SAN LORENZO DE’ SPEZIALI IN MIRANDA

ROMA TRINITARIA
VIAGGIO TRA LE BELLEZZE DELLA CITTÀ ETERNA
S. Lorenzo in Miranda non fu sempre una chiesa cattolica. Essa è frutto di una trasformazione: da tempio eretto nel 141 d.C. per onorare la moglie appena morta dell’imperatore Antonino Pio, Faustina, e venti anni, dopo alla morte di questo, anche a lui, in chiesa

C’è un angolo dei Fori Romani dove da dietro dieci colonne di cipollino tutte di un solo blocco si cela la chiesa di S. Lorenzo de’ Speziali in Miranda.
La Via Sacra vi passava davanti. Per tutti i pellegrini che giungevano a Roma fin dall’VIII secolo essa divenne un punto di riferimento tanto da essere citata già nel 1050 nel Mirabilia Urbis, una guida suggerente gli itinerari di pellegrinaggio per i fedeli in visita alla Città Eterna. Oggi è, invece, poco conosciuta. Quasi sempre fuori dagli itinerari di pellegrinaggio. Poco apprezzata dalla moltitudine di persone che transitano ai suoi piedi e che le rivolgono per lo più uno sguardo sfuggente. Eppure tanto si cela dietro a quella facciata ora di tufo e quella porta posta alla fine di un’imponente scalinata.
S. Lorenzo in Miranda non fu sempre una chiesa cattolica. Essa è frutto di una trasformazione: da tempio eretto nel 141 d.C. per onorare la moglie appena morta dell’imperatore Antonino Pio, Faustina, e venti anni, dopo alla morte di questo, anche a lui, in chiesa. Un mutamento avvenuto probabilmente tra il VII e l’VIII secolo e ben visibile, comunque, ancora oggi. Osservare questa chiesa, la sua trasformazione, le sue ferite riportate sulla facciata, le fondamenta della sua storia, la sua attuale storia e volgere, poi, lo sguardo a noi, sembra indurre a riflessioni più profonde.
Potrebbe essere forse essa la rappresentazione in mattoni e materiali pregiati del rapporto dell’essere umano con la Fede, con Nostro Signore? Il tempio ha origine dall’amore di un marito verso la moglie. Un uomo attento alle tradizioni religiose senza mai perseguitare i culti non ufficiali. Contro i cristiani vietò che fossero ricercati: erano uccisi solo se denunciati come tali. Se si tiene conto del momento storico e culturale si potrebbe considerare un uomo quanto più di pace. Della costruzione del tempio si sa che esso era composto da una grande cella, una stanza contenente la statua della divinità, ove entrava il sacerdote. L’esterno era ricoperto di marmo e i buchi, le ferite, ancora oggi presenti rivelano il luogo dove erano collocate le grappe che servivano a fissare le lastre marmoree.
Tra il 1362 e il 1370 Urbano V autorizzò la rimozione di queste per l’abbellimento della basilica lateranense. Il tempio, ormai chiesa, contribuì quindi alla realizzazione della Basilica di Roma. Una parte in esso è persa per vivere di nuovo altrove e lì risplendere. Prima di questi fatti, durante il XI - XII secolo circa venne annesso alla chiesa un monastero. Esso serviva non solo per la gestione della chiesa stessa, ma, essendo meta di pellegrinaggio anche per l’accoglienza dei pellegrini e dei poveri.
Più tardi, nel 1430, Martino V, la cui raffigurazione è ancora visibile sopra il portale principale, concesse il complesso all’Università degli Speziali, i farmacisti, per gli incontri di preghiera e la loro crescita spirituale. Ancora oggi questa chiesa è di proprietà del Nobile Collegio Chimico Farmaceutico. Un’arciconfraternita creata dagli Speziali, farmacisti, che volevano dedicarsi a fare del bene a chi ne aveva più bisogno con le loro competenze. Ed è così che verrebbe da pensare che questa chiesa assomiglia un poco all’essere umano: nasce grezzo nelle sue intenzioni, in ciò che diventerà; cresce e si plasma; assume forma che contiene la più pregiata di tutte le sostanze poiché lui è tempio di Dio; si spoglia di sé per donarsi ad altri e le ferite ed i solchi del tempo che lo attraversano restano visibili a tutti ma egli continua a essere prezioso per sé e per gli altri, accogliente e qualche volta salvatore dei mali fisici perché è così che Dio Padre lo ha immaginato quando era ancora altro da sé.

 di Anna Maria Tardiolo

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