[Bernalda] Narlaly: AL SERVIZIO DEI PRIGIONIERI DEL NOSTRO TEMPO

Forse non c’è festa più grande in una famiglia, di quella che si fa quando a casa torna il figlio o il padre.
Si respira un clima di attesa, di pre­parativi e si gioisce immediatamente appena arriva il tuo parente più pros­simo, lontano da casa per mille moti­vi: lavoro, responsabilità, a volte una malattia, un impedimento.

Si fa festa.

Così è stato nell’Istituto di Venosa e nella Domus di Bernalda.

È ritornato a farci visita il ministro generale, Padre Josè Narlaly, accom­pagnato da Padre Isidoro Murciego. L’Ordine dei Padri Trinitari è una grande-piccola famiglia (la Famiglia Trinitaria) diffusa in tutto il mondo, contagiati dallo spirito di Giovanni de Matha (1154-1213), il suo fondatore, che volle rendere lode e gloria alla SS. Trinità e impegnare tutti i confratelli a liberare i prigionieri dalle catene della schiavitù.

La visita del Ministro Generale, non è stata una visita canonica, una visita di dovere, una visita, diremmo noi oggi, con fare manageriale-buro­cratico, ispettiva.

No. La visita è stata un ritrovarsi e un convenire per condividere innan­zitutto tra confratelli, ma anche con Ragazzi, Ospiti e operatori le fatiche, le attese, le gioie, le speranze di ogni giorno. Un mettersi accanto al cammi­no lento, a volte faticoso, di un’intera Comunità, chiamata a servire i “pri­gionieri” del nostro tempo, gli ultimi dei nostri giorni, quelli che papa Fran­cesco chiama “gli scarti”.

Una Comunità che vive la comu­nione nella sua quotidianità, nel suo cammino ordinario.

Non è la prima volta, per Padre Narlaly, nè Venosa, nè Bernalda.

Egli, qui è come di casa. Sempre presente, a seguire il cammino della Comunità, a sostenere i suoi progres­si, le opere realizzate dall’impegno e dalla creatività di padre Angelo Ci­pollone.

Questa volta, il Ministro Generale, ha voluto incontrare anche il sinda­co di Venosa, Tommaso Gammone. Ha ringraziato l’Ordine della Trinità dell’attiva presenza ormai lungamen­te consolidata in città e per l’efficacia dell’azione di solidarietà e di assisten­za rivolta a fasce di disabili particolar­mente bisognosi di un territorio sem­pre più vasto.

Non va dimenticato che nella so­lennità accogliente e nel silenzio della Domus di Bernalda sono stati tenuti due Capitoli Provinciali, l’ultimo il Capitolo dell’unificazione delle Pro­vince italiane.

Sono solo in tre i trinitari della co­munità Venosa-Bernalda: con Padre Angelo Cipollone, Padre Pasquale Njara e il diacono frà Donato Aceto. Confratelli che lavorano per l’Istitu­to, per la Basilica della Trinità e per la Parrocchia dell’Immacolata di Venosa e per la Domus di Bernalda.

Una grande, viva e articolata realtà pastorale.

Realtà grandi ed impegnative, chiamate a lasciare il segno non solo in prestazioni socio-sanitarie di eccel­lenza, ma soprattutto a dare il senso di un servizio fatto per amore e con amore.

Diversi i momenti toccanti e signi­ficativi vissuti dal Ministro Generale in parrocchia: il saluto personale ai singoli fedeli, la domenica, a conclu­sione della liturgia eucaristica, una carezza ai piccoli presenti. L’incon­tro con gli operatori. Un grazie per la condivisione, un grazie per l’impegno alla testimonianza.

Nella Domus, oltre ai Ragazzi e ai nonnini, salutati tutti personalmente, oltre alla festa di compleanno della signora Carmela, vissuta con grande gioia, l’incontro più significativo è sta­to certamente quello con la comunità dei Padri anziani (Padre Orlando, Pa­dre Arsenio e Padre Italo) qui ormai da oltre un anno. Sono parte integran­te dell’intera struttura. Una piccola comunità nella comunità. Vivono la loro paternità in comunione fra loro e con tutti gli ospiti della Domus.

“Siamo particolarmente contenti di questa visita del Ministro Padre Nar­lalj”. Ha detto Padre Angelo. “Siamo stati confermati nella nostra azione e nel nostro servizio. Ci ha rincuorati ed invitato a proseguire con impegno nel nostro operato a favore dei più debo­li”.

“Mi porto, sia da Venosa che da Bernalda, un segno di testimonianza viva della nostra missione trinitaria, vissuta e applicata in una molteplicità di iniziative ben organizzate. Sosten­go con la preghiera le vostre attività e il vostro servizio ai fratelli più biso­gnosi”.

Così ha salutato tutti Padre Josè Narlaly.

di Franco Deramo, papà di Salvatore

L'ULTIMO NUMERO

RUBRICHE
SERVIZI

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, a scopi pubblicitari e per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso Accetto