli ecclesia­stici, dei religiosi e dei laici.

Sa aprirsi ai poveri e ai disprez­zati, agli ammalati e agli individui emarginati; è pieno di sollecitudine verso i militari in caserma, gli ope­rai, gli studenti e i prigionieri; è con­fessore instancabile; tiene conferenze per religiose e predica missioni nelle parrocchie; organizza la formazione cristiana della gioventù, degli adulti e del clero; apre ed aiuta orfanotrofi, diffonde la buona stampa, incoraggia le missioni, diventa sensibile ai pro­blemi dell’Oriente cristiano; dà inizio alla celebrazione dell’Ottavario dell’E­pifania, quale testimonianza dell’uni­tà e dell’universalità della Chiesa. So­prattutto si preoccupa di essere uomo sollecito della gloria della Santissima Trinità e della salvezza degli uomini. La forza motrice di tutto questo aposto­lato, indirizzato a ravvivare la fede, è la carità nella sua duplice dimensione, spirituale e temporale.

Nella vita e nell’attività apostolica di San Vincenzo Pallotti un obiettivo dominante, quasi un lievito che anima tutti gli altri, è lo sforzo di progredire continuamente ogni giorno verso la santità. Ogni momento della sua esi­stenza è teso verso Dio, infinitamente Santo. Si sente attirato da Lui, per cui confessa: Dio Trinità, Santità per es­senza, con la sua stessa Santità infinita “…distrugge tutta la mia malvagità. E distrutto tutto io, rimane in me Dio san­tità infinita, immensa, eterna, incom­prensibile“.

Muore il 22 gennaio 1850 a Roma, a San Salvatore in Onda. Il 22 gennaio 1950 è proclamato beato da Papa Pio XII. Il 20 gennaio 1963 è canonizzato da Papa Giovanni XXIII, il quale dice del Santo: “San Vincenzo Pallotti è una delle più eminenti figure di attivi­tà apostolica nel secolo XIX… Non si appagò del ministero ordinario. Ideò nuovi mezzi per far conoscere e amare Iddio”.

• AL CUORE STESSO

DELLA SUA SPIRITUALITÀ

Nel libretto “Mese di maggio per gli ecclesiastici”, San Vincenzo Pallot­ti, tramite la bocca di Maria si rivol­ge ai sacerdoti con le parole seguen­ti: “Vedi, o figlio, tu come sacerdote dell’Altissimo hai pure nella Chiesa di Dio questa sublime missione di prepa­rare nelle anime redente, col Sangue dell’Agnello, il Trono alla Santissima Trinità”- e più avanti, nella stessa considerazione, continuando il pen­siero scrive: “voglio, o figlio, che tu ti disponga ad esercitare tale sublimis­simo ministero anzitutto preparando te stesso sempre in modo che l’anima tua sia il Trono della Santissima Tri­nità”. Questa immagine adoperata da San Vincenzo Pallotti ci porta al cuore stesso della sua spiritualità che è il mi­stero della Santissima Trinità. Se l’imi­tazione di Cristo può essere considera­ta la spina dorsale della sua spiritualità, certamente il suo cuore è il mistero della Santissima Trinità. Disporsi ad essere il trono della Santissima Trinità e far sì che i fratelli e le sorelle diven­tino anche essi i troni di Dio - questo è il nocciolo del ministero sacerdota­le: affinché Dio sia tutto in tutti (cfr.1 or 15,28). Nella sua vita l’esperienza di Dio Trinità è l’esperienza dell’amore affascinante; l’amore di cui la misura è l’infinito, di cui la manifestazione è la misericordia infinita; è l’esperienza che nasce dalla ricerca costante di Dio e dal darGli la priorità in tutto.

Il principio dinamico su cui si fon­da la multiforme attività apostolica di San Vincenzo Pallotti è la sua perso­nale esperienza di fede. Dio Padre gli concede, come dono del Suo Spirito, quella intensa del Suo amore infinito e della Sua infinita misericordia. Secon­do il Santo, il movente più profondo dell’agire divino è l’amore infinito. Perciò l’uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio, trova il senso della sua vita solo quando rimane nel costante esercizio dell’amore verso di Lui e gli uomini.

Questa esperienza gli permette di comprendere Cristo come l’Apostolo dell’Eterno Padre. Tutto ciò che Gesù ha realizzato durante la sua vita sul­la terra è frutto del Suo amore per il Padre e di quello redentivo per gli uo­mini. Vivere a imitazione di Cristo l’a­more verso Dio Padre e verso il prossi­mo costituisce il segreto dell’efficienza apostolica di ogni cristiano. Per San Vincenzo Pallotti l’amore è, quindi, il motivo trainante per chiunque voglia collaborare all’apostolato; la sequela di Gesù e la partecipazione alla Sua mis­sione di salvare gli uomini sono inse­parabili. Tutti, come sono chiamati alla sequela, così hanno anche un obbligo apostolico.

