QUANDO LA PASSIONE DIVENTA AZIONE

DOPO L’ASSEMBLEA INTERTRINITARIA
SEGNATI E VIVIFICATI DA UNO STESSO CARISMA

Passione rosso e blu. Tanta. Pal­pabile. In tutti.

 

Venuti da tanti Paesi del mon­do. Un convenire alla ricerca di una condivisione forte.

 

Il ritrovare il senso della comunione.

 

Il ricomporre la Comunità, unica, unita. Ricomposta da tante piccole Comunità. Quelle nelle quali la chia­mata ti ha condotto ad operare gior­no per giorno.

 

Possiamo ben dire: tutti sui passi del Fondatore, San Giovanni De Matha.

 

Possono anche tentare di dividerci le lingue, i paesi di provenienza, il colo­re della pelle, le nostre culture.

 

Ci unifica quella passione che fu sua.

 

Nata da una visione. Perseguita ar­dentemente.

 

Chiamati ancora oggi ad operare in tanti Paesi, a vivere perennemente in missione.

 

Al servizio della liberazione dell’uo­mo dalle catene che ognuno ben conosce nelle sue realtà. E che, per tagliarle, opera con passione.

 

Ha fatto dono della sua vita.

 

E prega intensamente la Comunità per eccellenza: la SS. Trinità. Il mo­dello.

 

Comunità che è capace di dar vita, con il suo amore, ad una Persona, lo Spirito Santo.

 

Sì, la preghiera, le liturgie solenni, vissute insieme, hanno scandito i tempi e il ritmo della VI Asamblea in­tertrinitaria tenuta a Buenos Aires, in Argentina dal 23 al 27 ottobre 2017. Giorni di riflessione e di approfondi­mento.

 

Sull’apostolato di tanti. Sulla loro vita e sulle loro scelte.

 

Carismi all’opera. Verifica dell’opera dei carismi. Sui bisogni degli ultimi.

 

Il carisma che non chiude le porte.

 

Con la sfida lanciata all’Assemblea: “Non chiudiamoci nel carisma!”

 

Poggiamo costantemente lo sguardo sulle nuove povertà.

 

Poniamoci alla ricerca dei senza nome, dei senza voce.

 

Verifichiamo le risposte date.

 

Elaboriamo quelle da dare, nelle no­stre singole comunità.

 

Analizziamo le attese, i successi, le tante inadeguatezze.

 

Attiviamoci per la Promozione Vo­cazionale Trinitaria e giovanile di cui oggi avvertiamo l’assenza.

 

Siamo solo al servizio della Missio­ne.

 

Come? Con audacia: lasciando aperta l’Assemblea allo Spirito!

 

Avviamo una grande verifica per l’in­tera Famiglia Trinitaria. Tutta da fare.

 

In fraternità e con grande spirito di solidarietà.

 

Non una narrazione fra storia e cro­naca, ma con la gioia e la consape­volezza di essere gli eredi, i conti­nuatori di una avventura di fede e di servizio, iniziata mille anni orsono, che oggi continua perché segnati e vivificati da uno stesso carisma con­diviso, quello di San Giovanni De Martha.

 

Se Cristo Pantocratore nella sua gloria prende per mano e libera da sempre i prigionieri, spezza le cate­ne dell’uomo di ogni tempo, noi dob­biamo metterci sulle sue orme, per viverlo e testimoniarlo, a partire dalle nostre Comunità.

 

Con la consapevolezza che in tutti, per tutti è lo Spirito che agisce, che opera.

 

Mirabile, preziosa, insostituibile l’a­zione e l’agire delle Contemplative: la preghiera.

 

Quelle Comunità nascoste, che si fanno carico di accompagnare co­stantemente con la preghiera il la­voro di tanti consacrati, religiosi, re­ligiose, laici.

 

Sono loro la vera forza del nostro agire.

 

Vere Comunità Eucaristiche che vi­vono fra mistica e azione.

 

Sapendo e avvertendo la responsa­bilità di essere sulle orme di Papa Francesco, il Papa che dal primo giorno disse di volere “una Chiesa povera e per i poveri”.

 

Questo il paradigma: al servizio degli ultimi, degli scarti, dei prigionieri.

 

Alcune indicazioni emerse dall’As­semblea sono la chiave di lettura:

 

. Coltivare l’attenzione alla persona umana.

 

. Ascoltare le nuove realtà.

 

. Essere presenti nelle nuove schia­vitù.

 

. Tener presente che il povero è sempre solo.

 

. Porre molta attenzione alle real­tà umane. Per essere all’altezza di questa situazione serve una forma­zione permanente, per poter influire nelle pratiche sociali.

 

. Riscoprire che “siamo tutti fratelli”.

 

. Pervenire alla istituzione di un Di­rettorio che rappresenti e racchiuda in se la bellezza di tutta la Famiglia Trinitaria e del mondo intero.

 

. Riscoprire la dimensione della Fa­miglia come soggetto della nostra azione pastorale (Amoris laetitia).

 

La passione rossa e blu è emersa tutta. È stata percepita. Ha contagia­to tutti.

 

Ora è il tempo di passare con rinno­vato e intelligente impegno, all’azio­ne. Perché, ha detto Papa Francesco all’Accademia delle Scienze Sociali: “La sfida da raccogliere è quella di adoperarsi con coraggio per andare oltre il modello di ordine sociale pre­valente, trasformandolo dall’interno”.

 

Un impegno e un cammino comune, sinodale, soprattutto per la nostra Famiglia Trinitaria: ancorato alla Mis­sione, ma fortemente concreto.

 

Una passione che, più che mai, si fa azione.

 

Gloria tibi Trinitas. Il sogno continua.

 

Quello che in diverse realtà è sem­pre oggetto di meraviglia e di ringra­ziamento. Sogno affidato nelle mani di Maria, la Madonna del Buon Ri­medio, la Protettrice dell’Ordine.

 

di Franco Deramo, papà di Salvatore

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