Medicina di genere: la salute al femminile

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L’11 giugno 2015, con atto formale del Pre­sidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, veniva indetta per il giorno 22 aprile di ogni anno, la “Giornata nazionale dedicata alla salute della donna”. Un atto non solo simbolico, orientato a sensibilizzare e a focalizzare l’attenzione sul tema della salute dell’universo femminile, interessando tutte le età della vita, dalla nascita alla senescenza.

Il 22 aprile, coincidente con la data di nascita del premio Nobel, Professoressa Rita Levi Montalcini, è una giornata importante: le Na­zioni Unite, dal 1970, celebrano l’Earth Day, ogni anno, un mese e due giorni dopo l’equi­nozio di primavera, per sottolineare la neces­sità della conservazione delle risorse naturali della Terra. Non sarà un caso. Ma perché si discute sempre più di medicina di genere. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Francesca Merzagora, Presidente dell’Osservatorio na­zionale sulla salute della donna (Onda).

Presidente Merzagora, perché parlare di “Salute della donna”? E cos’è l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna?

Onda è l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna, costituito a Milano nel 2005 per volere di alcuni professionisti già impegnati a vario titolo in attività inerenti la salute femminile (www.ondaosservatorio.it). L’Osservatorio ha raccolto nel tempo l’adesione di diverse personalità di spicco del mondo medico-scientifico ed accademico, che offrono a tutt’oggi il loro contributo professionale nel Consiglio Direttivo, nel Comitato d’Onore, nell’Advisory Board Bollini Rosa e nel Comitato Tecnico-Scientifico. Onda si propone come modello innovativo di attenzione alla salute femminile, declinando il proprio impegno nelle diverse fasi che caratterizzano la vita della donna, in tutte le fasce di età. L’obiettivo di Onda è promuovere una cultura della salute di genere a livello istituzionale, sanitario-assistenziale, scientifico-accademico e sociale per garantire alle donne il diritto alla salute secondo principi di equità e pari opportunità. Molti studi dimostrano infatti che ancora oggi le donne sono penalizzate nella tutela della loro salute, no­nostante da diversi anni si sia compresa l’influenza che le differenze di genere (maschile/femminile) esercitano sullo stato psico-fisico, sull’insorgenza e sullo sviluppo delle malattie e sulla risposta alle terapie farmacologiche.

Sul sito segnalato, vediamo numerose inizia­tive: “Depressione post partum”, “Sballati di Salute” ecc. Tra questi, il Programma Bollini Rosa. Può illustrarci di cosa si tratta?

Le donne sono le maggiori utilizzatrici del Siste­ma Sanitario Nazionale, vivono più a lungo degli uomini, ma si ammalano di più e consumano più farmaci. Segnalare ospedali che siano all’avan­guardia nella prevenzione e nella cura di patologie femminili, ma anche accoglienti e umani per la paziente, costituisce un elemento importante nella scelta consapevole del luogo di cura. Per questo dal 2007 Onda promuove i Bollini Rosa, iniziativa pa­trocinata pressoché da tutte le Società scientifiche, con l’obiettivo di individuare, collegare e premiare le strutture che offrono servizi dedicati alla pre­venzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili. Ad oggi sono 248 gli ospedali premiati in tutta Italia. La candidatura al Bando è aperta a tutti gli ospedali accreditati al SSN. I criteri e le va­riabili di valutazione indicati nel Bando sono da un lato, la presenza di specialità cliniche di interesse per la popolazione femminile (diabetologia, dieto­logia e nutrizione clinica, endocrinologia, gineco­logia e ostetricia, cardiovascolare, medicina della riproduzione, neonatologia, neurologia, oncologia, psichiatria, reumatologia, senologia e violenza sulla donna) e dall’altro, l’appropriatezza del percorso diagnostico terapeutico per ciascuna specialità con­siderata. Sono poi oggetto di attenzione e valutazio­ne i servizi dedicati all’accoglienza della paziente, mirati a soddisfare esigenze specifiche dell’utenza femminile. L’esistenza di questo Network di ospeda­li consente alle donne di poter scegliere la struttura a cui rivolgersi utilizzando le informazioni su più di 100 servizi erogati nelle specialità considerate dal Programma, rintracciabili in un database onli­ne degli ospedali con i Bollini Rosa. Il sito dedicato www.bollinirosa.it consente alle donne di orientarsi nella scelta del luogo di cura ed esprimere un parere in base all’esperienza vissuta, ma anche leggere i commenti di altre utenti.

Cosa avete fatto in occasione della Giornata sulla salute della donna lo scorso 22 aprile?

Quest’anno per celebrare il 22 aprile la prima Giornata nazionale dedicata alla salute della donna, istituita dal Ministro Lorenzin, Onda ha organiz­zato un (H)Open Week dal 22 al 28 aprile durante il quale gli ospedali con i Bollini Rosa hanno aperto le porte alla popolazione offrendo visite e consulti clinici, diagnostici e informativi gratuiti. L’obiettivo dell’iniziativa è avvicinare le donne alle cure sensi­bilizzandole sulle patologie che hanno un maggiore impatto. Gli oltre 1.000 servizi gratuiti, offerti da 181 ospedali Bollini Rosa, sono consultabili nell’a­rea dedicata sul sito www.bollinirosa.it. Le aree specialistiche coinvolte sono: diabetologia, dietologia e nutrizione, endocrinologia, ginecologia e ostetri­cia, malattie cardiovascolari, malattie metaboliche dell’osso, neurologia, oncologia, reumatologia, seno­logia e sostegno alle donne vittime di violenza.

 di Claudio Ciavatta

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