FAMIGLIA TRINITARIA IN CAMMINO NON SIAMO PROPRIETARI DEL NOSTRO CARISMA ESSO È UN DONO PER TUTTI

VITE TRINITARIE
FRAMMENTI DI TEMPO

“con questa mia lettera, oltre che alle persone consacrate, mi rivolgo ai laici che, con esse, condividono ideali, spirito, missione.... La famiglia carismatica comprende più Istituti che si riconoscono nel medesimo carisma, e soprattutto cristiani laici che si sentono chiamati, proprio nella loro condizione laicale, a partecipare della stessa realtà carismatica” (Papa Francesco).
A questo proposito, San Giovanni Paolo II al n. 52 dell’Esortazione Apostolica Vita Consecrata (1996) considera come sempre attuali le parole di San Bernardo: “Io ammiro tutti [i Carismi, tutti gli Ordini religiosi]. Appartengo ad uno di loro con la osservanza, ma a tutti nella carità. Tutti abbiamo bisogno gli uni degli altri… In questo esilio la Chiesa sta ancora in cammino e, se posso dirlo così, è plurale: una pluralità multipla e una unità plurale”. Questa testimonianza del Santo ci aiuta a scoprire e percepire la bellezza di ognuna delle famiglie carismatiche.
Papa Francesco oggi ci sprona a guardare il passato con gratitudine. Ogni nostro Istituto o Associazione viene da una ricca storia carismatica. Alle sue origini è presente l’azione di Dio Padre che, nel suo Spirito, chiama alcune persone alla sequela di Cristo, a tradurre il Vangelo in una particolare forma di vita, a leggere con gli occhi della fede i segni dei tempi, a rispondere con creatività alle necessità della Chiesa. È come il seme che diventa albero espandendo i suoi rami. Raccontare la propria storia è indispensabile per tenere viva l’identità, così come per rinsaldare l’unità della famiglia e il senso di appartenenza dei suoi membri; allo stesso tempo, la Chiesa chiama le diverse famiglie carismatiche alla collaborazione vicendevole (cf. Papa Francesco, ai Consacrati, 2014, I, 1).


♦ ALLE SORGENTI
I Documenti del Vaticano II ci presentano la Chiesa come Popolo di Dio, come Famiglia di Dio alle sorgenti del Vangelo, e ci svelano un Dio fortemente innamorato dell’umanità, di una umanità in cammino verso il Padre, per Cristo, nello Spirito Santo. Da questa sorgente ecclesiale San Paolo VI prenderà come segno profetico la Civiltà dell’Amore. Vivere un medesimo carisma (laici, consacrati, consacrate, sacerdoti associati) in uguaglianza, in comunione, come fratelli e sorelle arricchisce di luminosità la Chiesa Comunione. Siamo Famiglia, la Famiglia dei figli e figlie di Dio che è Amore. San Giovanni Paolo II, nel 1987, arriverà a dire: “Il prossimo non è soltanto un essere umano con i suoi diritti e la sua fondamentale eguaglianza davanti a tutti, ma diviene la viva immagine di Dio Padre, riscattata dal sangue di Gesù Cristo e posta sotto l’azione permanente dello Spirito Santo. Egli, pertanto, deve essere amato, anche se nemico, con lo stesso amore con cui lo ama il Signore, e per lui bisogna essere disposti al sacrificio, anche supremo: «Dare la vita per i propri fratelli» (1 Gv 3,16)” (SRS 40). I fratelli schiavi e i poveri destinatari del nostro Carisma sono parte integrante della Famiglia Trinitaria.
Nel post-Concilio si è cercato di riscoprire nei Fondatori e Fondatrici la loro esperienza trinitaria di vita. È questo un periodo molto fecondo nel quale tanti teologi hanno pubblicato libri sull’argomento della Trinità e le sue conseguenze pratiche per l’Umanità, la Chiesa, le Famiglie Carismatiche... Ci basti un solo pensiero del teologo Bruno Forte dal suo libro “La Trinità come Storia”: “Per il cristiano niente è più vitale e concreto che la fede nella Trinità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo nel nome dei quali e per la cui gloria è chiamato ad essere e a compiere ogni cosa. Chi vuol imparare ad amare e ne cerca la forza, non può tollerare più a lungo l’esilio della storia eterna dell’amore che è la Trinità”.
San Giovanni Paolo II, in seguito al Sinodo dei Vescovi del 1994, presenta la sua Esortazione Apostostolica Vita Consecrata tutta in chiave trinitaria e interpreta i carismi alla luce della Confessio Trinitatis in rapporto alla vita spirituale, alla comunione e alla missione. I carismi sono doni dello Spirito per sentire cum ecclesia e vivere ‘ad immagine della Trinità’. “Voi non avete solo una gloriosa storia da ricordare e da raccontare, ma una grande storia da costruire!” (VC 110).
“I laici non sono semplicemente operai nella vigna, ma parte integrante di essa” (San Giovanni Paolo II, Esortazione Apostolica Christifideles Laici, 1988, 8). “Oggi si riscopre sempre più il fatto che i carismi dei fondatori e delle fondatrici, essendo stati suscitati dallo Spirito per il bene di tutti, devono essere di nuovo ricollocati al centro stesso della Chiesa, aperti alla comunione e alla partecipazione di tutti i membri del popolo di Dio” (CIVCSVA, Ripartire da Cristo, 2002, 31).


