PADRE GIOVANNI MARTIRE SAVINA - NUOVO MINISTRO DELLA PROVINCIA SAN GIOVANNI DE MATHA

IL CAPITOLO PROVINCIALE ELETTIVO NAPOLI 1 OTTOBRE 2019

L’ANNUNCIO DI PADRE GINO BUCCARELLO NUOVO MINISTRO GENERALE DELL’ORDINE:
Auguro a lui e alla Provincia un buon cammino nella fedeltà al carisma e nell’unità tra i religiosi

“Annuncio con gioia l’elezione del nuovo Ministro della Provincia San Giovanni de Matha, Padre Giovanni Martire Savina. Auguro a lui e alla Provincia un buon cammino nella fedeltà al carisma e nell’unità tra i religiosi”. È con questo messaggio, pubblicato sul suo profilo personale sulla notissima piattaforma social Facebook, che il Ministro Generale Padre Gino Buccarello ha annunciato con entusiasmo l’elezione di Padre Martire Giovanni Savina a Ministro Provinciale della Provincia di San Giovanni de Matha. Parroco sessantaseienne della parrocchia romana di Santa Maria delle Fornaci, Padre Savina succede proprio a Padre Gino Buccarello (eletto nuovo Ministro generale dell’Ordine a giugno, in occasione del Capitolo Generale dei Trinitari a Roma).
Proprio in virtù della elezione di Padre Buccarello, che ha lasciato vacante la carica di Ministro provinciale, e mancando più di un anno al successivo Capitolo, si è reso necessario - così come prevedono le Costituzioni - un capitolo straordinario, solo elettivo, che si è tenuto il 1° di ottobre.
Nel corso del Capitolo, oltre alla elezione del Ministro provinciale, è stato eletto un nuovo consigliere e vicario, Padre Giuseppe D’Agostino, che prende il posto di Padre Savina.
“Sono grato al Signore - le prime parole del nuovo Ministro provinciale - per aver scelto me, ultimo dei suoi figli, per un servizio così importante e impegnativo. Continuerò a svolgere la mia funzione di parroco alle Fornaci fino a quando sarà necessario. Ho chiesto aiuto, so che lo riceverò certamente, per poi dopo essere più libero per servire la mia Provincia”.
Interrogato sugli obiettivi del mandato, Padre Savina ha detto: “Sono sempre gli stessi. In primis la Gloria alla Trinità e la Liberazione degli Schiavi, che poi nel concreto si declinano in tante azioni quotidiane, dalla preghiera all’ascolto della Parola di Dio, passando per la vicinanza e il sostegno ai poveri, a coloro che incontriamo ai margini, nelle periferie esistenziali, agli schiavi di oggi, tra i quali anche coloro che soffrono a causa della loro fede”.
E poi - ha concluso - non può mancare lo sguardo al futuro. Occorrerà un impegno importante per la promozione vocazionale, un grave problema per l’Ordine e per la Chiesa in generale. Come diceva Giovanni Paolo II in romanesco ai sacerdoti ‘Damose da fà’: dobbiamo darci da fare, metterci in ascolto della gioventù, creare le condizioni perché i giovani possano seguire Cristo. L’Ordine Trinitario vuole risorgere: quando si pensa di aver raggiunto il punto più basso, il Signore suscita nuovi entusiasmi, e nuove adesioni. Partiamo da questa convinzione, dunque, per guardare con ottimismo al futuro”.

di Annalisa Nastrini

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