SANTA MARIA SOPRA MINERVA

ROMA TRINITARIA
VIAGGIO TRA LE BELLEZZE DELLA CITTÀ ETERNA

In un giornata di freddo pungente, un pallido e tiepido sole invernale colpisce la facciata della Basilica di Santa Maria Sopra Minerva. Incastonata tra il Pantheon e largo di Torre Argentina, all’ombra del celebre obelisco sull’elefante del Bernini, essa sembra attendere fiduciosa tutti coloro che vogliono entrare.

Non importa se il viandante che varca la sua soglia sia solo in cerca di riparo dalla morsa del freddo che attanaglia la città o se il freddo lo porta nel cuore. Entrando il tepore distende le membra e gli occhi si aprono alla meraviglia. Artisticamente si tratta dell’unico esempio di chiesa gotico medioevale a Roma caratterizzata da tre navate con volte a crociera poggiate su pilastri, con il colore della volta blu intenso puntellato da stelle dorate. Lo stupore dinanzi a tanta bellezza e arte che trasuda da ogni angolo, rende onore ai grandi artisti che hanno contribuito a tutto ciò: Bernini, Filippino Lippi, Michelengelo, il Maderno per citarne alcuni.

Ma un’altra bellezza trafigge i cuori riscaldandoli ad ogni passo. Seduti in fondo ai banchi della navata centrale, con lo sguardo rivolto al soffitto, ancora stretti nelle spalle in cerca di tepore, viene da pensare a quanto freddo Maria e Giuseppe devono aver provato vagando in cerca di riparo sotto il cielo notturno di Betlemme. Restare indifferenti davanti all’Amore del Padre per noi che sceglie di farsi Uomo, di morire per noi , d’illuminarci battezzandoci con lo Spirito Santo non si può.

Se la mente non ha ancora elaborato il senso della Trinità nella nostra vita, la Sua espressione e rappresentazione, il cuore vagando tra le immagini custodite all’interno di questa basilica, ben lo percepisce. Non c’è angolo qui che lo lasci sfuggire. Non è necessario ricercarlo. Ogni elemento è stato magnificamente rappresentato dai grandi artisti. Ma come il percorso compiuto nella vita di ognuno per giungere al Padre, anche qui esso è costellato dalle differenti tappe, a cominciare dalla rappresentazione dell’Annunciazione nella cappella dell’Annunziata realizzata da Antoniazzo Romano.

Nella pala d’altare posta al centro della cappella stessa, la figura dell’arcangelo Gabriele è sovrastata dalla raffigurazione di Dio Padre che sembra così rafforzare il valore del  Suo messaggero mentre quella dello Spirito Santo è posta  al centro del dipinto rivolta alla Vergine Maria ad indicare la Sua azione.

Continuando, lo sguardo cade sul Fonte Battesimale attraverso il quale si acquisisce nuova vita che viene conservata dalla Trinità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Con lo stesso gesto che Gesù chiese di compiere a S. Giovanni Battista che aveva già annunziato l’arrivo di colui il quale avrebbe battezzato con lo Spirito Santo, si lascia la strada del male per seguire Cristo Gesù.

Ed eccolo il Cristo Redentore rappresentato sublimemente da Michelangelo nel momento della Sua Resurrezione, abbracciato agli strumenti della sua passione a ricordarci che solo attraverso Lui si giunge alla salvezza.

Ed ancora la Gloria della SS. Trinità, opera del Baciccia, posta sopra la pala nella cappella Altieri, che sembra riunire, in questo immaginario percorso, tutti gli elementi che  conducono a Dio  nel Suo essere Padre, Figlio e Spirito Santo. In ginocchio prima di uscire lo sguardo pieno di stupore lascia spazio ora alle riflessioni del cuore. Una mano sfiora il viandante . E’ ora di rimettersi in cammino e affrontare un nuovo viaggio...

di Anna Maria Tardiolo

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