ATTRAVERSO IL DISEGNO PER LEGGERE NEL PROFONDO

 Il disegno, nei bambini con disabilità o altri disturbi, può assumere un’importanza rilevante soprattutto come indicatore della consapevolezza di sé e come modalità alternativa di comunicazione. Questo argomento è stato il tema centrale della pubblicazione della dott.ssa Grazia Milano, psicologa del Presidio di Riabilitazione “A. Quarto di Palo e Mons. Di Donna” di Andria, dal titolo “Diversegni”. Il libro, presentato lo scorso aprile in occasione del corso di formazione ECM sulla Comunicazione Aumentativa Alternativa (C.A.A.) presso lo stesso Centro, rappresenta un contributo “prezioso” frutto del nostro lavoro quotidiano. Ne abbiamo parlato con l’autrice.

Dottoressa Milano, perché un opuscolo sul disegno infantile?
Perché in questi anni di esperienza clinica nel settore ambulatoriale del Centro «A. Quarto di Palo e Mons. Di Donna» ho cominciato a raccogliere, per preservarli dall’usura del tempo, i disegni di bambini affetti da disabilità o disturbi, valutati con i test grafico-proiettivi nel corso di esami psicodiagnostici. Subito mi sono resa conto che si trattava di materiali preziosi, di una profondità che spesso ha stupito anche me: dopo tanti anni la loro rilevanza mi ha dunque indotto a divulgarne i contenuti.

Ma le pubblicazioni sul disegno infantile sono tante…
Effettivamente, la letteratura scientifica vanta una folta schiera di studi sull’espressività grafica dei bambini: ipotesi, teorie e interpretazioni si sono moltiplicate negli anni. Eppure, probabilmente, nonostante la loro permanenza, ancora molto si potrebbe dire con la pratica clinica. Mi preme chiarire, però, che il presente lavoro non ha alcuna pretesa scientifica, ma persegue uno scopo esclusivamente divulgativo, a maggior ragione perché, come clinico, sono sempre stata convinta della necessità di approcciarsi con estrema cautela in questi casi, limitando al minino le interpretazioni poco aderenti ai dati realmente a disposizione. Tenuto conto di tutte queste premesse, tuttavia, resta in me la convinzione che questi disegni siano di una profondità sorprendente e che dunque meritino un’attenta analisi e una giusta divulgazione.

Può meglio chiarirci l’importanza del disegno di e per un bambino?
Nel momento in cui un bambino, tra i quattro e i cinque anni, rappresenta figure umane complete, ci offre uno strumento straordinario per ‘leggere’ dentro di lui, assai più di quanto non consenta il linguaggio. Il piccolo infatti impara molto presto a censurare ciò che dice, perché sa tenere presente tutte le reazioni degli adulti nei suoi confronti; per di più, spesso l’età non gli consente di esprimersi liberamente, perché la comunicazione verbale richiede competenze ben più elevate di quelle di cui può disporre un bambino nei primi anni di vita. Il disegno diventa, dunque, un mezzo molto più semplice per esprimersi senza sovrastrutture.

Che cosa disegnano prevalentemente i bambini?
I bambini disegnano ciò che è importante per loro: in primo luogo le persone, e, in secondo luogo, tutto ciò che li circonda. Analizzare i disegni dei bambini consente quindi di individuare stati d’animo e conflitti emotivi che hanno dettato inconsciamente al piccolo certe forme e accostamenti. Tutto ciò vale per i bambini normotipici; nel caso di bambini affetti da disabilità o disturbi, la comunicazione tramite il disegno risulta ancora più preziosa e stupefacente, nel momento in cui, tramite la proiezione di sé sul foglio, il bambino lascia emergere la percezione di talune menomazioni, esprimendo quindi, inconsciamente, il vissuto che ha elaborato rispetto al suo problema: un bambino affetto da un arto paretico, per esempio, è probabile che rappresenti se stesso con un braccio più piccolo.

Come deve comportarsi secondo lei lo psicologo?
Quando lo psicologo si approccia a tutto questo deve sapersi accostare al disegno con umiltà e con sincero rispetto nei confronti del minore, dimostrandogli di essere realmente desideroso di aiutarlo. Se così non fosse, infatti, l’osservazione dei disegni diventerebbe un puro esercizio o un modo per soddisfare la curiosità del clinico verso il mondo infantile.  É bene chiarire: il disegno, ovviamente, non rivela tutto, ma è un contributo, che spesso si svela indispensabile per la conoscenza di problemi che non trovano altra espressione.

di Claudio Ciavatta
PAGINA A CURA DEL CENTRO DI RIABILITAZIONE DEI PADRI TRINITARI DI VENOSA

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