Monaca Trinitaria e Fondatrice nella città di Lima Una vita sui sentieri del Signore

VITE TRINITARIE
SANTI NOSTRI
Serva di Dio Madre Anna della Santissima Trinità 

Anna Martinez Robles, poi Monaca Trinitaria Madre Anna Maria della Santissima Trinità, nacque nel 1629. I suoi giovani genitori Andrea e Maria lasciarono Siviglia per l’America in cerca di fortuna e portarono con loro i figli, Francesco, di sei anni, e Anna, di quattro. Durante la traversata dell’Atlantico morì il padre. Maria con i figli arriverò a Lima dove sperimentò i dolorosi effetti di essere forestiera e bisognosa.
Mentre era combattuta da tanti timori, il Signore, sempre Provvidente, le venne incontro. Un giovane che guidava asini carichi di sacchi di grano chiese a Maria se volesse comprare quel grano. La donna, confusa e turbata, rispose che anche se anche avesse voluto comprarlo non avrebbe potuto per mancanza di denaro. Il giovane le rispose che questo non rappresentava un problema, e che anzi poteva portarsi tutto quel grano per poi farne del pane e venderlo. Con il ricavato avrebbe poi saldato il prezzo del grano. Molto contenta, la donna accettò, e, preso il grano, aprì un panificio. Era in grado di fare un pane buonissimo, ci racconta Madre Anna. Parte del pane che faceva lo inviava come elemosina per i poveri del carcere. Presto ebbe soldi a sufficienza per ripagare il debito, ma il giovane non tornò mai a recuperare il denaro, né si seppe mai chi fosse in realtà. Madre Anna era convinta che quel giovane fosse un inviato del Signore, e così scriverà a questo proposito alla fine della sua vita nel Monastero da lei fondato: “Il Signore ha presso il prezzo di quel grano prendendo questa sua serva con i suoi beni per i sentieri misteriosi che Lui ben conosce. Tutto sia per la sua maggior gloria”.

♦ le vie del Signore
Maria, madre della fondatrice, ormai riscattata dalla povertà, ringraziando sempre il Signore, si adoperò per trovare una strada per i suoi figli.  Il figlio maschio fu orientato al sacerdozio (fu un buon sacerdote), e la figlia verso il matrimonio.  Si sposò a 20 anni  con D. Luigi di Pacheco. Ebbero un figlio che morì appena nato. Poco dopo, morì pure il marito, restando vedova e molto giovane. Più tardi sposerà D. Diego de Bedia, un importante cavaliere della città di Lima. Da questo matrimonio nacque una figlia, Maria Nicoletta, che morì a soli 11 anni a causa del vaiolo. Quasi contemporaneamente morirono madre e marito, lasciandola vedova e con tanti mezzi economici.
A questo punto, sola e benestante, lei decise di offrire tutto al Signore, distaccandosi dalle ricchezze, e mettendosi alla ricerca dei beni celesti. Subito percepì il bisogno di una guida spirituale. La cercó e la trovó, abbandonandosi totalmente alla volontà di Dio. Tutto quanto era e possedeva, con la mediazione del Padre Spirituale, lo mise a disposizione per la maggior gloria di Dio.
Lo stile di vita esemplare di Anna e delle otto compagne del Beaterio
Guidate dai Padri Alonso Riero e Francesco Saverio de Ayllon, la Notte di Natale dell’anno 1671 Anna e le sue otto compagne iniziarono un nuovo stile di vita tipico dei Beateri dell’epoca, con l’intenzione di arrivare alla fondazione di un Monastero. A partire del 15 ottobre 1673 decisero di acquistare una casa più grande, dove ancora oggi è situato il Monastero delle Trinitarie di Lima. Questo passaggio fu celebrato in forma solenne con la partecipazione dell’Illustrissimo Fra Giovanni di Almoguera, Trinitario, nuovo Arcivescovo della Città. In poco più di nove anni divennero Beate. L’Arcivescovo Trinitario amava visitare questo Beaterio per l’edificante stile di vita che lì si praticava.

