[SIT] PERSEGUITATI A CAUSA DELLA FEDE IL SERVIZIO DEI TRINITARI

VITE TRINITARIE
CONVEGNO "SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE TRINITARIA" A NAPOLI

Negli ultimi tre giorni di febbraio si è svolto a Napoli un convegno sulle persecuzioni dei cristiani, promosso dalla Provincia “San Giovanni de Matha” dell’Ordine Trinitario e da SIT Italia. La comunità trinitaria del Corso Malta ha accolto un pubblico assai numeroso, composto dai membri della Famiglia Trinitaria che fanno parte di Sit Generale - convenuti per la seduta annuale di questo organismo -, ma anche da diversi rappresentanti delle comunità religiose e laicali trinitarie del centro e del sud d’Italia e dagli amici e simpatizzanti di Sit. Il Convegno ha avuto il sostegno della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (sezione San Luigi).

Il pomeriggio di lunedì 26 febbraio, all’apertura del convegno, in un aula gremitissima, il Ministro generale dei Trinitari, Padre José Narlaly, ha rivolto un saluto ai convenuti, con l’augurio che le giornate di riflessione fossero utili ad una più approfondita conoscenza del fenomeno delle persecuzioni religiose e per un impegno più incisivo e perseverante a favore dei cristiani che soffrono a causa della loro fede in Cristo. A seguire, il Trinitario Padre Giulio Cipollone ha tenuto una conferenza sul tema “Cristianità e Islam, i trinitari e il dialogo della carità al tempo di crociate e gihad”. Cipollone è professore ordinario emerito di storia medioevale e segretario della Fondazione su “Etica delle relazioni internazionali” presso la Facoltà di Scienze sociali della Pontificia Università Gregoriana, nonché Accademico dell’Accademia Ambrosiana. Padre Cipollone, richiamandosi all’esperienza originale di Giovanni de Matha e al suo progetto, ha insistito sulla necessità e l’urgenza di un rinnovamento dei trinitari, a favore della pace e del dialogo tra le religioni e dell’impegno a favore delle vittime dei conflitti, con l’augurio che il servizio dei Trinitari sia caratterizzato dalla professionalità, prendendo spunto da un termine usato nel Medioevo per riferirsi ai Trinitari, quello appunto di “professores”.

Il momento più atteso del convegno è arrivato quando il cardinale Ernest Simoni ha offerto la sua testimonianza ai presenti. Tutti avevano sentito parlare di lui, da quando ha fatto piangere Papa Francesco durante il suo viaggio apostolico in Albania, nel 2014, sentendolo raccontare in modo umile e semplice le sue sofferenze durante i 28 anni di prigionia, di lavori forzati e di torture e umiliazioni che ha sofferto nella sua martoriata patria. Due anni dopo, nel 2016, il Santo Padre lo ha creato cardinale. Don Ernest ha raccontato della notte di Natale del 1963, quando la polizia irruppe nella chiesa dove celebrava la messa e lo portò in carcere come un delinquente, detenuto con i polsi legati, per condannarlo a morte, pena commutata poi in 25 anni di lavori forzati, prima nella miniera di Spac e poi a pulire le fognature della città di Scutari.

Non è venuta mai meno la sua fede, non ha mai dato ascolto a coloro che gli offrivano un destino migliore qualora avesse deciso di lasciare il suo sacerdozio. In condizioni estreme ha celebrato la messa, ha pregato, ha confessato i suoi compagni di sventura, ha fatto il sacerdote ed è stato sempre presenza di Cristo nel sottosuolo di Albania, perdonando sempre i suoi persecutori. Don Ernest ha quasi 90 anni, e parla con fare tranquillo, sereno, e mostra fermezza di fede, di carattere, abbinata a umiltà e mitezza. I presenti si sono stretti attorno a lui, prima con un entusiasta applauso, poi baciando le sue mani e chiedendo una benedizione a questo “martire vivente”, come è stato definito da Papa Francesco.

Nel pomeriggio del 27 febbraio - giornata candida di neve a Napoli - ha aperto i lavori la professoressa Giuseppina De Simone, docente di filosofia delle religioni e coordinatrice del biennio di specializzazione in Teologia fondamentale, indirizzo Teologia dell’esperienza religiosa nel contesto del Mediterraneo, presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. Il titolo della sua conferenza: “Il dialogo interreligioso nell’attuale contesto storico e culturale; opportunità o minaccia per la nostra fede?”. De Simone ha richiamato ad una fede cristiana arricchita dal dialogo con le culture, i popoli e le religioni, sottolineando l’importanza di non arroccarsi, di non “difendersi”, ma di mettersi in cammino, imparando a stare nella complessità del presente, da cristiani, assumendosi le responsabilità che i tempi richiedono.

Subito dopo, Nello Scavo, giornalista di Avvenire ed autore del libro “Perseguitati” (Piemme), ha presentato la realtà della persecuzione nel mondo, nel quale il 75% delle violenze contro la religione riguarda i cristiani. “Le persecuzioni al tempo della terza guerra mondiale a pezzi. La fede nel mirino di finanza, politica, terrorismo, business delle armi e giochi di potere”, questo il titolo del suo intervento. Scavo ha trascorso diversi anni viaggiando in incognito nei luoghi della persecuzione dei cristiani, dalla Grecia alla Siria, in Asia, in Africa e nell’America del Sud; ciò che ha visto, ascoltato e sperimentato in questi luoghi, al fianco delle vittime delle persecuzioni ancora oggi in atto, viene raccontato nel suo libro, e ha reso partecipi i presenti della conclusione alla quale è arrivato: i cristiani di oggi sono più perseguitati che nei primi secoli della loro storia.

L’ultima giornata ha visto l’intervento del prof. Emilio Salvatore, docente di esegesi e teologia biblica alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, con una relazione dal titolo: “Beati voi quando vi perseguiteranno. Dalle persecuzioni del Maestro a quelle dei discepoli”. Le beatitudini, infatti, sono il punto di riferimento per capire in profondità il mistero delle persecuzioni dei fedeli, nate dal contrasto con il mondo, contrario allo spirito di Gesù e alla mentalità del Vangelo; il Cristo promette la beatitudine a chi soffre a causa di lui, associandolo alla sua vittoria pasquale. A seguire, Padre Antonio Aurelio Fernández Serrano, presidente del Sit Generale, ha presentato diversi progetti, che rendono concreto l’impegno dei trinitari e dei suoi amici e benefattori con i cristiani perseguitati: progetti in India, in Iraq e in Siria, con storie commoventi, come quella della piccola Cristina, rapita dall’Isis e oggi riconsegnata alla sua famiglia. Infine, Marco Rossi, responsabile della Comunità di Sant’Egidio a Napoli, ha presentato la complessa realtà dei cristiani in Medioriente, con le sfide più urgenti perché la loro presenza non scompaia nei paesi dove è nato il cristianesimo.

di Padre Pedro Aliaga*
*Vicario generale dell’Ordine

 

L'ULTIMO NUMERO

RUBRICHE
SERVIZI

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, a scopi pubblicitari e per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso Accetto