PIÙ DI OTTO SECOLI ACCANTO AGLI SCHIAVI E AI POVERI

VITE TRINITARIE
FRAMMENTI DI TEMPO

Il carisma trinitario, già dai primi anni del suo sorgere (1198), ha dato alla Chiesa un sorprendente raccolto. La sua finalità - la liberazione dei fratelli in schiavitù, l’accoglienza degli ammalati, poveri e pellegrini - era una risposta alla urgente necessità molto sentita e sofferta da tutta la cristianità. L’Ordine Trinitario si espande rapidamente nei Paesi dell’Europa, soprattutto mediterranea, arrivando a mettere delle radici nell’Asia Minore, nel Libano e nella Palestina. Alla fine del secolo XIIIº si potevano contare più di duecento  “Case della Trinità “ (Domus Sanctae Trinitatis): questo era il nome proprio delle loro fondazioni. L’apostolato delle redenzioni era comune per tutto l’Ordine e tutte le Case della Trinità collaboravano con l’aiuto delle associazioni laicali, dei Vescovi, delle autorità civili e di tutto il popolo. Si trattava di una rete molto bene articolata alla quale partecipavano tante persone.

♦ INTENSA CARITà
Papa Innocenzo IV con Bolla del 1243 giustifica le concessioni fatte ai trinitari: “Per motivo della loro intensa carità - scrive - perché i figli della Santissima Trinità e degli Schiavi si consegnano con tutte le loro forze ad aiutare i poveri e gli infermi, che a loro arrivano da tutte le parti, e alla redenzione degli schiavi”.
I Sommi Pontefici mettono in luce l’eroismo dei trinitari. Urbano V scriveva nella Bolla del 1333:  “I fratelli dell’Ordine della Santissima Trinità, dedicati specialmente alla redenzione dei nostri fratelli cristiani, s’impegnano con tutte le loro forze, passando a terre di oltremare, a soccorrere i cristiani afflitti e schiavi. Loro non temono di esporre i loro corpi al pericolo della morte per redimere gli schiavi “.

♦ LE CASE DELLA TRINITà
La peste nera del 1348 che causò una strage in Europa, ha avuto un effetto devastante per moltissime  “Case della Trinità” che già per mandato della Regola non erano numerose, e poi, la conseguente carestia nel popolo ne ha aggiunto il resto. La guerra dei Cent’Anni (1339 -  1453) toccò in pieno i trinitari francesi, allora la parte più prospera ed influente dell’Ordine. L’Ordine Trinitario soffrì molto a causa dello Scisma d’Occidente  (1378-1417) per via dell’obbligo di ubbidire sia al Papa di Roma che a quello di Avignone. Questi importanti eventi accaduti nei secoli XIVº e XVº  hanno avuto un influsso negativo sull’osservanza religiosa, sulla vita comunitaria e sulla propria missione.

♦ MAI DEFRAUDARE
Gli Statuti Generali dell’Ordine Trinitario del 1429 cercarono di dare un nuovo impulso alla vita spirituale, alla dimensione comunitaria e alla povertà propria dell’Ordine: “I Santi Padri  - si legge in questi Statuti - detestano il vizio della proprietà privata in Religione: pertanto, si manda che se si trovasse un religioso proprietario venga scomunicato dal suo Ministro. E se si trovasse proprietario alla morte, sia privato dalla sepoltura ecclesiastica”. Questo tipo di norme furono rivalidate negli Statuti di Castiglia del 1510. I beni sono della Trinità e mancare in questo - dice San Giovanni Battista della Concezione - “sarebbe defraudare gli schiavi e i poveri”.
Il celebre Ministro Generale, Roberto Gaguino, nel Capitolo Generale del 1473 cerca con tutte le forze di promuovere la Riforma dei Trinitari con un piano di rivitalizzazione:  “È necessario - dice nel suo discorso al Capitolo Generale - restaurare l’Ordine e come bambini appena nati dobbiamo essere rigenerati di nuovo e istituiti in una vita santa”. Questo movimento di riforma crea un dinamismo che fa sorgere delle iniziative in tutto l’Ordine Trinitario.
    
♦ NUOVE STRADE
A causa della Riforma Protestante i Trinitari sono espulsi dall’Irlanda e dall’Inghilterra nell’anno 1530. Alcuni Trinitari hanno sigillato con il martirio la loro fedeltà alla Chiesa e al Papa. Con il Concilio di Trento (1547-1563) si danno nuovi orientamenti per la vita religiosa ai quali l’Ordine Trinitario aderisce. Si aprono nuove strade seguendo la volontà della Chiesa: nascono così i Riformati francesi nel 1573, la Riforma Scalza spagnola nel 1599 e gli Scalzi francesi nel 1618. Merita una considerazione particolare la Riforma di San Giovanni Battista della Concezione il quale si è sentito chiamato a far ritornare l’Ordine alla freschezza delle sue sorgenti evangeliche, secondo la Regola di san Giovanni de Matha. In questi sentieri troviamo pure riformatori dall’interno, come San Simone di Rojas.
L’Ordine nei secoli XVIº-XVIIº ritrova un nuovo splendore nei diversi campi del suo carisma e missione. Di nuovo riprende con forza l’azione redentrice, e l’Ordine si orla con dei nuovi martiri. Grazie all’intervento dei redentori trinitari, Miguel de Cervantes ha potuto essere riscattato nel 1579 dalla sua schiavitù in Algeri. Come lui hanno ottenuto la libertà migliaia di fratelli nella fede i cui nomi non sono passati alla storia. La rivoluzione illustrata ha fatto sì che i Trinitari fossero soppressi in Francia,  dove ancora nel 1789 erano presenti in più di ottanta  “Domus Sanctae Trinitatis”, in Austria-Ungheria, Polonia, Lituania, Cecoslovacchia, Russia, Italia, Portogallo e Spagna. Sono stati dei momenti molto difficili. Solo alcuni religiosi, pieni di amore per l’Ordine, hanno potuto sopravvivere a queste tempeste. E sarà a partire da loro che di nuovo l’Ordine Trinitario sorgerà con rinnovato vigore di santità e missione fino ai nostri giorni. Dalla fine del XIXº secolo l’Ordine rinascerà in nuovi paesi del mondo, come missionari, vicino agli emigranti, accanto ai prigionieri, accogliendo i poveri e impegnati nel combattere la schiavitù, soprattutto dell’analfabetismo.

♦ FEDELI SEMPRE
Papa Paolo VI nel 1974 si congratulava con i Trinitari: “I Trinitari hanno dietro di sé singolari vicende storiche: pensate quante traversie hanno passato; pensate a quali scene della civiltà, molto diverse, essi sono stati presenti: si direbbe che sono dei superstiti, dei sopravvissuti a tutte le valanghe e a tutte le tempeste della storia. Essi quindi mostrano una fedeltà che è un merito, che è l’attestazione sia della ragion d’essere di questa famiglia e sia della virtù con cui è stata vissuta questa fedeltà”.  Papa Francesco, nel suo Messaggio del 17 Dicembre 2013 al Ministro Generale dell’Ordine, riferisce che: “attraverso i secoli, in perfetta sintonia con lo spirito fondazionale, la Casa della Trinità è stata casa del povero e dello schiavo, un luogo dove si curano le ferite del corpo e dell’anima”.

di Isidoro Murciego

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