I DISORDINI DI ALIMENTAZIONE E DEGLUTIZIONE IN ETÀ PEDIATRICA

Respirare, sentire, succhiare, masticare, deglutire, fonare e articolare. Queste funzioni sono tante e tutte connesse tra di loro. Non solo perché sostenute in par­te dalla stessa anatomia, ma anche per la stretta relazione che tra esse è presente a livello funzionale: all’una è legata la corretta e salutare funzio­ne dell’altra. Ne abbiamo parlato con dott.ssa Antonella Cerchiari, logope­dista deglutologa presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, e la dott. ssa Pasqua Mele, neuropsichiatra in­fantile del nostro Centro di riabilitazio­ne “A. Quarto di Palo” di Andria.

Dott.ssa Cerchiari, cosa si intende per disordini di alimentazione e di deglutizione in età pediatrica?

I disordini di alimentazione e i distur­bi di deglutizione in età pediatrica si presentano nei bambini con sindro­mi genetiche, disordini neurologici, chirurgici e gastrici. Sono frequenti e si inseriscono in quadri clinici mol­to complessi: generalmente sono il risultato dell’interazione di fattori di origine diversa dipendenti dallo stato di salute, dalla condizione neurologi­ca, dalla situazione anatomica, dallo stato di sviluppo delle funzioni e del comportamento del bambino. I sinto­mi che si riscontrano sono tosse, conati di vomito, vomito, soffocamento, affaticamento, calo di peso, assenza di crescita, rifiuto di alimentazione. Tutte queste funzioni in età pediatrica sono in evoluzione ed è importante che tale sviluppo non trovi ostacoli sul proprio cammino.

Quali sono le implicazioni riabilita­tive?

Un buon intervento riabilitativo deve essere precoce affinché possa recu­perare funzioni e abilità in tempi utili per avvicinarsi il più possibile alle nor­mali tappe di sviluppo; deve suppor­tare e mantenere lo stato di salute del bambino, deve avere obiettivi concre­ti e sapere i risultati che può ottenere.

I bambini che si avvicinano a questo tipo di riabilitazione hanno un età me­dia compresa tra i 4 e i 12 anni. Riabi­litare le loro funzioni vuol dire produr­re in loro dei cambiamenti importanti non solo a livello anatomo-funzionale, ma anche di abitudini di vita quotidia­na ormai strutturate e radicate. L’ap­proccio deve essere ricco di stimoli nuovi e di motivazione, solo in que­sto modo il bambino potrà portare a termine con successo un trattamento riabilitativo.

Dott.ssa Mele, ad Andria si è svolto recentemente proprio un corso di formazione che ha visto coinvolta la dott.ssa Cerchiari...

L’evento è stato fortemente voluto dalle nostre terapiste le quali, ogni giorno, vengono a contatto con que­ste problematiche. Le tematiche teo­riche affrontate sono state di grande interesse anche per le capacità rela­zionali e di interazione della docente. E ancora più interessante è risultata la parte pratica che ha visto coinvolti due nostri pazienti. Il gradimento si è evidenziato nei momenti di discussio­ne quando sono stati posti quesiti che hanno sottolineato un chiaro interes­se e un autentico desiderio di cono­scenza da parte dell’auditorio.

Sabato sera salutandoci abbiamo condiviso la possibilità di instaurare un rapporto di collaborazione, con l’in­vio dei nostri assistiti presso la sede in cui la dottoressa opera, e un futuro evento Ecm durante il quale sarà dato più ampio spazio alla clinica.

di Claudio Ciavatta
PAGINA A CURA DEL CENTRO DI RIABILITAZIONE DEI PADRI TRINITARI DI VENOSA

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