LA SANTISSIMA TRINITÀ SORGENTE VIVA DI CARITÀ REDENTIVA

VITE TRINITARIE
FRAMMENTI DI TEMPO

Il Papa Leone XIII nella sua lettera enciclica Divinum illud munus del 1897 parla dell’Ordine Trinitario come segno della costante preoccupazione della Chiesa nel far conoscere e  nel testimoniare il mistero della Santissima Trinità: “Dopo una visione celeste, la Chiesa approvò nel 1198, con la finalità di redimere gli schiavi, un Ordine religioso in onore e col titolo della Santissima Trinità”. San Giovanni XXIII nella sua bella lettera del 1962 ai Trinitari scrive: “Quando Giovanni de Matha e Felice de Valois, a lui associato in fraterna alleanza, dopo essere rimasti per lungo tempo in solitudine dediti alla preghiera, chiedendo insistentemente la manifestazione della volontà divina, ottennero dal nostro predecessore, Innocenzo III, che nella Chiesa si fondasse una nuova famiglia religiosa, l’Ordine della Santissima Trinità per la redenzione degli schiavi nelle mani degli infedeli, la grazia divina ha favorito chiaramente questa opera provvidenziale. Quest’Ordine ebbe in seguito grande auge, giacché, come un albero piantato lungo corsi d’acqua, ha dato frutti a suo tempo e le sue foglie non cadranno mai (cf. Sal 1, 3). Ha prodotto in abbondanza squisiti frutti di carità, ottenuti spesso con atti eroici, apportando un grande beneficio per la società cristiana... Il vostro compito è aderire a Dio; a voi spetta di far brillare come il sole, il nome arcano e adorabile della Trinità nelle menti, portare con entusiasmo le cose grandi alla realtà e alla pratica della vita”.

♦ IN TUTTO IL MONDO
L’Ordine Trinitario, dopo le tante prove sofferte dalla fine del XVIII secolo, rinasce in forma sorprendente alla fine del secolo XIX, a partire dall’Italia e dalla Spagna. Questa rinascita nello spirito originario di San Giovanni de Matha con l’apporto dello spirito della Riforma porta il carisma a farsi presente in tanti altri luoghi del mondo con grande vitalità redentrice e missionaria. L’Ordine si apre alla Colombia (1895), Cuba (1896), Austria (1900), Cile (1902), Somalia (1904), Stati Uniti (1912), Argentina (1913), Francia (1922), Canada (1924), Madagascar (1926), Perù (1960). E poi, dopo il Concilio Vaticano II, sarà la volta del ritorno in Colombia, e le nuove presenze di Porto Rico, Brasile, Bolivia, Messico, Guatemala, Polonia, Egitto...Nel 1986 l’Ordine ha messo piede in India, Congo e Gabon (1996), Corea del Sud (2002), Paesi del Golfo, Vietnam e Filippine (2018).

♦ GENERAZIONI DI SANTI
Nella prima metà del secolo XX costatiamo che una generazione di trinitari pionieri di santi e martiri ha contribuito grandemente alla rivitalizzazione dell’Ordine e di tutta la Famiglia Trinitaria. Citiamo alcuni di loro: Beato Domenico (giovanissimo sacerdote trinitario); i Venerabili D. Francesco Mendez, Padre Felice della Vergine e Mons. Giuseppe Di Donna; la serva di Dio Marianna della Santissima Trinità, il servo di Dio P. Antonino dell’Assunta; i Padri Leandro Barile (donò la vita nel Benadir nel 1906), P. Valeriano Marchionni (donò la vita in Madagascar nel 1929). Abbiamo un bel gruppo di fratelli e sorelle martiri, alcuni di loro beatificati nel 2007 e nel 2013. Questi sono solo alcuni dei tanti fratelli e sorelle - religiosi, monache, religiose e laici - che ci hanno passato il testimone del carisma per rendere gloria alla Santissima Trinità nell’opera della redenzione degli schiavi e la cura dei poveri e dei più svantaggiati della nostra società.

