CINQUANT’ANNI COME LE STAZIONI DI UNA VIA CRUCIS

VITE TRINITARIE
MEZZO SECOLO DI SERVIZIO

“È un’opera realizzata per festeggiare i cinquant’anni della presenza trinitaria in Basilicata, oggi a Venosa e Bernalda”. Così si esprime Padre Angelo Cipollone, il direttore dell’Istituto e della Domus. “è una tappa che è stata posta come segno che porta ogni giorno, ogni uomo, ogni ragazzo, ognuno di noi, alla resurrezione. Ci attraversa tutti e ci salva”.

In parrocchia è uno strumento che accompagna il rito prevalentemente quaresimale. è molto partecipato.

Ti prepara adeguatamente e ti accompagna alla Pasqua: itinerario penitenziale che si fa preghiera.

Sai bene da dove parte Gesù e soprattutto cosa l’attende, dove e come va a morire. Se vuoi fare quel pio cammino, conosci la conclusione, sai cosa ti aspetta: morire in Croce, con Cristo, sepolto e attendere con fede la resurrezione.

Per Gesù Cristo è avvenuto così: dal cenacolo, al Golgota. Sarà così per noi. Vediamo cosa dice la Parola di Dio e il testo del Catechismo della Chiesa Cattolica - Parte Prima - La Professione della Fede.

N.989: “Noi fermamente crediamo e fermamente speriamo che, come Cristo è veramente risorto dai morti e vive per sempre, così pure i giusti, dopo la loro morte, vivranno per sempre con Cristo risorto, e che egli li risusciterà nell’ultimo giorno. (cfr Gv 6,39-40. 1 Ts 4,14; 1 Cor 6,14; 2 Cor 4,14; Fil 3,10-11). Come la sua, anche la nostra risurrezione sarà opera della Santissima Trinità: «Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi» (Rm 8,11)”.

 NELLA CAPPELLA
Entriamo nella cappellina dell’Istituto di Venosa.

La parete destra, da qualche giorno, è interamente ricoperta da una nuova sacra rappresentazione della Via Crucis. Un mosaico. Lungo 14 metri. Lungo quasi quanto tutta la cappellina. Alto, nel punto più alto, 3 metri e mezzo. Si compone delle 14 stazioni della Via della Croce, della Passione di Cristo. Contiene quarantasette personaggi: Gesù Cristo, la Madonna, il Cireneo, la Veronica, le pie donne, soldati romani e, ai piedi della Croce, anche l’apostolo Giovanni al quale Gesù, morendo, consegna la Madre.

La quindicesima stazione, la Risurrezione, è un trionfo di luce, di gloria, sulla morte.

Su tutte le stazioni, come per tutte le opere realizzate a mosaico, è raffigurato il Padre benedicente e lo Spirito Santo (sotto forma di colomba): dalle loro mani raggi di luce illuminano il travertino avano che fa da sfondo all’intera opera fatta con piccole tessere di pasta di vetro, marmi e pietra.

Un lavoro prezioso, un lavoro complesso. è stato suddiviso in 10 pezzi e, appena ultimato, è stato alzato e affisso, incollato al muro.

 L’OPERA D’ARTE
Ideato e voluto da Padre Angelo Cipollone, è stato realizzato nel Laboratorio del mosaico di Venosa dall’operatore e artista, Angelo Castore. Un anno di lavoro. “Ogni volta che mi accingevo al lavoro - spiega Castore -, ero sempre come preso da un tremore. Ho sempre temuto di non essere in grado di raffigurare adeguatamente il volto di Cristo. Ma, appena avviato il lavoro, esso scorreva con facilità. Mi ha molto sostenuto Padre Angelo che, per me, è come un padre. Veniva a salutarmi e a stare con i ragazzi nel laboratorio sia la mattina e sia il pomeriggio, quando lavoravo da solo”.

 LA PRIMA VOLTA
L’opera è sta benedetta dal Ministro Provinciale, Padre Gino Buccarello, il 17 dicembre scorso, concelebrando la Santa Messa per i ragazzi e per gli operatori dell’Istituto. Ricorreva quella domenica la festa del Santo Fondatore dell’Ordine della SS. Trinità, San Giovanni De Matha. Non poteva esserci ricorrenza più felice. Un inno di lode alla Trinità.

 

di Franco Deramo, papà di Salvatore

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