Salute dentale e disabilità intellettiva

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La salute dentale tra le persone con disabilità intellettiva spesso è critica e ciò per diversi fattori tra cui: basse aspettative, paura del trattamento e scarsa consapevolezza dei problemi da parte degli operatori socio-sanitari. Ne abbiamo parlato con il dott. Saverio Pescuma, odontoiatra presso il Centro di riabilitazione dei Padri Trinitari di Veno­sa, dove da oltre vent’anni svolge attività preventiva e curativa odontoiatrica. Un servizio fortemente voluto dal Direttore Padre Angelo Cipollone che è garantito a tutti gli ospiti del Centro.

Quanto è importante la cura odontoiatrica nella Disabilità Intellettiva e quali proble­matiche la caratterizzano?

La promozione della salute orale e la preven­zione delle patologie a carico della bocca delle persone con disabilità, devono rientrare nel più ampio percorso di promozione e manteni­mento della salute generale, così come avviene per il resto della popolazione. Le problemati­che del paziente con disabilità intellettiva in cura odontoiatrica sono molteplici. L’elemento principale è costituito dalle difficoltà connesse con la compromissione intellettiva, neuromu­scolare o sensoriale (patologia base), eventual­mente complicate da patologie cardiovascola­ri, respiratorie e metaboliche associate. Gli ostacoli principali sono l’effetto alone, cioè la scarsa attenzione sia nei confronti della prevenzione e della salute orale in generale, sia l’esclusiva importanza data alla patolo­gia di base che rende addirittura, in alcuni casi, trascurabili le varie forme di patologia odontoiatrica che vengono così considerate poco importanti o addirittura trascurabili. Un altro elemento comune è la scarsa capacità di collaborazione e/o l’incapacità di mantenerla per tutto il tempo necessario alle cure.

Come si può ovviare a tutte queste proble­matiche?

Queste persone sono spesso incapaci di espri­mere a parole il proprio problema ed è molto importante “interpretare” alcuni campanelli di allarme, come ad esempio la perdita di appetito, o l’irritabilità, o forme di autolesio­nismo. Naturalmente diventa fondamentale che tutti gli operatori con cui il paziente si re­laziona, individuino questi cambiamenti e al­lertino l’odontoiatra. Proprio perché è difficile comprendere questi problemi, soprattutto nei soggetti con ritardo mentale grave, il contatto regolare col servizio odontoiatrico ci consente di monitorare la situazione e consente alla persona con disabilità di familiarizzare con lo staff e l’ambiente, costruendo quelle condizio­ni “di relazione” necessarie alla gestione della cura. L’approccio, infine, deve essere corretto. Nella nostra esperienza comunitaria abbiamo potuto constatare che è fondamentale prima di effettuare la cura sulla poltrona e che sicuramente può richiedere anche più sedute , coinvolgere tutto il personale dell’ambulatorio e dell’ambiente in cui vive la persona. Ciò riveste una importanza prioritaria e tale da condizionare non solo il risultato della cura ma persino la possibilità di poterla iniziare.

Sul fronte della prevenzione cosa viene fatto?

Sistematicamente promuoviamo programmi di istruzione e interventi comportamentali al fine di garantire che adeguate abitudini alimentari e corrette pratiche di igiene orale diventino parte integrante della vita quoti­diana delle persone con disabilità intellettiva. In questo gli educatori svolgono un ruolo estremamente importante perché favoriscono l’acquisizione di comportamenti corretti attra­verso la sollecitazione quotidiana all’uso dello spazzolino e di tutte le azioni di prevenzione nei vari momenti della giornata.

 
di Claudio Ciavatta

 

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