Un giorno, a New York, Oliver Sacks partecipa all’incontro organizzato da un batterista con una trentina di persone affette dalla sindrome di Tourette: “Tutti, in quella stanza, sembravano in balia dei loro tic: tic ciascuno con il suo tempo. Vedevo i tic erompere e diffondersi per contagio”. Poi il batterista inizia a suonare, e tutti in cerchio lo seguono con i loro tamburi: come per incanto i tic scompaiono, e il gruppo si fonde in una perfetta sincronia ritmica. Questo è uno stupefacente esempio della potenza della musica. Da sempre si sperimentano in ambito terapeutico modalità di applicazione attraverso cui una persona, grazie alla musica, apre canali emotivi, di pensiero e di comportamento che aiutano a capire meglio sé e gli altri, ad armonizzare e a modulare i propri modi di essere, a scoprire nuove forme di interazione. Ne abbiamo parlato con Donato Elefante, educatore e musicoterapista presso il Centro di riabilitazione dei Padri Trinitari di Venosa.

 Cos’è la musicoterapia?
La Musicoterapia è una disciplina che utilizza il suono, la musica e il movimento per provocare effetti “regressivi”, cioè riesce ad aprire canali di comunicazione con l’obbiettivo di attivare il processo di socializzazione e migliorare la qualità della vita. Si tratta di una modalità di approccio alla persona che utilizza la musica o il suono come strumento di comunicazione non-verbale, per intervenire a livello educativo, riabilitativo o terapeutico, in una varietà di condizioni patologiche e parafisiologiche. La World Federation of Music Therapy (Federazione Mondiale di Musicoterapia) ha dato nel 1996 la seguente definizione: “La musicoterapia è l’uso della musica e/o degli elementi musicali (suono, ritmo, melodia e armonia) da parte di un Musicoterapeuta qualificato, con un utente o un gruppo, in un processo atto a facilitare e favorire la comunicazione, la relazione, l’apprendimento, la motricità, l’espressione, l’organizzazione e altri rilevanti obiettivi terapeutici al fine di soddisfare le necessità fisiche, emozionali, mentali, sociali e cognitive.

Chi è il musicoterapista?
Il Musicoterapista non deve essere uno psicologo, un medico, né un vero e proprio musicista. La formazione comprende quattro settori: medico, con la conoscenza di fondamenti di anatomia, fisiologia, neurologia e neuropatologia; psicologico, psicopatologia e nozioni di psicoterapia, filosofia e psicologia dell’apprendimento; settore musicale; musicoterapia in geriatria. Un problema chiave della Musicoterapia è rappresentato dai nodi regressivi inconsci che tendono a manifestarsi con forza. La formazione si incentra anche sulla scoperta del proprio Iso (Identità Sonora) cioè la caratteristica sonora che permette di chiarire il proprio pensiero non verbale e quello del paziente. Tra le tecniche e le specializzazioni troviamo lo psicodramma, la psicodanza, l’espressione corporea, la psicomotricità e altre tecniche non verbali, rilassamento ecc. Insomma tutte queste tecniche si completano e concorrono per il beneficio del paziente anche se la cosa fondamentale è saper osservare ed ascoltare la persona che abbiamo di fronte.

Parliamo della “Banda senza problemi”?
Nel nostro centro, da circa dieci anni, utilizzando la musica come mezzo ricreativoriabilitativo è nato un vero e proprio gruppo bandistico, che coinvolge anche musicisti esterni oltre che operatori. Partendo proprio da un’idea del nostro Direttore, Padre Angelo Cipollone, in occasione di un concerto natalizio tenutosi da un complesso bandistico di Venosa presso il nostro Istituto. Da quel momento abbiamo promosso con i nostri ragazzi un percorso riabilitativo, sull’ascolto e sull’utilizzo degli strumenti, e, anche se con molta fatica, siamo riusciti a creare una Banda. Anche il nome che gli abbiamo dato è molto significativo e simpatico: “Banda senza problemi”. Da allora partecipiamo a manifestazioni musicali e non solo, riscuotendo sempre molto successo, e tutto questo grazie all’impegno dei ragazzi aderenti al progetto. Padre Angelo è sempre molto attento. Ci mette a disposizione risorse e formazione necessaria. Proprio in questi mesi sto concludendo il biennio di specializzazione in Musicoterapia presso il Conservatorio di Matera. Questa esperienza è straordinaria. Portiamo la nostra allegria in giro per le piazze, non solo della nostra città, e questo ci rende molto orgogliosi ma soprattutto consente ai nostri ragazzi di partecipare ad un progetto per loro molto importante.

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