CONTEMPLATIVA SECONDO LO STILE TRASMESSO DAI FONDATORI DELL’ORDINE

VITE TRINITARIE
SANTI NOSTRI

“La Venerabile Angela Maria della Concezione nell’impiantare questo nuovo stile di vita nell’Ordine Trinitario contemplativo si è ispirata a quello introdotto nella Chiesa da San Giovanni de Matha con la collaborazione di San Felice di Valois. Di loro era sommamente devota e figlia, e ha incaricato noi di esserlo sempre” (Testimonianza di una Trinitaria Contemplativa contemporanea della Venerabile).

♦ SERVIRE DIO E I POVERI
Angela è nata a Cantalapiedra (Salamanca), il 1 marzo 1649, da genitori profondamente cristiani che si chiamavano Alonso Tabares e María Martínez. Dai dieci figli avuti nel corso del loro matrimonio ne sono sopravvissuti cinque: Maria, terziaria francescana, sposa e madre esemplare; Alonso e Francesco, sacerdoti; Caterina, carmelitana scalza, e Angela che era la più piccola. All’età di 13 anni i suoi genitori traslocano a Villoria (Salamanca), a casa di Alonso, figlio sacerdote. Questo trasferimento intensifica in Angela i suoi desideri di servire Dio e i poveri. Suo fratello sacerdote accoglieva molti poveri e spesso portava con lui Angela perché lo aiutasse nel servizio.

♦ tra le CARMELITANe
Già da molto piccola custodisce nel cuore il desiderio di essere monaca trinitaria, ma sua sorella Caterina, che desiderava essere carmelitana anche lei, cerca di attirarla a sé e farle cambiare idea. Ad un certo momento Angela si demotiva perché convinta che non ci siano trinitarie riformate, e così ai 19 anni entra nelle carmelitane scalze di Valladolid. “Al momento di prendere l’abito, - scrive nella sua autobiografia -, alzando gli occhi verso un Santo Cristo molto bello, ho percepito come se mi dicesse: tu non resterai qui”.

♦ tra le trinitarie
Ben presto comincia ad avere problemi di salute ed esperienze spirituali. A tutta la comunità dispiace tantissimo lasciar partire la giovane novizia, ma le varie problematiche che si susseguono richiedono consulti dei medici e dei confessori. Nessuno riesce ad interpretare quello che accade.  Davanti a questa incertezza la Priora domanda a Suor Angela se per caso avesse ricevuto prima una qualche altra chiamata. Dalla sua risposta capisce che sin da quando era bambina il suo desiderio era quello di essere trinitaria. Con grande emozione e dispiacere - di Suor Angela, dei suoi fratelli e soprattutto della comunità carmelitana -, la giovane novizia abbandona le carmelitane. Erano i disegni di Dio, giacché questa sua esperienza nel Carmelo scalzo sarà ugualmente proficua alla futura trinitaria. Senza attendere ulteriormente, Angela si incammina verso Medina del Campo (Valladolid). La comunità delle monache trinitarie la accoglie con grande gioia. Angela riceve l’abito nell’ottava di San Pietro del 1669 e la professione il 21 settembre 1670. Trattavasi di una comunità trinitaria molto mariana, che aveva ricevuto pure l’influenza di San Simone de Rojas. D’altra parte, le Costituzioni professate da Suor Angela Maria Tabares contenevano molti dei punti indicati dal Concilio di Trento. Questo ambiente, relativamente sereno e positivo, facilita la sua totale consegna a Dio. Sempre di più sente la chiamata del Signore a intraprendere l’opera della riforma nel suo Ordine Trinitario femminile.

♦ la riforma
L’esperienza di Suor Angela nelle trinitarie di Medina del Campo dura 11 anni, e la si può senza dubbio definire ricca e provvidenziale. Lei sa bene di potersi santificare all’interno di questa comunità, ma allo stesso tempo si sente irresistibilmente chiamata dallo Spirito a fondare un monastero trinitario recolletto, di maggiore osservanza, secondo la Regola di San Giovanni de Matha e San Felice di Valois. Comincia l’iter per la fondazione e il 2 maggio 1680 Suor Angela Maria riceve la nomina di Priora. Immediatamente s’incammina verso Madrid accompagnata da tre monache e lì si uniscono a loro altre otto novizie. Il 21 dello stesso messe si mettono in cammino verso El Toboso (Toledo), dove sono accolte con gioia e festa da tutto il popolo.  Nei primi mesi ricevono l’abito trinitario altre cinque giovani. Una delle prime vocazioni ricevute nel Monastero era italiana, veniva da Roma: Suor Vittoria Maria della Croce. Questa monaca è stata di grande aiuto per la Riformatrice e alla sua morte Madre Vittoria Maria diviene Priora del Monastero. La Venerabile Angela scrive nella sua autobiografia quanto ha sentito del Signore in una delle sue comunicazioni mistiche prima dell’arrivo di Suor Vittoria: “Io ti porto la mia amata, nella quale vedrai e conoscerai i tanti tesori che tengo nascosti nel suo cuore. Lei ti aiuterà a portare la croce. Io te la dono per questo, come fedele compagna”. Curiosamente, ancora oggi, per non dimenticare questo dono venuto da Roma, le monache di El Toboso continuano ad intitolare a Madre Vittoria un ulivo del giardino.

