CHIESA DI SAN BERNARDO ALLE TERME

ROMA TRINITARIA
VIAGGIO TRA LE BELLEZZE DELLA CITTÀ ETERNA

Uno dei luoghi più visitati da chi si trova a passeggiare per le strade della città eterna è il sito delle Terme di Diocleziano.
Pochi sanno però che camminando tra questi antichi fasti sorge in corrispondenza di uno dei quattro torrioni angolari del muro perimetrale delle Terme di Diocleziano, la chiesa di San Bernardo.
Essa nasce, infatti, dall’adattamento di una delle aule circolari delle Terme e specificatamente in quella dedicata ai giochi con la palla. L’idea di questa trasformazione è imputabile a una donna, la contessa Caterina Sforza Cesarini, le cui spoglie riposano ancora in questo luogo, ed essendo ella devota a San Bernardo di Chiaravalle, dedicò a lui la chiesa.
La struttura è assai particolare: assomiglia al Pantheon essendo di forma circolare e prendendo luce soltanto dal lanternino posto in cima alla cupola.  Perciò è soprannominata la chiesa senza finestre.  
Quando si varca il portone però non ci sono punti oscuri. La luce che riflette sulle pareti bianche occupa tutto lo spazio esistente. La sensazione, così, di pace e di armonia pervade gli animi. Istintivamente si gira il capo in cerca di altri punti da dove penetri il sole, ma invano. Quasi non si riesce a concepire che da una piccola fessura, tutto sommato, possa giungere un bagliore così intenso. Nel contempo, volgendo lo sguardo verso una delle due pale d’altare, si comprende bene da dove derivi il calore dell’abbraccio che avvolge il fedele.
È la rappresentazione di San Bernardo in estasi abbracciato da Gesù Crocefisso. E non è forse proprio ciò che accade nella vita di un fedele quando ci lasciamo andare all’Amore del Padre? Non siamo anche noi senza finestre ma siamo pervasi da una luce che giunge anche fuori di noi stessi quando apriamo la porta del cuore al Padre? Non esiste persona che non abbia delle crepe.
La differenza è permettere a queste di emanare e ricevere luce. Quando venne costruita la lanterna originale della cupola fu realizzata con un peso eccessivo. La stabilità dell’intera struttura era compressa. Si decise di abbatterla e di costruirne una più piccola e leggera.
Anche noi rischiamo di crollare schiacciati da pesi eccessivi. Il più delle volte caricati da noi stessi: sovrastrutture che ci fanno sprofondare, paura di deludere chi ci sta intorno che ci fa caricare di pesi oltre le nostre misure.
Il coraggio di abbatterle, di seguire quanto ci viene suggerito dallo Spirito, di abbandonarci all’abbraccio di Cristo e quindi all’Amore del Padre ci rende più leggeri e in grado di resistere per secoli come la chiesa di San Bernardo. Venendo colpito dalla luce a tutte le ore del giorno l’oculo fungeva da meridiana.
Così anche noi possiamo fungere da riferimento per chi ancora non trova in se stesso la Luce…

 di Anna Maria Tardiolo

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