CRESCE IL MOSAICO DELLA LIBERAZIONE

VITE TRINITARIE

Adue mesi dalla sua apertura uf­ficiale, il Centro Residenziale per Autismo “San Giovanni de Matha” si apre all’esterno e si mostra per la prima volta alla comu­nità. Un lavoro di squadra che coin­volge istituzioni, volontari, operatori, medici. L’equipe medica è composta da uno psichiatra, Davide Carlino, e da due psicologi, Tiziano Brovedani e Alessio Roveri. Proprio al dottor Roveri formuliamo qualche doman­da per capire come si sviluppano le attività e i programmi di lavoro, e far comprendere l’unicità della nuova proposta residenziale ed educativa.

Che cosa rappresenta per voi la nuova struttura di Medea?

È indubbiamente una sfida. Già vin­ta, direi, in partenza, per il valore che essa ha per la comunità e i suoi ospiti. Ma è anche una strada ancora in co­struzione, che necessita di continuo monitoraggio, di confronto e collabo­razione con i servizi socio-sanitari, le realtà accademiche e le associazioni del territorio, che prevede necessa­riamente una progettazione ex-novo delle modalità di intervento innovative in grado di rispondere nel migliore dei modi ai bisogni delle persone per le quali il Centro si rivolge.

Chi sono i destinatari dei vostri interventi? A chi è aperta la strut­tura?

Sono persone adulte che si caratte­rizzano in primo luogo per la diagnosi comune di autismo e in secondo luo­go per il fatto di essere in condizione di criticità. L’apertura di questo Centro vuole quindi rispondere alla crescen­te esigenza sul territorio di soluzioni abitative per tutte quelle persone au­tistiche che raggiunta la maggiore età vedono il venir meno del supporto dei vari servizi esistenti per l’età evoluti­va; per tutte quelle persone che dopo i 18 anni perdono d’un tratto la dia­gnosi di autismo ricadendo automati­camente in altre categorie diagnosti­che e ricevendo risposte riabilitative assolutamente non tarate sulla spe­cificità del loro disturbo; per tutte le famiglie che si trovano ad affrontare da sole le problematiche di un figlio autistico diventato adulto.

Come equipe medica, quali sono le vostre priorità?

Curare innanzitutto l’inserimento del­le persone destinate ad essere ac­colte nel Centro, il loro adattamento al nuovo contesto e la costruzione di un equilibrio che consenta loro di vivere come un luogo familiare e ras­sicurante quella che per un periodo più o meno lungo diventerà a tutti gli effetti la loro nuova casa. Di per sé, per la natura stessa del loro disturbo, le persone autistiche fanno molta fa­tica ad affrontare i piccoli e i grandi cambiamenti e quindi l’inserimento in una nuova realtà abitativa rappre­senta un cambiamento enorme che presenta una serie di incognite e dif­ficoltà. Il nostro lavoro come equipe si concentra quindi sul curare ogni aspetto dell’adattamento dei ragazzi nel nuovo Centro per accompagnarli passo dopo passo in questo compito per loro particolarmente difficile e im­pegnativo.

Quali sono le attività e gli inter­venti previsti?

Avvalendoci anche della collabora­zione dei nostri terapisti abbiamo de­finito una rosa di attività volutamente ampia in modo da offrire più canali possibili alla possibilità di sviluppare le potenzialità insite in ogni ragazzo. Dai laboratori creativi di ceramica e mosaico all’attività sportiva, passan­do per la musicoterapia, la terapia occupazionale, la fisioterapia, la pet-therapy, e la cura del verde, speri­mentando anche interventi innovativi come quello della multisensorialità, l’intento è quello di tracciare una stra­da nuova e di ideare in un’ottica sperimentale percorsi di intervento innovativi nel trattamento di persone autistiche adulte.

Perché il nuovo Centro di Me­dea è così speciale?

Perché si tratta di un Centro speri­mentale costruito sulla base dei biso­gni di persone autistiche inaugurato con l’entusiasmo di ogni inizio e che guarda al prossimo futuro con l’otti­mismo e le capacità necessarie per costruire di giorno in giorno il conte­sto più ottimale al loro benessere. Un futuro prossimo fatto di progettazione di attività per il corpo, il tempo e l’arte che può poggiarsi saldamente sul­le fondamenta di un ambiente sano, bello e funzionale che siamo stati in grado di costruire fino ad oggi.


di Padre Rocco Cosi
Rettore del Residence


di Padre Gino Buccarellla

L’inaugurazione del Residence per auti­stici adulti a Medea rappresenta per la nostra Provincia religiosa la conferma di un impegno di carità che ci spinge a percorrere sempre nuove strade per far fron­te ai bisogni di tanti nostri fratelli bisognosi di essere riconosciuti nella loro disabilità come persone che hanno il sacrosanto diritto ad una vita dignitosa e serena.

Si tratta di un centro unico nel suo genere sia perché si rivolge a persone adulte che soffro­no di disturbi dello spettro autistico, sia per le modalità di intervento tutte da calibrare sulle difficoltà e bisogni reali di ciascun assistito. Questa nuova realtà è anche il frutto di uno sforzo sinergico tra vari Enti che, ciascuno per le proprie competenze, hanno prima di tutto creduto in questo progetto, e poi messo in atto le migliori energie per la sua realizza­zione.

Per la nostra Provincia, possiamo affermarlo con orgoglio, si è trattato di una scommessa vinta, di una impresa che solo alcuni mesi fa giudicavamo, se non irrealizzabile, comun­que molto difficile da mettere in atto. Alle numerose difficoltà di vario genere abbiamo risposto con una nuova modalità operativa e gestionale che ha visto protagonisti non solo il rettore e gli operatori del centro di Medea, ma anche la nostra Centralizzazione ammini­strativa che ha fornito il supporto tecnico ne­cessario per il raggiungimento dell’obiettivo che ci eravamo prefissati.

Un nuovo tassello si aggiunge al mosaico della carità e della solidarietà che anima ogni nostro progetto e sostiene ogni iniziativa. Rin­grazio di cuore tutti coloro che hanno lavorato con competenza e soprattutto con passione per offrire a tanti nostri fratelli bisognosi una casa accogliente e bella, uno spazio non solo fisico ma anche umano e spirituale dove pos­sono essere accolti ed amati.

Un grazie al rettore Padre Rocco Cosi, che sin dal primo momento in cui è giunto a Me­dea ha lavorato con tenacia senza scorag­giarsi di fronte alle numerose difficoltà che ha dovuto affrontare. Un grazie di cuore alla nostra Centralizzazione amministrativa per l’efficace contributo offerto; un grazie alla Re­gione Friuli Venezia Giulia nella persona del presidente, Debora Serracchiani e dell’As­sessore alla Sanità, Maria S. Telesca. Un grazie soprattutto a tutti i nostri collaboratori che ogni giorno lavorano al fianco di questi nostri fratelli. Non è un compito facile. Ma siamo sicuri che quando si uniscono compe­tenza e passione, scienza e carità, i miracoli avvengono. Auguri a tutti e buon lavoro.

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