BEATISSIMO PADRE, illumini e benedica il nostro cammino

Beatissimo Padre,
le rivolgo il saluto a nome dei religiosi, religiose e laici trinitari provenienti da diverse parti del mondo e convenuti a Roma per la celebrazione del nostro Capitolo Generale che ha il seguente tema: nel disegno della Santissima Trinità, chiamati ad annunciare il Vangelo.
Nel solco del cammino di tutta la Chiesa e sulle orme dell’ultimo Sinodo su giovani, fede e discernimento vocazionale, ci stiamo interrogando su come accompagnare i giovani nel loro cammino di fede.


Per la prima volta nella nostra storia plurisecolare il Capitolo raduna, oltre ai religiosi, diversi membri della nostra famiglia carismatica oggi qui presenti.  

Il luogo in cui stiamo celebrando il nostro Capitolo (San Tommaso in Formis al Celio)  ci riporta alle origini del nostro carisma ed al nostro fondatore San Giovanni de Matha, il quale diede vita, otto secoli fa’, ad un progetto innovativo e rivoluzionario per i suoi tempi ma in grado di rispondere alle sfide che quel particolare momento storico poneva alla testimonianza di fede dei cristiani.

Sul portale dell’antico ospedale dove venivano accolti i poveri, i pellegrini e gli schiavi riscattati, si trova il mosaico cosmatesco voluto dal fondatore che rappresenta il nostro carisma: Cristo al centro che tiene tra le mani due schiavi: uno bianco cristiano ed un altro moro musulmano, posti sullo stesso piano e riconosciuti nella stessa dignità. San Giovanni de Matha ci ha insegnato che tra le tante forme di povertà, la più pericolosa è la povertà dello sguardo, quella di chi non riesce a vedere nell’altro, nel diverso, un fratello da amare e da accogliere.  

Attraverso l’organismo della Solidarietà internazionale Trinitaria oggi siamo in prima linea a sostenere i nostri fratelli che in varie parti del mondo pagano a caro prezzo il semplice fatto di essere cristiani.

L’incontro di oggi conferma una tradizione ben radicata nell’Ordine di un rapporto intenso e fecondo con la Sede Apostolica che ha orientato e sostenuto la nostra missione.

Santità, il suo magistero è per tutti noi fonte di un rinnovato entusiasmo e di una continua ricerca di risposte adeguate alle nuove, sottili e non meno pericolose forme di schiavitù.  

Mentre affidiamo all’intercessione dei nostri Santi Fondatori Giovanni e Felice e del nostro riformatore Giovanni Battista della Concezione il nostro proposito di essere fedeli al carisma trinitario e al suo magistero, le assicuriamo la nostra filiale preghiera così come il nostro fondatore ci ha chiesto nella Regola approvata in un giorno che sta particolarmente a cuore a Sua Santità: il 17 dicembre.

Santo Padre, ci illumini con la sua parola e benedica il nostro cammino. Grazie!

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