UNA VITA DI SANTITÀ NELLA FORMAZIONE DEI GIOVANI TRINITARI

VITE TRINITARIE
SANTI NOSTRI
VENERABILE FELICE DELLA VERGINE - SAGGIO FORMATORE: Ancora oggi, gLI anziani che sono stati suoi Novizi lo ricordano e raccontano i ricordi del loro noviziato con LUI Maestro: Inculcava in modo speciale l’amore all’Ordine Trinitario.

Il Venerabile P. Fr. Felice della Vergine nacque a Rigoitia il 2 maggio 1902 in una fervente famiglia cristiana del Paese Vasco. I suoi genitori, Pietro Monasterio e Anastasia Ateca, ebbero dieci figli dei quali Felice era il quinto. Il 28 settembre 1915 fece il suo ingresso nel seminario trinitario di Algorta. Il 3 ottobre 1919 ricevette l’abito nel Santuario di Nostra Signora Bien Aparecida e, trascorso l’anno di noviziato, emise i suoi voti religiosi il 5 ottobre 1920. Ricevette l’Ordinazione Sacerdotale a Roma il 9 agosto 1925. Durante tutta la sua vita è stato un religioso trinitario esemplare, fedele alla Chiesa e alla tradizione e missione dell’Ordine Trinitario. Il suo transito avvenne nella Casa della Trinità di Algorta il 17 gennaio 1951. È stato dichiarato Venerabile da San Giovanni Paolo II, il 26 marzo 1994. Ora si attende un miracolo affinché possa essere dichiarato Beato. La tomba del Venerabile P. Fr. Felice della Vergine si trova nella chiesa della Santissima Trinità di Algorta.

♦ GENERAZIONI DI SANTI
Trattiamo qui della vita di un trinitario che appartiene ad una generazione di santi. Nel nostro Ordine, nelle origini ai tempi di San Giovanni de Matha, scopriamo una vera generazione di santi trinitari. Ai tempi della Riforma, con San Giovanni Battista della Concezione troviamo pure una generazione di santi trinitari. Il Venerabile Felice della Vergine appartiene alla generazione del Venerabile Giuseppe Di Donna, del Beato Domenico Iturrate e tanti altri dei quali si poteva iniziare la Causa di Beatificazione. In quei tempi si diceva che i religiosi trinitari erano pochi come numero, ma molti di loro erano santi. Dal tempo della Restaurazione dell’Ordine con Padre Antonio della Madre di Dio si sono rinforzate le radici del carisma di San Giovanni de Matha con diverse generazioni di santi trinitari, non ultimi i numerosi Beati martiri a causa della loro fede in Cristo.
Il Venerabile Felice della Vergine si è santificato nella vita quotidiana senza fare cose straordinarie, ma facendo in modo straordinario le cose ordinarie proprie della vita del religioso trinitario. Aveva sempre sognato, sin dalla più giovane età, di emulare, con le missioni e con l’impegno apostolico di frontiera, San Giovanni de Matha, San Giovanni Battista della Concezione e i redentori e missionari di ogni tempo. Quando studiava filosofia e teologia presso l’Università Gregoriana con altri trinitari italiani e spagnoli le loro conversazioni versavano su questi argomenti.

♦ cuore redentivo
Sentiva una attrazione particolare per la missione della Provincia di San Giovanni de Matha nel Benadir (Somalia) e scrisse del suo grande dispiacere quando nel 1924 i trinitari furono costretti ad abbandonare il Benadir. Poi, quando l’Ordine due anni dopo, nel 1926, si fece presente in Madagascar sognava di andarci anche lui. Era previsto che dopo l’Ordinazione Sacerdotale il Beato Domenico e il Venerabile Felice partissero per l’America Latina. I loro sogni missionari non si sono realizzati a causa della tubercolosi dell’uno e della malferma e fragile salute dell’altro. I testimoni nel Processo di Beatificazione sono unanimi nell’affermare che Padre Felice auspicava una sua guarigione “per poter essere missionario”. Questo desiderio lo manifestava con insistenza ai suoi Superiori. Per loro la missione veniva interpretata come opera di redenzione, un modo proprio del trinitario per spezzare le catene e vivere nella libertà dei figli di Dio Trinità.  

