CHIAMATI DAL DISEGNO DELLA TRINITÀ PER ANNUNCIARE IL VANGELO

VITE TRINITARIE
Il capitolo generale roma 9-23 giugno 2019

L’anno 2019 è l’anno del Capitolo Generale dell’Ordine della Santissima Trinità e degli Schiavi. Questo appuntamento ci coinvolge tutti. Si celebra ogni sei anni attorno alla festa della Santissima Trinità. Al momento sono stati scelti i Delegati, che rappresenteranno tutti i religiosi dell’Ordine. Altri religiosi partecipano per diritto. I religiosi scelti dalla base, ossia eletti da tutti i religiosi, devono essere in numero non inferiore a quelli che partecipano per diritto.
In vista del Capitolo, è stato redatto l’Instrumentum laboris, ossia un documento con le linee orientative - con il concorso di tutte le giurisdizioni e di tutti i religiosi - per poter affrontare l’argomento della pastorale giovanile e vocazionale. Il Sinodo dei Vescovi sui giovani (ottobre 2018) è una ricca fonte d’ispirazione.
È stata inoltre costituita una Commissione internazionale e interculturale che ci aiuta a preparare il cammino, alla quale tutti siamo chiamati a collaborare. Il Capitolo è un momento speciale di grazia sia per l’Ordine che per tutta la Famiglia Trinitaria. In questo speciale momento di grazia e di comunione l’attenzione è rivolta verso il carisma, come viverlo, come narrarlo, come testimoniarlo in modo che sia creativo e fecondo nel servizio della carità, verso i suoi autentici destinatari. Un carisma sempre giovane, aperto, accogliente, dinamico, intraprendente nel seno della Chiesa e nel cuore del Mondo.
Questo 2019 è l’anno del Capitolo Generale, vuol dire un anno d’intensa preghiera e di comunione: tutti - religiosi, monache, religiose, oblate, laici e sacerdoti associati - sono chiamati a viverlo come famiglia trinitaria.

♦ L’ORDINE
L’Ordine della Santissima Trinità e degli Schiavi è una famiglia religiosa fondata da Giovanni de Matha (1154-1213) con una Regola propria, approvata da Innocenzo III il 17 dicembre 1198 con la bolla Operante divine dispositionis. Nella Chiesa questa è la prima istituzione ufficiale inerme, che si dedica al servizio della redenzione, armata solo della misericordia e con l’unica intenzione di riportare la speranza nella fede ai fratelli che soffrono sotto il giogo della schiavitù. Giovanni de Matha “nutu Dei” fonda un nuovo e originale progetto di vita, con aspetti profondamente evangelici, nella Chiesa, che collega la Trinità e la redenzione degli schiavi: l’ordine è “Ordine della Santissima Trinità e redenzione degli schiavi”, le case dell’ordine sono “case della Santa Trinità per la redenzione degli schiavi”, e i fratelli di Giovanni de Matha sono “fratelli della Santa Trinità e della redenzione degli schiavi”. La Regola scritta da Giovanni de Matha è il principio e il fondamento evangelico dell’Ordine Trinitario. Adattata dalla tradizione nel corso dei suoi più di ottocento anni di vita, e soprattutto dallo spirito e dall’opera del Riformatore Giovanni Battista della Concezione, la Regola si concretizza nelle nuove Costituzioni trinitarie approvate dalla Santa Sede dopo il Concilio Vaticano II (1984).