♦ IL VENTO DEL CONCILIO
In questi ultimi anni il carisma trinitario ha seguito l’impulso di rinnovamento indicato dal Concilio e dal Magistero dei Papi. Anche questo è un ulteriore segno del fedele amore alla Chiesa che ha caratterizzato dai tempi di San Giovanni de Matha la storia trinitaria, al servizio del Vangelo della Carità.Il Ministro Generale dell’Ordine che ha partecipato al Concilio Vaticano II come Padre Conciliare, pieno di entusiasmo scriveva una lettera circolare nel 1966, orientando verso il rinnovamento: “Il rinnovamento deve essere soprattutto spirituale; deve promuovere la sequela di Gesù secondo il Vangelo; deve essere ecclesiale. Il rinnovamento si deve realizzare secondo lo spirito dei Santi Fondatori attenti ai tempi che ci tocca vivere”. E in questa lettera circolare cita un pensiero ricorrente in San Giovanni XXIII: “La storia mostra che dopo un Concilio viene un’era di straordinaria fecondità spirituale, nella quale l’impulso dello Spirito Santo suscita generose ed eroiche vocazioni”.


♦ TRINITARI OGGI
L’Ordine Trinitario si è dato da fare per mettere in pratica le esigenze ecclesiali. Nel 1971 scriveva il nuovo Ministro Generale: “Molto si è fatto in quanto a rinnovamento, ma ci resta da percorrere il tratto più delicato e impegnativo del cammino. I documenti della legislazione ci ricordano lo spirito e come devono viverlo i figli di San Giovanni de Matha. La fase che ora intraprendiamo ha come obiettivo la vita: far sì che i religiosi e le comunità vivano lo spirito e il carisma...” (AOSST, VIII, 65ss). Negli anni ‘70 predomina il motto: Il trinitario oggi. “Non si accetta più un’interpretazione statica dell’essere trinitario, del realizzarsi come trinitario. Si costata che l’identità costitutiva e i segni dei tempi orientano verso la fedeltà creativa. Il trinitario è fedele alla sua vocazione se incarna il carisma e lo spirito originari fatti vita nel proprio tempo, nella propria cultura, nella propria storia”. Il trinitario è seguace di Gesù in comunità, glorificatore della Trinità e liberatore degli oppressi e degli schiavi.

♦ FINO AI GIORNI NOSTRI
Negli anni ‘80 predomina nell’Ordine Trinitario il tema dell’animazione. Esiste sulla carta un’immagine rinnovata del trinitario sufficientemente completa e molto attraente, però bisogna ora farla vita. San Giovanni Paolo II nel 1983 diceva ai trinitari: “Cari Fratelli, voi rappresentate un Ordine di antica fondazione, nato sotto il segno di una particolare dedizione nel riscattare i prigionieri cristiani dai pagani. So che in questi ultimi anni l’Ordine si è impegnato a ridefinire il proprio spirito e la propria missione apostolica. Ma il vostro intento originario e primario non può venir meno, se considerate che sempre l’uomo si trova variamente prigioniero di sopraffazioni altrui, di miti ideologici, di proprie debolezze. Ebbene, all’uomo di oggi e di sempre voi dovete annunciare, come l’Apostolo Paolo, che ‘Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi’ e che non dobbiamo ricadere ‘sotto il giogo della schiavitù’ (Gal. 5, 1). Se poi lo fate, interiormente animati dalla luce e dalla forza della Santissima Trinità, come non pensare che la vostra testimonianza sia efficace e la vostra consacrazione ricca di frutti?”.

♦ MISTICA TRINITARIA
Caratteristica propria della nostra identità è sempre la mistica trinitaria in osmosi con il servizio della redenzione e della misericordia a partire dalla comunione dei fratelli: la Santa Trinità è sorgente perenne e mistero insondabile di carità. Le nuove Costituzioni del 1984 chiedono che “i fratelli s’impegnino e si diano senza risparmio all’opera della redenzione umana, che viene compiuta dal Padre per il Figlio nello Spirito Santo” (n.36). Il rinnovamento conciliare ci ha portati pure alla riscoperta del carisma trinitario nelle sue diverse espressioni, come Famiglia Trinitaria. Nella celebrazione dell’VIII centenario dell’Ordine e del IV della Riforma (1998-1999) si è posto l’accento sul ritorno alle origini per progettare un futuro come Ordine della Santissima Trinità nella sua missione redentrice. L’obiettivo prioritario è stato quello di incarnare nel nostro tempo, con audacia e santità, il messaggio evangelico, come hanno fatto i nostri Padri: tutti siamo chiamati a sperimentare la gioia che scaturisce dall’incontro con Gesù, per vincere il nostro egoismo, per uscire dalla nostra comodità e per avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo. Questo è ciò che fecero, con la loro vita e il loro coraggio apostolico, Giovanni de Matha e Giovanni Battista della Concezione (Papa Francesco ai Trinitari, 17/12/2013).

di Isidoro Murciego

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