IPPOTERAPIA IN BASILICATA UNA LUNGA STORIA D’AMORE

VITE TRINITARIE
MEZZO SECOLO DI SERVIZIO

Il rapporto uomo-animale utilizzato a scopo terapeutico ha origini molto antiche ed esperienze di studio furono avviate già nel secolo XVIII.
Questa relazione positiva ci accompagna da sempre. Secondo la teoria della biofilia, la specie umana possiede un’attrazione innata su base biologica per la natura e per tutte le sue forme di vita.
Il termine pet therapy, coniato nel 1962 dal neuropsichiatra americano Boris Levinson, indicava proprio questa reciprocità. Dopo aver osservato le interazioni positive tra il suo cane e alcuni pazienti iniziò a coinvolgere l’animale in modo sistematico nella relazione psicoterapeutica con i bambini. Nel 1969, con il suo saggio “Il cane co-terapeuta”, abbiamo la prima teorizzazione della pet therapy.
E uno dei meriti che, in questi cinquant’anni in Basilicata, hanno i Trinitari è quello di  aver vivificato questi principi e averne fatto, precursori, strategia e strumento riabilitativo a disposizione delle persone con disabilità.
In Basilicata l’ippoterapia ebbe inizio nel 1985 a Venosa (PZ) e nel 2016 a Bernalda (MT). E grazie ad essa, in tutti questi anni, abbiamo abilmente strutturato un coinvolgimento pieno e consapevole nel processo di cura, di un essere, il cavallo, che, per le sue peculiarità, è un alleato davvero straordinario.
Utilizzato principalmente nelle attività sanitarie di riabilitazione, il suo impiego si è costantemente evoluto in considerazione non solo delle norme prescritte a livello nazionale e regionale, ma anche con quanto la letteratura scientifica è andata via via indicando.
Il nostro modello di riferimento per gli interventi riabilitativi è l’approccio cognitivo-comportamentale.
Va ricordato a questo proposito che nel 1992 l’Associazione nazionale italiana riabilitazione equestre (Anire), per rappresentare l’Italia al Convegno internazionale sulla Riabilitazione equestre svoltosi a Toronto in Canada, selezionò proprio un nostro studio, coordinato dal dr. Tomaso Viglione: “L’Ippoterapia secondo la Teoria cognitivo-comportamentale”.
Oggi, più correttamente, si parla di Terapie assistite con gli animali (TAA).
Sostenuti dalle evidenze scientifiche, questi approcci trovano ampia applicazione nell’ambito della disabilità, della fragilità e della marginalità sociale, in alcune patologie della sfera fisica e psichica, nel disagio relazionale. Sono orientati a migliorare la qualità della vita delle persone, sia nei processi di cura che nei percorsi educativi.
L’importanza di quello che andiamo dicendo trova inoltre riscontro nelle norme che disciplinano oramai, in maniera dettagliata, la questione. Anche a livello regionale.
Infatti, la Basilicata ha recepito l’Accordo e le Linee Guida in materia di interventi assistiti con gli animali (26 aprile 2016), ha emanato le Linee guida vincolanti in materia di interventi assistiti con gli animali (13 ottobre 2017) e, infine, ha disciplinato la promozione delle terapie, dell’educazione e delle attività assistite con gli animali (6 dicembre 2017).
La nostra è una lunga… esperienza, anzi, possiamo proprio dire: storia d’amore.
Il cavallo è presente in tante attività e molto attive sono le collaborazioni con Anire, Special olympics, Fise, Cip, Fisdir.
Dal dressage, agli attacchi, al tekking il nostro amico ci accompagna fedelmente, sempre.
Anche in avventure impegnative e assolutamente suggestive come il Viaggio a cavallo, che unisce Venosa e Bernalda, e che, dal 2006, ripetiamo annualmente, per sensibilizzare il territorio alla cultura del rispetto e della responsabilità nei confronti di tutte le fragilità.
A cuore abbiamo naturalmente anche la salute del nostro compagno, il suo benessere.
Per questo, i due Centri sono dotati di scuderie, con ampi box e servizi annessi, in numero adeguato alla popolazione di esemplari ospitata e gli spazi esterni a disposizione consentono un utilizzo degli animali rispettoso delle caratteristiche di ciascuno e dell’impegno di lavoro esercitato: senza un tale rapporto, è la stessa terapia che ne risulterebbe inficiata.

di Francesco Castelgrande

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