ECCO LA NUOVA CASA PER LA COMUNITÀ

VITA TRINITARIA

Lo scorso 8 ottobre, nella solennità del­la Madonna del Buon Rimedio, patrona dell’Ordine Trintario, a Santi Cosma e Damiano (Lt) è stata consacrata la nuova Chiesa parrocchiale dedicata a Sant’Antonio da Padova. A presiedere la solenne celebra­zione eucaristica il Vescovo Mons. Luigi Vari. Erano presenti, il ministro provinciale Padre Gino Buccarello, numerosi religiosi trinitari e sacerdoti diocesani.

Una grande folla ha manifestato la sua gioia per aver finalmente dopo tanta attesa visto coronato un grande sogno. Per diversi anni, infatti, la comunità di Santi Cosma e Damia­no, era rimasta senza chiesa parrocchiale, dopo che si era resa necessaria la demolizio­ne della precedente (marzo 2013), dichiarata inagibile per gravi problemi di staticità.

Dal 2011 i sacri riti si svolgevano presso la sala teatro della parrocchia adattata ad aula liturgica. Dopo un lungo e travagliato iter bu­rocratico per l’approvazione del progetto e dopo due anni dall’inizio dei lavori (agosto 2015), grazie alla tenacia dell’allora parroco Padre Giuseppe D’Agostino, dell’impegno del successore Padre Matteo Santamaria e dell’attuale parroco Padre Jolly Pappachan, la comunità sancosimese riceve il grande dono di una nuova Chiesa, progettata dall’ar­chitetto Mancini di Itri (Lt), realizzata dalla dit­ta Sacem srl di Napoli, finanziata dall’8 per mille della Conferenza Episcopale Italiana.

Palpitante l’emozione dei parrocchiani, che ora hanno un luogo in cui ritrovarsi come co­munità ad invocare la grazia del Signore per i loro bisogni e le loro necessità. Toccanti le parole del Vescovo nella sua omelia che ha sottolineato la dimensione familiare di acco­glienza e fraternità a cui rimanda la “casa” del Signore. Suggestivo il rito di consacrazio­ne con i vari segni che richiamano il valore profondo del luogo di culto e della presen­za di Cristo, luce che illumina la vita di ogni credente. In questo luogo sacro “le voci degli uomini si uniscono ai cori degli angeli, il po­vero trova misericordia, l’oppresso la libertà ed ogni uomo la sua piena dignità di figlio di Dio” (dalla preghiera di consacrazione).

A guidare la parrocchia da pochi mesi si è in­sediata una comunità di religiosi trinitari pro­venienti dall’India. Al parroco Padre Jolly, ai religiosi della comunità e a tutti i laici l’augu­rio che questa nuova Chiesa sia il segno del­la presenza di Cristo in mezzo al suo popolo, che come buon samaritano cammina accan­to a noi versando sulle nostre ferite “l’olio del­la consolazione ed il vino della speranza”.

di Annalisa Nastrini

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