Il Giubileo delle persone con disabilità

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Si è già celebrata la XXIV Giornata Mondia­le del Malato. Il tema proposto dal Santo Padre è stato “Affidarsi a Gesù misericor­dioso come Maria: ‘Qualsiasi cosa vi dica, fatela’ (Gv 2,5)”. E significative sono state le sue parole sulla malattia: “La malattia, soprat­tutto quella grave, mette sempre in crisi l’esi­stenza umana e porta con sé interrogativi che scavano in profondità. Il primo momento può essere a volte di ribellione: perché è capitato proprio a me? Ci si potrebbe sentire disperati, pensare che tutto è perduto, che ormai niente ha più senso [...]. In queste situazioni, la fede in Dio è, da una parte, messa alla prova, ma nello stesso tempo rivela tutta la sua potenzia­lità positiva. Non perché la fede faccia sparire la malattia, il dolore, o le domande che ne derivano; ma perché offre una chiave con cui possiamo scoprire il senso più profondo di ciò che stiamo vivendo; una chiave che ci aiuta a vedere come la malattia può essere la via per arrivare ad una più stretta vicinanza con Gesù, che cammina al nostro fianco, caricato della Croce. E questa chiave ce la consegna la Madre, Maria, esperta di questa via”. Come preparaci al “Giubileo degli Ammalati e delle Persone con Disabilità”? Lo abbiamo chiesto a Padre Francesco Prontera, Trinitario, vicediret­tore dei Centri di riabilitazione di Venosa (Pz) e Bernalda (Mt) e, attualmente, operativo pres­so il Centro di riabilitazione di Medea (Go).

Il Giubileo è un evento fondamentale nella vita di un Cristiano, cosa significa?

Possiamo cogliere il senso profondo del Giubileo della Misericordia attraverso le parole del Santo Padre: “Il messaggio biblico è molto chiaro: aprirsi con coraggio alla condivisione, e questo è mise­ricordia! E se noi vogliamo misericordia da Dio incominciamo a farla noi. È questo: incominciamo a farla noi tra concittadini, tra famiglie, tra popoli, tra continenti. Contribuire a realizzare una terra senza poveri vuol dire costruire società senza discriminazioni, basate sulla solidarietà che porta a condividere quanto si possiede, in una ripartizione delle risorse fondata sulla fratellanza e sulla giusti­zia”. Il Giubileo della Misericordia, indetto da Papa Francesco, può essere vissuto intensamente in di­versi luoghi grazie alla possibilità di aprire le Porte della Misericordia in ogni diocesi. Queste porte, analoghe alle Porte Sante delle Basiliche papali in Roma, consentiranno di compiere il pellegrinaggio giubilare anche a chi non può raggiungere Roma. Ad esempio, presso il bellissimo Santuario della SS. Trinità di Venosa, di cui Padre Angelo è Rettore, nella Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa.

Il “Giubileo degli Ammalati e delle Persone con Disabilità” si svolgerà a Roma, nei giorni 10-12 Giugno 2016. Qual è il senso?

Tutti sperimentiamo la fragilità. Direttamente o indirettamente, prima o poi, siamo chiamati a confrontarci con essa. Dedicare una particolare attenzione non solo agli ammalati e alle persone con disabilità, ma anche alle famiglie coinvolte, agli operatori, ai responsabili dei servizi di assistenza è assolutamente necessario. “Il dolore e la malattia - ci ricorda il Santo Padre - fanno parte del mistero dell’uomo sulla terra. Certo, è giusto lottare contro la malattia, perché la salute è un dono di Dio. Ma è importante anche saper leggere il disegno di Dio quando la sofferenza bussa alla nostra porta. La “chiave” di tale lettura è costituita dalla Croce di Cristo. Il Verbo incarnato si è fatto incontro alla nostra debolezza assumendola su di sé nel mistero della Croce. Da allora ogni sofferenza ha acquistato una possibilità di senso, che la rende singolarmente preziosa. Da duemila anni, dal giorno della Pas­sione, la Croce brilla come somma manifestazione dell’amore che Iddio ha per noi. Chi sa accoglierla nella sua vita sperimenta come il dolore, illuminato dalla fede, diventi fonte di speranza e di salvezza”.

Come possiamo prepararci a questo appunta­mento?

Sicuramente attraverso la condivisione. In ogni parrocchia in questi mesi si stanno programmando iniziative, non solo per prepararsi spiritualmente, ma anche per affrontare possibili problemi logistici e poter partecipare attivamente. Sul piano dell’acco­glienza, per chi volesse necessariamente compiere il pellegrinaggio recandosi per l’Anno Santo straor­dinario a Roma, ci sono tante organizzazioni che possono essere d’aiuto; ad esempio l’Unitalsi, attiva anche con numero verde gratuito (800.062.026). Concludo richiamando nuovamente il Santo Padre: “Cristo sia la Porta per voi, cari ammalati chiamati in questo momento a sostenere una croce più pesan­te. Cristo sia anche la Porta per voi, cari accompa­gnatori, che vi prendete cura di loro. Come il buon Samaritano, ogni credente deve offrire amore a chi vive nella sofferenza. Non è consentito “passare ol­tre” di fronte a chi è provato dalla malattia. Occorre piuttosto fermarsi, chinarsi sulla sua infermità e condividerla generosamente, alleviandone i pesi e le difficoltà”.

 di Claudio Ciavatta

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