IMPERIA LA CONFRATERNITA DELLA TRINITÀ E IL RICORDO DI FRATE SAGLIETTO

VITE TRINITARIE
CONFRATERNITE

L’attuale Imperia è formata dai centri storici di Porto Maurizio e di Oneglia. In epoca medievale, oltre quella della SS.ma Trinità fondata verso il 1370 e che gestiva un proprio “ospitaletto” per i pellegrini.
Questo dimostra come pre-esistessero compagnie locali dedicate alla Trinità che in seguito sarebbero state aggregate dalle rispettive, omonime famiglie spirituali (nel nostro caso quelle di San Filippo Neri e di San Giovanni De Matha, spesso con doppia aggregazione o con aggregazione periodicamente rinnovata).
Le tre Compagnie non convivevano pacificamente, ma spesso tra loro sorgevano attriti ed incomprensioni. Così, allo scopo di eliminare queste tensioni, esse vennero incluse in una sola Compagnia denominata “Unione dei Disciplinanti” con sede presso l’oratorio di San Pietro al Parasio. Era l’anno 1595.
Passò circa un secolo e nel 1690 il concittadino sacerdote Bartolomeo Bruno (1638-1713), capendo che urgeva una nuova organizzazione religiosa in grado di effettuare opere di misericordia, come quella purtroppo necessaria della liberazione degli schiavi cristiani caduti in mano barbaresca, ricostituì nel 1706 la Confraternita della Santissima Trinità e fece edificare in parte a proprie spese la sua chiesa-sede dedicata alla Santa Croce, sulla collina oggi detta appunto del Calvario poiché il sacerdote, al ritorno dalla Terra Santa, portò la terra raccolta sui luoghi della Passione e la fece collocare alla base della croce al centro della piazza antistante detta chiesa.
La Confraternita che ivi ha sede, associazione ancora ben attiva oggi, è depositaria e gelosa custode di tradizioni di fede che ha lasciato chi nei secoli ci ha preceduto, e che conserva e mantiene vive per trasmetterle a chi seguirà. Queste espressioni di fede popolare sono in particolar modo legate alla Settimana Santa, e comprendono i canti ai “sepolcri” il Giovedì Santo, e - il Venerdì Santo - la paraliturgia della “Calata dalla Croce” e la “Via Crucis” lungo la salita di Monte Calvario,
La Confraternita è inoltre parte attiva nella conduzione di attività pastorale in particolar modo nelle parrocchie di S. Benedetto Revelli e di S. Maurizio a cui è storicamente legata. La Confraternita della SS. Trinità è però anche inserita in attività assistenziali come quella appena intrapresa da padre Giacomo Massa in Burundi, finanziando la costruzione di un ambulatorio medico. Inoltre dal 1986 è attivo un gruppo denominato “Nucleo Emergenza Protezione Civile Confraternita SS. Trinità” come ramo umanitario della confraternita stessa.
A livello di promozione e salvaguardia culturale, è attivo dal 2011 il “Museo delle Confraternite” che ha pure sede nel Santuario di Santa Croce al Monte Calvario.
Il museo è stato voluto e concepito per essere celebrazione e memoria della storia e della vita di tutte le confraternite liguri. Era infatti intenzione preservare dall’oblio e conservare nel tempo, ma anche celebrare e far conoscere, la storia e la vita di tutte le confraternite e la loro realtà all’interno del tessuto sociale storico e religioso.
Quindi il museo raccoglie al suo interno tutto ciò che è patrimonio ed espressione della vita dei confratelli: i loro antichi abiti cerimoniali, le insegne processionali, le reliquie, i documenti.
Nella sala dedicata alla storia della compagnia trinitaria sono esposte in una vetrata alcune espressioni di arte minore, tra cui le catene di ferro portate in voto al santuario da qualche schiavo liberato.
Non va assolutamente dimenticato, infine, che a Porto Maurizio nacque il francescano San Leonardo, ideatore della Via Crucis come la vediamo anche oggigiorno. La pratica della Via Crucis ebbe origine in Spagna nella prima metà del XVII secolo e fu portata in Italia dal francescano padre Salvatore da Cagliari. Questo frate, di ritorno dalla Spagna, il 14 settembre 1628 fece realizzare nel convento del Monte delle Croci di Firenze la Via Crucis. In questo stesso convento fu mandato Leonardo da Porto Maurizio alla fine del 1709; nella quaresima 1710 il guardiano incaricò Leonardo di predicare, durante lo svolgimento della Via Crucis.
Fino a questo momento la predica consisteva solo in una semplice esortazione iniziale per predisporre il popolo a praticare con devozione la Via Crucis, ma presto Leonardo introdusse delle meditazioni per ogni stazione ed iniziò la sua opera di diffusione del pio esercizio, soprattutto nelle chiese francescane.
Dal punto di vista più nettamente Trinitario, non si può infine omettere la figura di Padre Giovanni Battista Saglietto, nato nel 1871 a Poggio di Porto Maurizio, superiore del convento dei Trinitari di Livorno e parroco della annessa chiesa di San Ferdinando, meglio conosciuta a Livorno come “Crocetta” nel rione “La Venezia Nuova”.
Uomo dall’indiscusso carisma e dalla fama di santo, condivise con i “suoi figli”, la ribellione agli orrori della vita, alla prepotenza del regime dittatoriale, alla miseria, agli abusi, allo scatenarsi di una guerra che avrebbe spazzato via il rione. Però questo frate asceta riuscì a comprendere il carattere impulsivo, ma quantomai generoso, dei parrocchiani, la loro sincerità senza mezzi termini, il ribellarsi alle pesanti ingiustizie dell’epoca. Fu quello il momento del sorgere di un legame che sarebbe rimasto indissolubile, tanto da permettere a chiunque di proclamare Frate Saglietto il vero padre e difensore dei suoi fedeli. Ebbe inizio un’attività che sarebbe durata per quasi cinquant’anni, fino a quando la sua cagionevole salute e l’orrore nel vedere il suo amato rione distrutto dalle bombe, non ne fiaccarono la forte fibra, conducendolo alla morte. Egli svolse la sua lunga attività di sacerdote, aiutando chiunque attirandosi l’affetto indissolubile di tutto il rione, credenti e non credenti.

a cura di Gian Paolo Vigo

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