NELLA DIVERSITÀ UGUALI DAVANTI A DIO E AGLI UOMINI

VITE TRINITARIE
MEZZO SECOLO DI SERVIZIO
XI EDIZIONE DEL PREMIO VIGLIONE - Padre Gino Buccarello: Vogliamo ripartire dal pensiero del dott. Viglione, da una casa aperta, soprattutto ai giovani, attraverso il volontariato.

E' sulle note di ‘Piazza Grande’ di Lucio Dalla che gli studenti del liceo ‘Adolfo Pansini’ di Napoli si sono aggiudicati il podio dell’XI edizione di ‘Uguaglianza nella diversità’ Premio Tomaso Viglione, il concorso nazionale rivolto alle scuole di ogni ordine e grado promosso dal Centro di riabilitazione e formazione professionale dei Padri Trinitari di Venosa e Bernalda, in Basilicata, dalla famiglia Viglione e dall’Associazione dei genitori degli ospiti dell’istituto e della Domus, per sensibilizzare i giovani ad una maggiore attenzione verso la disabilità, specie intellettiva, di cui l’istituto di Venosa si prende cura dal 1968. Alla cerimonia di premiazione, che si è svolta il 4 maggio nell’auditorium ‘Viglione’ del Centro dei Trinitari, hanno partecipato la senatrice Paola Binetti, il sindaco di Venosa Tommaso Gammone, il ministro provinciale dei Padri Trinitari Padre Luigi Buccarello, il ministro generale dell’Ordine SS. Trinità Padre José Narlaly, il cardiologo e coordinatore Campania per le malattie rare Giuseppe Limongelli, e il direttore dell’agenzia di stampa Dire Nico Perrone, che ha moderato l’evento.
Se il primo premio è andato al videoclip dei ragazzi del ‘Pansini’, ad aggiudicarsi il secondo è stato l’istituto comprensivo ‘Marconi-Carella-Pam Losito’ di Canosa di Puglia, con il videoracconto dell’epopea di Zeroica, un regno dove gli zeroidi (0) sono schiavizzati, derisi e isolati dai cifroidi (numeri dall’1 al 9), che poi si accorgono del potere straordinario degli zeri, racchiuso in una “forza enorme chiamata amore”, che permette la formazione del 10. Con ‘Indovina chi è diverso’, una rivisitazione di uno dei giochi da tavola più amati dai bambini, l’istituto comprensivo di Govone, in provincia di Cuneo, ha invece vinto il terzo premio, per un’edizione in cui ad essere premiata dal comitato di valutazione è stata la coralità. “Sono stati valutati tanti lavori e abbiamo constatato l’impegno degli studenti nel guardare alla disabilità in modo differente - ha dichiarato in apertura il sindaco Gammone -. Gli ospiti dell’istituto fanno parte della comunità di Venosa, sono nostri cittadini. Io mi sento il sindaco anche di questi ragazzi e, in quanto primo cittadino, esprimo quello che la cittadinanza di Venosa sente verso di loro e verso i Padri Trinitari, nostro fiore all’occhiello in tema di solidarietà e accoglienza”.
E diversità, solidarietà, accoglienza, sono i temi lungo i quali si è svolto un dibattito ricco di voci, aperto in musica dai ragazzi del centro con la ‘Banda senza problemi’, diretta dal maestro Donato Elefante. “Non possiamo valutare una persona per ciò che non sa fare - ha sottolineato Binetti - dobbiamo cambiare prospettiva e concentrarci su ciò che una persona, con disabilità e non, è in grado di fare. Questo deve diventare il nuovo approccio antropologico alle relazioni”. Un cambio di prospettiva legato anche al “sovvertimento della quotidianità” che, come ha spiegato Limongelli (padre di un ragazzo con disturbi dello spettro autistico), il prendersi cura di una persona con disabilità inevitabilmente porta con sé. La condizione di genitori di bambini con disabilità, è vissuta, nell’esperienza di Limongelli, come “necessità di andare incontro alla disabilità”, attraverso il ribaltamento del paradigma del ‘non sai fare’ nel ‘cosa sai fare’. Con lo sguardo rivolto al ‘dopo di noi’ in un futuro che, per le persone con disabilità, è spesso incerto, in assenza di una rete sociale presente e attiva e di strutture specializzate nella riabilitazione come quella dei Padri Trinitari.
“Vogliamo ripartire dall’uguaglianza nella diversità e dalle parole del dottor Viglione, da una casa aperta, soprattutto ai giovani, attraverso il volontariato, l’inclusione e le occasioni offerte dall’alternanza scuola-lavoro” ha spiegato Padre Luigi Buccarello, oggi rettore della struttura, che ha annunciato la nascita di una nuova sezione del Premio Viglione dedicata ai giovani ricercatori. Un concorso di idee, che, a partire dalla prossima edizione, “attraverso la scienza e la creatività” permetterà di “trovare strade nuove per stare vicino a questi ragazzi”. Persone considerate dal dottor Viglione, psicologo attivo nella struttura per quarant’anni, “uguali nella diversità”: un messaggio che, attraverso il Premio a lui intitolato, unisce le generazioni nella solidarietà. “Una società che trascura i diritti dei diversamente abili non è sana né civile - ha concluso Padre José Narlaly - Il vero progresso di una società è tenere conto dei diritti di tutti”.

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