♦ segno indelebile
Con grande fervore si prodigava nella pastorale e le sue prediche arrivavano al cuore dei fedeli. Testimoniò un ardente amore per l’Eucaristia e per la Croce. È stato devotissimo della Vergine Maria e coinvolgeva gli altri religiosi e fedeli nell’amore alla Madonna.
Nel campo della formazione il Venerabile Felice della Vergine ha lasciato un segno indelebile. È stato un bravissimo Maestro dei Novizi. Ancora oggi, già anziani, quelli che sono stati suoi Novizi lo ricordano e raccontano come se fosse oggi i ricordi del loro noviziato con P. Felice come Maestro. Inculcava in modo del tutto speciale l’amore all’Ordine Trinitario. Cercava di entusiasmarli alla sequela di Gesù Redentore.

♦ trinità per la vita
Una delle caratteristiche che ha segnato, in modo del tutto speciale, tutta la vita del Venerabile è stata la sua consacrazione in onore e a gloria della Santissima Trinità. Raccontano i testimoni al Processo di Beatificazione e Canonizzazione che già da bambino mostrava una straordinaria devozione al mistero della Santissima Trinità. Lui stesso scrive, raccontando la sua vocazione, che a partire dal Seminario a Algorta ha cominciato a gustare la dolcezza della devozione alla Santissima Trinità. Passo a passo è andato inoltrandosi nell’intimità divina di questo Supremo Mistero. Dal momento della sua professione, si consegnò totalmente alla Santissima Trinità e si mise nelle mani di Dio, pienamente disponibile ai suoi designi.
Scrive a questo proposito: “Chi si consacra alla Santissima Trinità deve avere una vita, la più pura e santa che sia possibile. Deve dimenticarsi di sé stesso per non cercare altro che gli interessi di Cristo. Non deve cercare sé stesso, per procurare unicamente tutto quello che appartiene all’amore, gloria e onore di Dio Tre volte Santo. Non deve vivere per sé, ma solo per Lui”.  
Il Venerabile Felice della Vergine condivideva con San Giovanni Battista della Concezione l’aspirazione di “essere vaso scelto per portare il nome della Santissima Trinità ed il Suo stesso Volto”. Per lui erano contenuti esistenziali, e scrive: “La missione più sublime per il trinitario è quella di glorificare la Trinità”. “Sorgano dai nostri cuori e dalle nostre labbra ferventi inni di ringraziamento e di lode alla Beatissima Trinità in ogni tempo iniziando tutto nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo e rinnovando spesso in mezzo alle nostre azioni l’intenzione di orientarle e finirle in onore delle Tre Divine Persone”. invitato a predicare nel corso di una manifestazione, il parroco che lo aveva invitato, ammirato dall’unzione con la quale aveva fatto il segno della Croce all’inizio della predica, esclamò: “Questo Padre può scendere dal pulpito, perché già ha predicato il suo sermone”.

♦ IL SANTO TRISAGIO
Padre Felice della Vergine è stato un grande propagandista del Santo Trisagio. La vita nell’intimità divina del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo era un argomento molto frequente anche nelle sue prediche e “chiamava l’attenzione, l’entusiasmo, il fervore e l’unzione con cui ne parlava”. Lui sempre ha accarezzato il suo fermo proposito di portare per il mondo il nome della Santissima Trinità anche a mezzo della carta stampata e degli altri mezzi di comunicazione. Nella rivista “Il Santo Trisagio” ha pubblicato 68 articoli per diffondere la devozione alla Santissima Trinità. Perfino quando era gravemente ammalato consegnò alcuni scritti “con il desiderio che potessero essere pubblicati, con le correzioni pertinenti”.
Questo nostro fratello continua ad essere per tutti noi della famiglia trinitaria modello nel vivere il Carisma di San Giovanni de Matha e valido intercessore.

di Isidoro Murciego

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