IL NUOVO DIRETTORE SANITARIO DELL’ISTITUTO DI VENOSA

Dal primo luglio, la direzione sa­nitaria dei servizi erogati dai Padri Trinitari presso il Centro di Venosa è stata affidata al dott. Luigi Ciani.

Neuropsichiatra, criminologo clinico, neuropsichiatra infantile e psicotera­peuta sistemico relazionale e familia­re, Ciani vanta una lunghissima espe­rienza. In passato ha ricoperto diversi ruoli di direzione: dell’Ospedale psi­chiatrico a Foggia, del Centro di salu­te mentale e del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura e del Dipartimento misto di salute mentale Asl Foggia . Università degli Studi di Foggia. Con il nuovo direttore abbiamo affrontato alcune delle tematiche relative alla cura, assistenza e riabilitazione delle persone con disabilità intellettiva.

In questa occasione, approfittiamo, operatori e ragazzi, per ringraziare il dottor Michele Germano, precedente Direttore sanitario, per la sua lunga e ottima collaborazione.

Qual è lo stato dell’arte nella cura delle persone con disabilità intel­lettiva?
Negli ultimi decenni abbiamo assisti­to, e per certi versi ne siamo stati an­che attori, a due processi, il primo dei quali è stato quello della prevenzione.
Nel passato il ritardo mentale, i di­sturbi del linguaggio, i gravi quadri di tetraparesi, le problematiche succes­sive relazionali e di apprendimento per lo più derivavano da quello che in un primo momento veniva classifi­cato come danno da paralisi cerebrali infantili, poi denominato danno ence­falico precoce. Oggi tutto ciò fa par­te di un lontano passato in quanto la prevenzione, che inizia già durante la gravidanza, esercita un ruolo essen­ziale nel limitare l’insorgenza di molte patologie. Il secondo elemento che ha giocato un ruolo positivo è stato la organizzazione e la istituzione dei Centri di riabilitazione a livello territo­riale e l’apporto della Legge 104, gra­zie alla quale si è avuto l’inserimento dei bambini e ragazzi in situazioni di handicap nelle scuole “normali”, con il sostegno a tipo continuativo di Equipe riabilitativa.

Quali sono le difficoltà che più fre­quentemente si evidenziano?
Esiste, malgrado questi elementi po­sitivi, ancora un’area grigia. In par­ticolare, dopo la fase della scuola elementare e della scuola media, ci si trova in difficoltà per la mancanza di servizi adeguati. Mancano ancora idonei servizi di pre-orientamento e orientamento al lavoro per garantire ad ognuno la possibilità di potersi sag­giare in attività diverse in quanto non tutti siamo nati per professioni forte­mente intellettualizzate: la società ha bisogno, per sopravvivere, di donne e uomini preparati per mansioni e fun­zioni anche molto diverse tra di loro ma che si collegano in un continuum operativo e sociale. Gli operatori, che tanto hanno dato a livello riabilitativo e di inserimento, molte volte restano frustrati nel verificare che tanto lavoro è sembrato essere quasi inutile. In ve­rità resta aperto il problema inerente il ritardo mentale complicato che pur esiste e continua a sussistere anche dopo lunghi anni di progetti riabilitativi individualizzati e personalizzati. Molte sono le persone che hanno bisogno di trattamento semiresidenziale o re­sidenziale in quanto affette da gravi patologie organiche e relazionali. Pro­prio in queste situazioni è opportuno avere a disposizione strutture che sappiano portare avanti interventi di tipo globale e multidirezionale, aperte e attive con il territorio e specialmente con le famiglie, chiamate ad eserci­tare il proprio ruolo affettivo, emozio­nale e rassicurante. Nessuno deve sentirsi abbandonato: ognuno ha bi­sogno di essere e sentirsi soggetto e oggetto d’amore; è questo, e resta questo, il filo conduttore del vivere umano, di tutti noi uomini, creature di Dio. E l’esperienza dei Padri Trinitari di Venosa, da cinquant’anni, è proprio quella di una grande famiglia, allarga­ta, dove le emozioni possono circola­re ed essere vissute. I Padri Trinitari hanno saputo coniugare l’intervento psicopedagogico con quello riabilitati­vo sullo sfondo di quella grande uma­nità e santa apertura che proviene da lontano, ossia dal Fondatore, ma che ha gradatamente pervaso tutto il per­sonale, che è capace di “toccare”, ac­compagnare, accarezzare proprio chi ha bisogno di una “carezza” giornalie­ra e uno “sguardo” amoroso.

di Claudio Ciavatta
PAGINA A CURA DEL CENTRO DI RIABILITAZIONE DEI PADRI TRINITARI DI VENOSA

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