CORREVA L’ANNO 1968 - PADRE ORLANDO RACCONTA...

VITE TRINITARIE
PADRE NAVARRA - MEZZO SECOLO DI SERVIZIO IN BASILICATA

Il 1968 è stato l’inizio della presenza Trinitaria in Basilicata. Storicamente una data importante: era in atto una rivoluzione nel mondo “occidentale” che avrebbe messo in crisi tutto ciò che apparteneva alla tradizione.

I Trinitari, instancabilmente, nel Carisma di San Giovanni De Matha, promuovevano la loro opera.

A Venosa arriva il primo padre dell’Ordine della Santissima Trinità: Padre Orlando Navarra. Può iniziare, grazie alla disponibilità della Curia e dell’allora Vescovo, Monsignor Umberto Altomare, a germogliare il seme di questo impegno. E diversi saranno i compiti a cui i Trinitari daranno delle risposte. Per ricordarli, ne abbiamo parlato proprio con il protagonista: Padre Orlando.

Padre Orlando, che aria si respirava in quegli anni a Venosa e come iniziò questo percorso?

“I Salesiani erano andati via da qualche tempo e c’era la necessità di rivitalizzare alcuni luoghi: il Tempio della Santissima Trinità, il vecchio Monastero di S. Agostino alle porte di Venosa e la chiesa dell’Immacolata.

Il Tempio della Santissima Trinità era molto importante, non solo per la comunità venosina, ed ha sempre esercitato un fascino straordinario. Tappa obbligata sulla grande via, la via Appia, già al tempo delle crociate. Per i pellegrini diretti al Gargano e ai punti d’imbarco per la Terra Santa, l’Abbazia è stata alloggio ospitale per Papi e Imperatori. Ciò è testimoniato ampiamente dagli innumerevoli segni che il tempo ha lasciato sedimentare. La ricorrenza era molto sentita e i pellegrini vi accorrevano da tutte le parti del meridione, a piedi, arrivando alcuni giorni prima della festa. Nella foresteria dell’Abbazia trovavano ospitalità anche per la notte: ricordi d’altri tempi!

Il luogo, in verità, non è solo importante sul piano religioso. È monumento nazionale. Fortemente evocativo. Nel quale sono conservati diversi affreschi bizantini e le tombe dei principi Normanni. Non si poteva non impegnarsi.

Il Monastero di S. Agostino, in passato Castello sede dei Signori Sanseverino e che fino a quel momento era stato Seminario della Diocesi e scuola dei Salesiani era in una condizione di abbandono. Ci dovemmo subito impegnare per renderlo ricovero sicuro e pensammo di utilizzarlo per l’accoglienza dei ragazzi disadattati, soli, poveri. Il boom economico aveva prodotto profonde cicatrici qui al sud. Molte erano le emergenze.

Infine, anche la Chiesa intitolata a Maria Santissima Immacolata necessitava di impegno e servizio. Voluta dal vescovo Petroni, in Rione Giardini, quartiere periferico ma in via di grande espansione. Animatore dell’impresa fu don Luca Garripoli. I lavori iniziarono nel 1957. La chiesa fu inaugurata l’8 dicembre 1963. È stata la parrocchia in cui, successivamente, sono stato parroco e che mi ha dato tantissime soddisfazioni. Fummo felici di fare tutto ciò. Tutto era nel percorso che Dio Trinità andava tracciando per noi. E grande è stata la sua mano.

L’Istituto diventava, nel corso degli anni, via via più importante. Sempre più numerose arrivavano le richieste di ospitalità.

Trovavano nelle nostre prime esperienze di laboratori di Formazione professionale una risposta concreta a chi aveva difficoltà anche ad inserirsi nel mondo del lavoro. E ciò richiese nuovi spazi. Nel 1974, infatti, accanto all’edificio storico, vide la luce una nuova costruzione.

Questo, fu l’inizio della nostra opera. Che ancora oggi continua a dare tanti frutti, nella grazia del Signore”.

La Redazione

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