♦ monastero in perù
Mentre cercavano di fondare un nuovo Istituto con l’aiuto dei Padri Spirituali intervenne l’Arcivescovo di Lima, Fra Giovanni di Almoguera, consigliando di chiedere l’adesione alle Monache Trinitarie Scalze. Desiderava ardentemente una presenza dell’Ordine Trinitario nei regni del Perù. Ottennero il riconoscimento dal re Carlo II e dal Virre del Perù in data 15 novembre 1677 come Monastero Trinitario: “Ringraziamo vivamente le nostre venerabili Madri e Sorelle Trinitarie  Scalze dal Monastero di Madrid che ci hanno inviato la Regola e le Costituzioni”. Il nuovo arcivescovo D. Melchiorre di Linan e Cisneros concesse la giurisdizione ordinaria ecclesiastica. E chiese che fossero ammesse come monache novizie dell’Ordine della Santissima Trinità, Madre Anna e le sue compagne. Ricevettero l’Abito Trinitario la Madre Anna (il 22 maggio 1682) e le altre 11 Beate (il 23 maggio 1682).
Esse furono le colonne e le fondamenta sulle quali tutto si è edificato, a lode della Santissima Trinità. Queste sono le dodici stelle che coronano la testa e diedero avvio a questo Monastero. Papa Innocenzo XI, Terziario Trinitario, inviò il Breve di approvazione, con data 10 settembre 1681. Il 7 giugno 1683, finito l’anno di noviziato, fecero la loro Professione nelle mani dell’Arcivescovo di Lima. Il Signor Arcivescovo nominò la Fondatrice come Ministra perpetua.

♦ considerata santa
Madre Anna portò al Monastero un dipinto di Cristo Redentore. Una notte sognò il volto di Cristo, e la mattina successiva tentava con gran fatica di tenerlo a mente, così da poter riferire tutto ad un pittore e chiedergli di realizzarne un dipinto. Ma proprio quella stessa mattina bussò alla sua porta uno che voleva vendere un dipinto di Cristo. Quando lo vide, riconobbe subito che era quello che aveva visto nei sogni quella notte. Si trattava di un Cristo seduto, umiliato, coronato di spine e con una canna nelle mani. Lo acquistò subito. La sua umiltà la portò a rinunciare per diverse volte alla carica di Ministra della Comunità, ma le monache non accettarono mai la sua rinuncia. Si consolava nel vedere che nel Monastero, fino alla fine della sua vita, si manteneva fedelmente l’osservanza della Regola e delle Costituzioni Trinitarie. Poco prima di morire chiamò le monache e poi, una ad una, chiamandole per nome, le esortò all’esercizio delle virtù come trinitarie.
Clamore popolare alla sua morte
Morì sabato 30 settembre 1707, alle due del pomeriggio. La notizia causò grande commozione nella città di Lima. La gente in massa voleva vederla e venerarla. La Comunità di Sorelle Trinitarie soffrì moltissimo la morte della Madre, che era per loro un modello di perfezione religiosa alla quale aspiravano con zelo.
La gente che si accalcava nella Chiesa attraverso la grata del coro cercava di dare alle monache fiori, rosari, anelli, ecc, affinché li passassero sul corpo della Madre Serva di Dio. Le Cronache raccontano di un andirivieni continuo, che stremò le Monache.  Giunta l’ora della sepoltura, le religiose caricarono il corpo della Madre, sebbene poi furono aiutate dai sacerdoti. Ancora una volta i notabili della Città chiesero di avvicinarsi alla grata per vedere il volto di Madre Anna, e la gente s’inginocchiava per venerarla. Grazie alla grata le monache trinitarie si salvarono da una vera e propria invasione. Tutti desideravano e chiedevano delle reliquie, ma si dovettero accontentare di fiori, rosari e gioielli passati sul suo corpo.
Lo stesso Arcivescovo di Lima chiese di poter avere uno dei due Rosari che di solito usava Madre Anna.
Nelle Cronache del Monastero si racconta delle grazie speciali ottenute per la mediazione della Serva di Dio Madre Anna Maria della Santissima Trinità. Ancora oggi si percepisce in questo fervente Monastero, matrice di altri Monasteri Trinitari nell’America Latina, la presenza dello Spirito che ha guidato i passi della Fondatrice.
Il Monastero delle Trinitarie di Lima dai primi tempi della Fondazione ha collaborato con l’Ordine dei Religiosi nella Redenzione degli Schiavi Cristiani. Nel loro Archivio ci sono dei Registri dove si segnalano gli schiavi liberati con il loro apporto.

di Isidoro Murciego

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