Pet therapy: importanza degli animali e non solo per la compagnia

Sempre più spesso si parla di Interventi assistiti con gli animali (Iaa). Non solo il cavallo, il cane, ma anche altre specie animali diventano partner fondamentali di percorsi di cura e assistenza. Recentemente, inoltre, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica internazionale Complementary Therapies in Medicine i primi risultati della survey nazionale “Interventi assistiti con gli animali e medici” circa le conoscenze, le opinioni e le esperienze professionali dei medici nei confronti degli Iaa. Di tutto ciò abbiamo parlato con il dottor Luca Farina, direttore del Centro di referenza nazionale per gli Interventi assistiti con gli animali.

Cosa è emerso dalla survey nazionale “Interventi assistiti con gli animali e medici”?

Alla survey nazionale, realizzata con la collaborazione della Federazione Nazionale Ordini Medici Chirurghi e Odontoiatri, hanno risposto 670 medici e di questi 508 hanno dichiarato di essere a conoscenza dell’esistenza degli interventi assistiti con gli animali (Iaa). Il primo dato eclatante è che la maggior parte dei medici che conoscono gli Iaa è anche pienamente favorevole a questo tipo di interventi (93,7%), non li ritiene rischiosi e ha dichiarato interesse ad approfondire la tematica. Più di 1/4 di loro conosce centri che si occupano di Iaa o ha avuto pazienti sottoposti a questo tipo di interventi. Anche la prescrizione medica degli Iaa è sempre più diffusa: il 36,4% dei medici che conoscono gli Iaa ha consigliato la pet therapy ai propri pazienti e di questi il 57,2% ha riscontrato effetti positivi. Per esempio, gli animali aiutano i pazienti a rilassarsi e, dagli interventi traggono benefici non solo i pazienti ma anche i famigliari e gli operatori della struttura che li accoglie.

Qual è il quadro istituzionale nazionale e regionale?

L’Accordo tra il Governo, le Regioni del 25 marzo 2015 ed allegate Linee guida in materia di Interventi assistiti con gli animali (Iaa) rappresentano una tappa saliente da parte degli organi istituzionali nel regolamentare una disciplina che, fino a tale data, aveva dato adito a forme di autonomia progettuale e formativa non standardizzate e che, come tali, ponevano a rischio la tutela sia della persona che dell’animale. Le Autorità regionali risultano, istituzionalmente, il punto fondamentale per l’applicazione sul territorio italiano degli standard e dei requisiti previsti dall’Accordo. Il Ministero della Salute, anche per il tramite del Centro di Referenza Nazionale per gli Iaa, funge da coordinatore ma è anche collettore delle istanze che provengono dal territorio, dal mondo dell’associazionismo e da coloro che sono interessati agli Iaa sia come operatori che come pazienti/utenti/clienti. è interessante far presente che verranno resi disponibili gli elenchi on-line in cui potranno essere indicati le figure professionali e gli operatori riconosciuti secondo un adeguato percorso formativo, i centri specializzati e le strutture riconosciute.

Quali sono gli elementi positivi e, se ci sono, aspetti critici di questo processo?

Tra gli aspetti positivi va detto che il processo normativo sta avendo in Italia è visto quale modello di riferimento oltrefrontiera e diverse sono le testimonianze che ne dimostrano l’interesse richiedendo al Ministero della Salute la possibilità di presentare in incontri internazionali tale modello ed il processo che ha portato alla definizione degli standard e Linee guida nazionali. Nel convegno dell’Association Française de Médiation Animale a Martigues lo scorso dicembre 2016, le conclusioni del convegno indicavano il riconoscimento degli Iaa a livello europeo secondo il modello italiano, a sostegno della validità del percorso intrapreso dal nostro Paese. Tra gli aspetti “critici” va indicata una certa “pazienza” per consentire al sistema attualmente indicato dall’Accordo di andare “a regime” e che esso venga implementato in maniera armonica sul territorio nazionale. L’Accordo ed allegate Linee guida sono un documento dinamico ed in quest’ottica va vista la possibilità di apportare le modifiche e revisioni che gli anni di applicazione potranno rendere evidenti ed applicando gli sviluppi e conoscenze anche scientifiche che nel frattempo emergeranno. Infine dovrà essere fatta una seria riflessione sulla sostenibilità economica degli Iaa; l’ipotesi di inserire le terapie assistite con gli animali tra i Livelli Essenziali di Assistenza è solo un’ipotesi annunciata anche pubblicamente che però necessita di evidenze scientifiche solide e numerose per produrre le quali ci vorrà ancora tempo; per gli altri Iaa servirà sensibilizzare ulteriormente gli utenti al fine di renderli consapevoli dei benefici che essi determinano… ed anche in questo caso, oltre al tempo richiesto, bisognerà lavorare con serietà, professionalità ed etica per conquistare la loro fiducia.

di Claudio Ciavatta
PAGINA A CURA DEL CENTRO DI RIABILITAZIONE DEI PADRI TRINITARI DI VENOSA

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