♦ la lunga malattia
Con l’approvazione delle Costituzioni nel 1686 da parte di Papa Innocenzo XI si consolida quello stile di vita che cercava di essere il più vicino possibile alla Regola di San Giovanni de Matha. Il Signore aveva garantito alla nostra Suor Angela Maria della Concezione: “Tu prendi a carico le mie cose ed io lo farò con le tue” e così è stato. Il Signore l’ha protetta, illuminata e guidata in ogni momento. La comunità, formata da giovani monache, cresce e matura. Le sorelle hanno la stima della gente di El Toboso. Si parla pure di miracoli attribuiti alla mediazione delle monache, in modo del tutto speciale di quella di Suor Angela Maria. Sembra che il Signore avesse fretta di portarsi con sé la sua serva. Nel giugno del 1689, mentre Suor Angela si prendeva cura di una sorella ammalata, si ammala lei stessa e, come dichiara una delle sue figlie: “Il Signore ha concesso che soffrisse per nove lunghi mesi”. Ma lei ha sofferto tutto con grande tolleranza e conformità, non chiedendo niente per alleviare le sofferenze. Gli ultimi giorni della sua vita terrena li gestisce scandendo e ripetendo giaculatorie di lode alla Santissima Trinità e altre. Tutte le monache sono presenti al momento della sua morte. Mentre cantano il Credo - racconta una testimone - “ha rivolto lo sguardo verso tutte,  come congedandosi. E chiudendo dopo gli occhi e chinando la testa consegnò serenamente il suo spirito con lo stesso gesto con il quale il Signore Gesù consegnò il suo nelle mani del Padre”. È l’imbrunire di giovedì 13 aprile 1690. La gente del paese, appena sentita la notizia, si raduna in massa per venerare con grande devozione quella che già tutti chiamavano santa. Le sue ultime parole sono state: Omnis spiritus laudet Dominum! (Ogni essere vivente lodi il Signore!).

♦ ricchezza spirituale
Suor Angela Maria è stata dotata dal Signore di grandi doni naturali e soprannaturali, “per questo - dichiara una testimone - è stata amata dai propri amici e dagli estranei, tanto che quanti la vedevano restavano molto attratti da lei, per il fascino che emanava dalla sua persona”. La Venerabile Suor Angela Maria, riformatrice, ha voluto essere fedele e docile allo Spirito che le chiedeva il ritorno alle sorgenti del carisma trinitario-redentivo. Ciascuno dei numerosi capitoli del suo libro “Riego espiritual para nuevas plantas” (Irrigazione spirituale per le nuove piante) finisce con queste parole: perché tutto sia a gloria della Santissima Trinità. Ha scritto per obbedienza ai suoi direttori spirituali (religiosi trinitari calzati) la sua Autobiografia. Si tratta di un libro di 500 pagine circa di grande ricchezza spirituale e mistica. Il suoi Trattati sulla preghiera e sulle Virtù sono anch’essi di grande valore. “Niente lascia per il mio amore che non lascia se stesso” (Autibiografía p. 218); “Pregando abbiamo tutto e senza la preghiera tutto ci manca” (Riego espiritual, pp. 131-132). Di queste belle perle e segnali luminosi sono pieni i suoi numerosi scritti di grande valore letterario, dottrinale e mistico. La Venerabile Angela Maria della Concezione rappresenta l’ennesimo tesoro nascosto della famiglia trinitaria, frutto genuino prodotto dall’albero del carisma ricevuto da San Giovanni de Matha. Il suo cammino di vita nel Monastero è stato guidato da un immenso amore nei confronti della Santa Trinità, dell’Immacolata Concezione e degli schiavi ed i poveri. Una vita vissuta e offerta a Cristo per la redenzione dei fratelli e autentica maestra nel cammino della santità!

di Isidoro Murciego

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