FENOMENOLOGICO-ESISTENZIALE UN APPROCCIO NELLA CURA DELL’AUTISMO

 Lo scorso 13 aprile, presso il nostro Centro di riabilitazione di Venosa, si è svolto un importante convegno scientifico sul tema dei Disturbi dello Spettro autistico. Al dottor Domenico Caterina, psicologo e psicoterapeuta presso il Centro di Riabilitazione “Ada Ceschin Pilone” di Venosa, abbiamo chiesto di parlarci dell’approccio fenomenologico-esistenziale

Dottore, qual è il suo bagaglio esperienziale nella cura dell’autismo?
Molto probabilmente risponderei a me stesso e a voi quasi niente. Ma niente non significa niente se non quel che c’è nel qui e ora nel mio bagaglio di psicologo e psicoterapeuta. Metaforicamente il mio è un bagaglio in cui c’è sempre spazio per la possibilità di incontro con il disagio esistenziale, da cui credo sia ogni volta possibile apprendere e soprattutto scoprire, attraverso l’altro, qualcosa di nuovo per Sé. Il caso mi ha donato la possibilità di esperirmi, oggi, con più assiduità e nella quotidianità, anche con la meravigliosa dimensione degli Autistici Adulti.

Cosa si intende per teoria della Cura?
Parlarvi di esperienze di cura con pazienti autistici adulti dopo solo quasi una settimana di lavoro all’interno della  struttura di Venosa sarebbe da parte mia un folle delirio. Pertanto con una buona dose di coraggioso suicidio narcisistico, che ritengo una buona pratica da attuare nell’ambito della relazione d’aiuto, mi limiterò a condividere con voi solo alcune riflessioni che hanno preso forma in questi giorni in cui ho  avuto modo  di relazionarmi  con gli autistici adulti ospiti della struttura, con alcuni dei loro familiari, con i miei nuovi colleghi e, perché no, anche con me stesso.
La mia prima riflessione non poteva che derivare dal mio orientamento psicoterapico di provenienza ovvero quello fenomenologico-esistenziale.
Quante volte a me, a voi, a noi è capitato di sperimentare l’impotenza di non sapere cosa fare nella relazione d’aiuto?
Recandomi a Venosa nei primi giorni  ascoltavo in radio l’esistenza dell’Hugbike ovvero la bici degli abbracci che consente al caregiver di pedalare in tandem con il bambino o l’adulto autistico. L’immagine del tandem è stata l’input che in me ha prodotto come output il seguente interrogativo:   “Autismo e Psicoterapia della Gestalt un tandem terapeutico possibile?”
Una mia seconda riflessione verte sulla necessità di prestare attenzione al sistema familiare sempre più dinamico-complesso del paziente autistico. Urge sostenere psicologicamente il sistema famiglia affinché  possa abbracciare l’ardua sfida del tramutarsi in rete di supporto.
Un’ultima mia riflessione riguarda un aspetto essenziale: quello che i servizi abbiano un elevato livello di strutturazione, per consentire alle persone con autismo di rassicurarsi e di avere un miglior adattamento. Così facendo il loro livello di ansia diminuisce. Ciò accade quando sanno esattamente che cosa ci si aspetta da loro, cosa si farà in un certo momento e in un certo luogo, che cosa succederà in seguito, come, dove e con chi interagirà.

Può descriverci qualche vissuto di persone autistiche?
Questa esigenza è supportata anche dai resoconti di persone autistiche ad alta funzionalità e con sindrome di Asperger, come quello di Therese Joliffe, con la cui riflessione concludo il mio intervento: La vita per me è una lotta. L’incertezza riguardo cose che gli altri considerano banali mi crea un’incredibile angoscia interiore. Per esempio, se qualcuno a casa dice “Potremmo andare a fare spese domani” oppure “Vedremo che cosa accadrà”, sembra non rendersi conto che l’incertezza mi causa tante angosce. Qualsiasi cosa aiuti a ridurre la confusione ha come effetto di ridurre la paura e in definitiva l’isolamento e la disperazione, quindi rende la vita sopportabile. Se solo potessero sperimentare che cos’è l’autismo, anche solo per pochi minuti, allora saprebbero come aiutarci”.

di Claudio Ciavatta
PAGINA A CURA DEL CENTRO DI RIABILITAZIONE DEI PADRI TRINITARI DI VENOSA

L'ULTIMO NUMERO

RUBRICHE
SERVIZI

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, a scopi pubblicitari e per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso Accetto