San Vincenzo Pallotti comprese che per poter vivere la comunione con Dio occorre mettere al centro Gesù Cristo, definito da lui il divino Model­lo di tutto il genere umano, ed ebbe il dono di riconoscere che Gesù è l’Apo­stolo del Padre, grande nell’amore e ricco di misericordia, è Colui che com­pie la sua missione rivelando a tutti il tenero amore e l’infinita misericordia del Padre.

Un messaggio importante, in un’e­poca in cui davanti ai nostri occhi scorrono ogni giorno scene di violen­za, volti senza pietà, cuori induriti e desolati (Papa Francesco, ai Pallottini, 10.10.2016).

Maria, Regina degli Apostoli, è, “dopo Gesù Cristo, il più perfetto modello del vero zelo cattolico e del­la perfetta carità, poiché ella tanto si adoperò per le opere della maggiore gloria di Dio e della salute delle ani­me che … superò nel merito gli Apo­stoli”. Questo titolo di Maria Regina degli Apostoli è per S. Vincenzo un simbolo, un programma; è l’esempio più efficace e il modello più perfetto per l’apostolato di ogni fedele.

• DIO AMORE E IL DONO DI SÉ

NELLA MISSIONE

San Vincenzo Pallotti era solito ri­petere che la chiamata all’apostolato non è riservata ad alcuni, ma è rivol­ta a tutti, a prescindere dallo status di sacerdote o di laico, quindi il carisma pallottino offre tanti spazi e apre nuo­vi orizzonti per partecipare alla mis­sione della Chiesa. Lui sentiva un rin­novato slancio per risvegliare la fede e riaccendere la carità, specialmente tra le fasce più deboli della popolazione, povere spiritualmente e materialmente (Papa Francesco, ivi).

L’esperienza di Dio Amore e Mi­sericordia apre gli occhi di San Vin­cenzo Pallotti ai bisogni della Chiesa del suo tempo e lo stimola a dare loro una risposta. Egli è capace di leggere la volontà di Dio nei segni dei tempi. La sua risposta all’ispirazione del 9 gennaio 1835 è l’Opera dell’Apostolato Cattolico. Lo Spirito Santo gli fa intu­ire un’opera in cui i battezzati parte­cipano alla missione della Chiesa in quanto si uniscono nella realizzazione di uno scopo comune. San Vincenzo Pallotti esprime questa sua intuizione nelle parole: “L’Apostolato Cattolico, cioè universale, come è comune ad ogni categoria di persone, corrisponde a quanto ciascuno può e deve fare per la maggiore gloria di Dio Trinità e per la propria e altrui salvezza”.

Dopo la Rivoluzione francese, ve­scovi, preti, religiosi, studiosi, si spen­dono generosamente in difesa della fede. E lui vede e apprezza. Ma dice che non basta, non basta più: il pro­blema vero non è proteggere il recinto dei credenti. No, ora bisogna conqui­stare altri credenti ancora, dappertut­to, abbattendo i recinti. E aggiunge: questo è compito di tutti, perché ogni singolo cristiano ha il dovere di custo­dire la fede e di diffonderla dove non c’è ancora o non c’è più. San Vincenzo rispetta il mandato apostolico peculiare del Papa, dei vescovi, del clero; ma par­la poi di “apostolato cattolico” come dovere e competenza di ogni creden­te, perché “a ciascuno ha comandato Iddio di procurare la salute eterna del suo prossimo”. Su questa base sorge nel 1835 l’Opera dell’Apostolato Cat­tolico, associazione di laici che avrà come “parte interna e motrice” una comunità di sacerdoti, seguita dalla Congregazione delle Suore dell’Apo­stolato Cattolico (chiamati comune­mente Pallottini e Pallottine).

Secondo San Vincenzo Pallotti, l’unità dell’Unione si fonda sull’im­pegno dell’amore vissuto e dello zelo apostolico; perciò il suo vincolo è pri­ma di tutto la carità emulatrice, con un minimo di organizzazione. Nell’U­nione dell’Apostolato Cattolico, tutti formano una sola famiglia, tendono ad uno stile comune di vita e si dedicano a rispondere insieme alle sfide moderne dell’apostolato universale.

Il nucleo centrale del carisma pal­lottino è la comunione, che ha il suo fondamento ultimo nella vita stessa della Santissima Trinità.

Il carisma è diventato un faro il­luminante e ispiratore nella Chiesa e rappresenta un dono prezioso dello Spirito, perché ha suscitato e suscita varie forme di vita apostolica e spro­na i fedeli ad impegnarsi attivamente nella testimonianza evangelica (Papa Francesco, ivi).

Oggi la Famiglia Pallottina ha una significativa presenza nei cinque Con­tinenti.

di Padre Isidoro Murciego

L'ULTIMO NUMERO

RUBRICHE
SERVIZI

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, a scopi pubblicitari e per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso Accetto