♦ VERSO IL CAPITOLO
A guidare il cammino la fonte diretta che promana dalle Costituzioni approvate dalla Santa Sede nel 1984 e raccoglie quanto San Giovanni de Matha ci ha lasciato scritto nella Regola del 1198. “L’Ordine della Santa Trinità è persona giuridica debitamente eretta nella Chiesa, e partecipe della potestà legislativa, esecutiva e giudiziaria della Chiesa stessa. Pertanto, con norme proprie e sotto la direzione della legittima autorità, ordina e dirige rettamente ed efficacemente la vita e l’azione di tutta la fraternità” (Costituzioni, n. 105).
♦ STRUTTURA GIURIDICA
L’Ordine della Santa Trinità è costituito da frati che, per quanto concerne il regime, riuniti in più case, conducono vita comune sotto il Ministro della casa legittimamente designato. L’unione di più case legittimamente eretta sotto lo stesso Superiore è chiamata provincia. Nell’Ordine sono ammesse anche le vice-province, i vicariati, sia generali che provinciali, e le case immediatamente soggette al Ministro generale e al suo consiglio (cf Costituzioni, n. 107).
La provincia o la vice-provincia canonicamente eretta è persona giuridica, e le compete di partecipare al capitolo e alla congregazione generale; di celebrare il capitolo; di redigere statuti; di deliberare circa l’erezione, unione o soppressione di un vicariato provinciale, sia ordinario che missionario, secondo le norme del direttorio generale e degli statuti provinciali; di erigere case nella propria giurisdizione e chiederne al Ministro generale la soppressione; di ricevere religiosi e dimetterli, a norma del diritto universale e proprio (cf Costituzioni, n. 110).
Che cos’è il Capitolo Generale dell’Ordine Trinitario?
“Il capitolo generale, autorità suprema e segno di comunione nella carità e di reciproca unione di forme e di cuori, è l’assemblea universale dell’Ordine, che esprime la partecipazione di tutti i frati, per effettuare le elezioni generali, per trattare e definire le cose che possono promuovere il bene dell’Ordine, e specialmente per custodire il proprio patrimonio e fomentare il rinnovamento aggiornato secondo il medesimo patrimonio, come anche per stabilire norme alle quali tutti devono obbedire” (Costituzioni, n.133). Il capitolo generale ordinario si celebra ogni sei anni, attorno alla solennità della Santa Trinità (cf Costituzioni n. 134).

♦ I PARTECIPANTI
Nel capitolo generale partecipano il Ministro generale, i consiglieri generali, i Ministri provinciali, i Ministri vice-provinciali, altri vocali di voti solenni secondo le norme del direttorio generale, affinché, tuttavia, il numero dei designati per elezione non sia inferiore al numero dei partecipanti per ufficio (cf Costituzioni n. 135).

♦ QUALI ELEZIONI?
Nel capitolo generale vengono eletti il Ministro generale (successore di San Giovanni de Matha), i quattro consiglieri generali, il Vicario generale, il Segretario generale, il Procuratore generale (cf CC n. 136). “Per l’elezione del Ministro generale sono ammessi cinque scrutini, e nei primi quattro si richiedono i due terzi dei suffragi. Dopo il secondo scrutinio inefficace, viene escluso il candidato che per la terza volta successiva concorre all’ufficio di Ministro generale. Dopo quattro scrutini inefficaci, la votazione si effettua sopra i due candidati che hanno ottenuto la maggior parte dei voti o, se sono di più, sopra i due più anziani di professione solenne, e se fossero pari di professione, sopra i due più anziani di età. Se avessero riportato pari voti, è ritenuto eletto il più anziano di professione solenne e, se fossero uguali di professione, il più anziano di età” (Costituzioni n. 137).
♦ COME IL DE MATHA
Il Ministro generale come successore di San Giovanni de Matha
“Il Ministro maggiore e generale ha giurisdizione ordinaria su tutte le province, le case e i frati; giurisdizione che esercita a norma del diritto e delle costituzioni. I frati, pertanto, gli prestino rispettosa obbedienza, come a legittimo successore del Santo Padre Giovanni. Egli, d’altra parte, facendosi sinceramente modello del gregge, provveda, con accurata sollecitudine, al bene, all’incremento e alla prosperità dell’Ordine, e vigili attentamente perché gli altri Ministri compiano fedelmente il compito loro affidato e, con la parola e l’esempio, facciano progredire in ogni opera buona i loro religiosi” (Costituzioni n. 144). “Il Ministro generale eserciti la sua missione pastorale con i mezzi più adatti alle circostanze dei tempi e, almeno una volta durante il sessennio, visiti personalmente, o tramite altro, le province, le vice-province, i vicariati, le missioni e le loro case” (Costituzioni n. 145).
A partire di questo quadro iniziale seguiranno altri articoli che riguarderanno il Capitolo Generale dell’Ordine Trinitario da celebrarsi a Roma, nel mese di giugno 2019.

di Isidoro Murciego

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