BASILICA DEI SANTI COSMA E DAMIANO

ROMA TRINITARIA
VIAGGIO TRA LE BELLEZZE DELLA CITTÀ ETERNA
Situata all’interno del Tempio della Pace, essa è frutto del riadattamento di due ambienti: un tempio romano e la biblioteca pacis donati a papa Felice IV nel 527 da Teodorico re degli Ostrogoti

Non lontano dalla chiesa di S. Lorenzo de’ Speziali in Miranda, sorge la basilica diaconale di antichissima memoria, dei Santi Cosma e Damiano.
Situata all’interno del Tempio della Pace, essa è frutto del riadattamento di due ambienti: un tempio romano e la biblioteca Pacis donati a Papa Felice IV nel 527 da Teodorico re degli Ostrogoti.
Il Papa decise di unire i due ambienti e di convertirne l’uso ad uno cristiano facendo di questo complesso il primo luogo di culto nell’area del Foro Romano. La basilica fu dedicata a due fratelli dell’Asia Minore medici e martiri del IV secolo, Cosma e Damiano.  In nome di Dio essi offrivano la loro assistenza e le loro cure a chiunque ne avesse bisogno.
Rifiutandosi di adorare dei pagani e offrire loro sacrifici vennero uccisi nel 303 in Egea. Successivamente le loro reliquie furono trasportate a Roma e ancora oggi conservate sotto l’altare inferiore della basilica. Sarà stata forse per la sua dedicazione, nel medioevo la basilica era uno dei punti di riferimento per l’accoglienza dei pellegrini e per l’assistenza ai poveri. Per la stessa ragione probabilmente fu posta sull’altare maggiore l’immagine della Madonna della Salute.
In merito a ciò, tuttavia, circola una leggenda che afferma che mentre Papa Gregorio Magno passava davanti alla chiesa, la Madonna si rivolse a lui chiedendogli come mai non la salutava come aveva abitudine a fare un tempo. Da allora, dice la leggenda, venne assegnato all’Immagine della Vergine il posto d’onore. Ed è a Ella che si rivolge per primo lo sguardo di ogni viandante che si trova a varcare l’uscio della basilica.
Poco dopo l’attenzione è catturata dalla bellezza e dalla perfetta conservazione dei mosaici dell’abside del 530 che raffigurano l’ingresso dei due santi tra i Beati. Il blu dello sfondo, l’immagine di Cristo che porta nella mano sinistra un rotolo e indica con la destra una stella, le nuvolette rosse e bluastre, gli apostoli raffigurati più in basso sotto forma di pecore, la cromia e la rappresentazione così espressiva da non aver bisogno di parole per comprenderla. La luce alle spalle del pellegrino accompagna il suo scrutare intorno. Lo segue. Lo illumina ma al contempo fuoriesce da egli stesso.
È la conoscenza che l’anima ha di Dio che lo allontana sempre più dall’ignoranza, dall’ipocrisia e dal poco coraggio necessario per saper dire no. Avranno avuto certamente paura i santi Cosma e Damiano quando furono minacciati di morte e poi fatti prigionieri e giustiziati. Erano umani, fragili. Sarebbe stata più facile la loro esistenza se si fossero voltati dall’altra parte anziché seguire quanto il Signore chiedeva loro di fare. Se avessero perseguito la miseria umana che da sempre ci accompagna e non avessero dato ascolto a chi chiedeva che venisse tesa loro una mano. Se non fossero stati guidati dall’esempio di Cristo. Invece, hanno saputo trovare il coraggio per dire no. Per essere forti nel camminare sulla strada del bene per gli altri. Perché il loro cuore fosse colmato e perché il loro esempio divenisse un modello per tutti quelli che ancora oggi tendono la mano pur sapendo che potrebbe esser morsa, per la sola Gloria di Dio.

 di Anna Maria Tardiolo

L'ULTIMO NUMERO

RUBRICHE
SERVIZI

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, a scopi pubblicitari e per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso Accetto