AI BAMBINI DIRITTI NEGATI IN OGNI EPOCA DELLA STORIA. LA VICENDA DEL NIÑO MARTIRE

VITE TRINITARIE
SANTI NOSTRI

Il Santo Bambino della Guardia, Cristoforo, all’età di quattro anni è stato rapito nella città di Tole­do. Era figlio dei Trinitari terziari, Alonso de Pasamontes e di Giovan­na la Guindera, che era cieca. Mentre la madre pregava nella cattedrale in un giorno di festa, è avvenuto il rapi­mento del suo bambino, che vestiva l’abito trinitario come in tutte domeni­che e nei giorni di festa, in quanto era stato consacrato alla Santissima Tri­nità. Quel giorno del mese di marzo 1491, i suoi rapitori lo hanno attirato con l’inganno verso la Porta del Per­dono (oggi chiamata Porta del Bam­bino Perduto) della cattedrale e poi lo hanno nascosto nei dintorni di un villaggio chiamato La Guardia vicino al fiume Algodor.

I rapitori, mentre si avvicinava la Set­timana Santa, hanno pensato di “ri­produrre” in quella innocente creatura la Passione del Signore Gesù con un rituale che loro ritenevano magico. E così i carnefici hanno portato il bam­bino in una delle grotte tipiche di quel territorio e nel segreto della notte del Venerdì Santo (31 di marzo 1491), hanno portato a termine i loro propo­siti malvagi. La sentenza inquisito­riale condannatoria, che ancora oggi possiamo leggere, ci descrive con profusione di dettagli, come hanno riprodotto sul corpo del bambino Cri­stoforo quanto i vangeli narrano della Passione del Signore Gesù.

La venerazione del Santo Bambino Cristoforo si è subito molto diffusa. Esistono alcune testimonianze, trat­te dalle visite ecclesiastiche già nel 1501, riguardo ai luoghi dove il picco­lo ha subito il martirio. La Guardia lo ha scelto come patrono, celebrando solennemente la sua festa, prima nel giorno dei Santi Innocenti e anche il 25 di marzo. Poi, a partire del 1580, fu scelto il 25 settembre. Le autorità religiose hanno testimoniato la loro devozione al Santo Bambino Martire.

Dieci anni dopo il martirio, il Cardina­le Pietro Gonzalez de Mendoza fece dipingere un quadro del Santo Bam­bino con l’abito trinitario. Il Cardinale Siliceo lo scelse come suo protettore (1547) e le autorità della Chiesa Pri­mata di Spagna (Toledo) nel 1613 chiedesero a diversi Cardinali e alla Congregazione dei Riti l’approvazio­ne dell’ufficio divino dell’innocente martire almeno per tutta la diocesi di Toledo. La grotta dove è stato marto­riato e crocifisso il Santo Bambino di­venne subito Santuario e ancora oggi è molto visitata da pellegrini e devoti.

Nella cattedrale di Toledo si trovano bellissimi affreschi d’autore che raf­figurano il sequestro ed il martirio di San Cristoforo. Le fonti raccontano dell’ammirazione che gli riservarono i re di Spagna, soprattutto l’Imperatore Carlo I che visitò il Santuario nel 1539 e suo figlio Filippo II.

Nel 1805, il Papa Pio VII ratificò il cul­to per la diocesi di Toledo che ancora oggi è in vigore.

Si raccontano tanti miracoli attribuiti all’intercessione del Santo Bambino. Nella lista dei miracoli quello che di solito appare per primo è la guarigio­ne della sua mamma che era cieca e negli scritti sulla vita del Santo Martire si narrano tanti altri prodigi soprattutto a vantaggio di alcuni bambini amma­lati.

La letteratura spagnola ha traman­ dato belle testimonianze attraverso il poeta e drammaturgo Lope de Vega che scrisse “Il Bambino Innocente” e il grande Francesco de Quevedo il quale in una lettera scritta al re indicò il Santo Bambino come compatrono di Spagna con San Giacomo di Com­postela.

I genitori del piccolo Cristoforo, Trini­tari terziari, frequentavano la chiesa dei Trinitari di San Marco a Toledo e il Santo Bambino era nato il 17 di dicembre 1487. Secondo una antica tradizione alcuni genitori consacrava­no i propri figli alla Santissima Trini­tà e li vestivano con l’abito trinitario i giorni di festa, specialmente i terziari trinitari.

Il Santuario di La Guardia (Toledo) dedicato al Santo Bambino è passa­to alla custodia dei Trinitari nel 1587. Ciò ha facilitato la divulgazione della devozione al Santo Bambino, soprat­tutto all’interno dell’Ordine Trinitario. Due Santi Trinitari, San Simone di Rojas e San Giovanni Battista della Concezione, hanno vissuto in questo Santuario e sono stati grande divul­gatori della devozione al Santo Bam­bino.

Sul posto del martirio è stato costru­ito un santuario-eremo che ancora oggi è dedicato dal Santo Bambino e sulla facciata si può vedere una grande croce trinitaria. I Trinitari, che avevano un convento a La Guar­dia, erano pure cappellani di questo santuario-eremo, custodito da due o tre religiosi. Fra i più celebri custodi trinitari abbiamo San Simon di Rojas, che professò una grande devozione al Santo Bambino ed era uno dei suoi più grandi propagatori e San Gio­vanni Battista della Concezione, che durante i primi anni del suo ministero era predicatore di La Guardia, scelto come tale nel capitolo provinciale dei Trinitari di Castiglia nel 1589.

La maggior parte delle narrazioni sulla vita di San Cristoforo sono state com­poste dai Trinitari. Frate Francisco de la Vega e Toraya, cronista dell’Ordine del XVIII secolo, racconta i tanti mi­racoli ottenuti per l’intercessione del Santo Bambino di La Guardia, dove descrive anche manifestazioni del Santo Bambino vestito con l’abito trinitario. Fr. Antonio de Guzman, ce­lebre predicatore e scrittore, ha pub­blicato “Storia dell’Innocente Trinitario Santo Bambino de La Guardia”.

Il Papa Pio VII approvò la Messa e l’Ufficio di San Cristobalito de La Guar­dia per la diocesi di Toledo il 9 agosto 1806. Il 20 settembre 1809, fu richie­sta e ottenuta la Messa e l’Ufficio per l’intero Ordine, incluse le monache. At­tualmente, dopo il Concilio Vaticano II, la diocesi di Toledo celebra la memo­ria liturgica del Santo Bambino martire il 25 settembre e La Guardia celebra la sua festa patronale.

L’Ordine Trinitario e la Famiglia Tri­nitaria dopo l’ultima riforma liturgi­ca post-conciliare ha reintrodotto la memoria del Santo Bambino nel ca­lendario liturgico proprio, ma per ot­tenerla è necessario promuovere la devozione al Santo Bambino Martire, soprattutto tra i bambini e tra le ope­re sociali in favore dell’infanzia. Oggi sono tanti i bambini, come San Cri­stoforo, che vengono rapiti e massa­crati, anche in odio alla fede.

Promuoviamo la devozione al San­to Bambino Cristoforo, martire come Gesù, per accrescere la nostra sensi­bilità e impegno a favore dei diritti di tutti i bambini del mondo, soprattutto di quelli più abbandonati.

di Padre Isidoro Murciego

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