LA BASILICA DI SANT’APOLLINARE

ROMA TRINITARIA
VIAGGIO TRA LE BELLEZZE DELLA CITTÀ ETERNA

Quando si arriva a piazza Sant’Apollinare di norma lo sguardo è colpito dalla facciata del magnifico palazzo Altemps.
Bisogna sostare qualche minuto sulla piccola piazza a due passi da piazza Navona per scorgere l’antichissima Basilica di Sant’Apollinare sul lato sinistro. Trovando poi il portone chiuso, spesso si desiste e si tende a proseguire la propria passeggiata. Tornando, però, indietro di qualche passo, giusto a lato alla facciata della Basilica si scorge l’ingresso della Pontifica Università Santa Croce il cui cortile e palazzo è collegato alla chiesa.
Così, con un fare, forse un po’ sfacciato chiedendo la cortesia al custode di farci entrare si accede a questo scrigno dalla storia millenaria. Come i più preziosi dei tesori, passare dapprima al chiostro, poi alla cappella del collegio e solo infine alla basilica riempie il momento di trepida attesa e di certo non delusa. Il fiato si spezza entrando davanti all’immagine della Madonna tra gli apostoli Pietro e Paolo.
Un giovane sacerdote, seduto tra i primi banchi, notando l’emozione dei fedeli appena giunti, si avvicina loro e racconta la singolare storia di questa immagine.
Per proteggerla e nasconderla quando le truppe di Carlo VIII di Francia, nel 1494 entrarono a Roma, avendo questi il loro accampamento proprio davanti alla chiesa, fu deciso di ricoprirla con uno spesso strato di intonaco bianco. Per secoli, quindi, ci si dimenticò di essa ma un terremoto nel 1647 staccò l’intonaco e restituì l’immagine della Madonna al mondo.  
Questa è la storia di questo quadro, continua, ma non è quello che può accadere nelle vite di ognuno di noi? Si pensa che qualcosa è perso oppure lo si pone all’angolo del nostro cuore e lo si lascia lì per così tanto tempo da dimenticarsene. Fino a quando, un turbamento, un terremoto appunto arriva a riportarlo in luce e con esso la nostra stessa vita.  
Due file dietro al sacerdote è seduta una coppia. La moglie, al sentire il racconto della Madonna, si commuove. Pensa, afferma, alla storia del figlio Luca: aveva tre mesi quando lei ed il marito lo portarono a casa dopo l’adozione. Delle sue origini, della sua famiglia conoscevano qualche frammento ma nulla di più.
Luca cresce, studia, diventa un giovane e forte uomo. Amato dai genitori e dalla sorella adottiva. Lui sa che da qualche parte del mondo ha dei fratelli ma di loro nulla sa.
Una parte della sua vita è stata ricoperta dall’intonaco! Fino ai suoi trentasette anni quando un pomeriggio, un terremoto emotivo, riporta alla luce l’angolo in ombra del suo cuore. Una delle sorelle naturali lo sta cercando. In poco meno di due ore la luce entra con prepotenza in tutto il suo cuore. Non vi sono più zone d’ombre.
Ritrova tre sorelle naturali e un fratello. Accanto a sé ha due genitori che lo hanno amato e lo amano più di loro stessi. Che hanno sofferto, lo hanno nascosto e protetto dal dolore tanto quanto hanno potuto così come fecero al tempo i padri che ricoprirono l’immagine della Madonna ma che ora sono tra coloro i quali sono irradiati dalla luce che il cuore di loro figlio emana…

 di Anna Maria Tardiolo

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