♦ SPIRITO DI FAMIGLIA
Il carisma, dono dello Spirito, crea famiglia aperta, accogliente e missionaria. Nelle Legislazioni attualizzate per i consacrati, le consacrate e i laici, l’orientamento ci riporta al Vangelo, alle fonti del carisma, ai Fondatori.
Le famiglie carismatiche sono gruppi qualificati di riferimento nella Chiesa. Rivisitando oggi le tante famiglie carismatiche costatiamo che ci sono molte diverse dinamiche e iniziative per promuovere lo spirito proprio ed esprimere la fecondità dei carismi. Una visione in famiglia carismatica porta al di là degli elementi sciolti, le dinamiche, i contenuti, le diverse iniziative, alla ricerca della scintilla bruciante e del cuore integratore dei diversi elementi e generatore di rinnovata vitalità. Una visione come Famiglia Carismatica ci porta a percepire, tra tanti limiti e precarietà, che qualcosa di nuovo sta nascendo.


♦ CHIESA E CARISMI
Ci sono tanti messaggi dei Papi alle famiglie carismatiche dal Concilio Vaticano II fino ai nostri giorni. Papa Francesco approfitta degli incontri con i consacrati e le consacrate per svegliare la forza che si nasconde nel carisma integrale, vissuto in famiglia.  “Lo Spirito Santo arricchisce tutta la Chiesa che evangelizza anche con diversi carismi. Essi sono doni per rinnovare ed edificare la Chiesa. Non sono un patrimonio chiuso, consegnato ad un gruppo perché lo custodisca; piuttosto si tratta di regali dello Spirito integrati nel corpo ecclesiale, attratti verso il centro che è Cristo, da dove si incanalano in una spinta evangelizzatrice. Un chiaro segno dell’autenticità di un carisma è la sua ecclesialità. […] È nella comunione, anche se costa fatica, che un carisma si rivela autenticamente e misteriosamente fecondo” (Papa Francesco, Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium, 2013, 130).


♦ Vincenzo Pallotti
San Vincenzo Pallotti, Terziario Trinitario, è il fondatore della Famiglia Pallottina. Il 10 di ottobre 2016 Papa Francesco diceva a questa Famiglia Carismatica: “Ogni membro della Famiglia Pallottina è chiamato a porre come fondamento della propria esistenza la persona di Cristo e la fedele sequela di Lui. San Vincenzo Pallotti amava ripetere che la chiamata all’apostolato non è riservata ad alcuni, ma è rivolta a tutti, «qualunque sia il loro stato, la loro condizione, la loro professione, la loro fortuna, tutti possono farvi parte»”.


♦ Rodríguez Carballo
Mons. José Rodríguez Carballo, parafrasando Papa Francesco e in linea con il Card. Joᾶo Braz de Aviz, nella sua relazione al Congresso Mondiale della Vita Consacrata (28 gennaio-2 febbraio 2016) sottolineava così il richiamo alla comunione: “La Vita Consacrata è nata nella Chiesa, con la Chiesa e per la Chiesa… Oggi, siamo chiamati a passare, a modo di circoli concentrici, dalla coscienza di Comunità locale a quella di Ordine o Istituto; dalla coscienza di Ordine, Istituto, Società o Associazione a quella di Famiglia Carismatica, e dalla coscienza di Famiglia Carismatica bisogna allargare il cuore alla comunione con tutti i Carismi nella Chiesa”.

di Isidoro Murciego

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