Mangiare sano per vivere meglio arancio, rosso, viola, bianco e verde

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 La salute passa attraverso una corretta alimentazione. E questo ce lo sentiamo ripetere ogni giorno. In alcune situazioni ciò diventa particolarmente arduo da gestire. Le persone con disabilità mentali, ad esempio, sembrano essere particolarmente vulnerabili. Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Eleonora Pocchiari, Biologa nutrizionista e consulente presso i nostri Centri di riabilitazione di Venosa e Bernalda.

Dottoressa Pocchiari, quanto può essere importante l’alimentazione nelle persone con disabilità mentale?
Numerosi studi dimostrano che una buona alimentazione può contribuire alla salute fisica e al benessere mentale. Esistono anche correlazioni tra processi fisiologici e metabolici con processi di disbiosi intestinale ed infiammazioni che influiscono sul benessere psichico. Le persone con disturbi mentali sembrano presentare frequentemente situazioni di disequilibrio fisico (es. infiammazioni croniche) che potrebbero essere mediate dalla “sana nutrizione”. I disturbi mentali sono spesso associati alla malnutrizione. Le carenze nutrizionali più comuni sono acidi grassi omega 3, vitamine del gruppo B, minerali e aminoacidi.È stata dimostrata un’associazione fra una dieta infiammatoria e il rischio di sviluppare sintomi ansiosi e depressivi. Invece una dieta antinfiammatoria diminuisce il rischio di malattie depressive.
Cosa si intende per dieta infiammatoria?
La dieta infiammatoria è una dieta ricca di carni conservate, grassi, affettati, cibi trasformati, cibi in scatola, insaccati, prodotti di sintesi industriale e quindi ricchi di coloranti e conservanti.

Ci spieghi meglio come queste molecole possono influire sulla salute mentale?
Coloranti e conservanti sono molecole sintetiche che agiscono direttamente sul cervello creando intossicazione cerebrale, deficit dell’attenzione, iperattività e dipendenza. Esistono studi che dimostrano che tra i bambini che fanno eccessivo uso di alimenti ricchi di coloranti e conservanti è diffuso il fenomeno dell’iperattività e del deficit di attenzione. Una dieta equilibrata influenza positivamente la salute e l’umore e quindi porta alla salute mentale.

In cosa consiste dunque una dieta antinfiammatoria?
La dieta antinfiammatoria è ricca di fibre e di vitamine che possiamo trovare in frutta e verdura di stagione ma soprattutto in cibi autoctoni, cioè a km 0, che conservano inalterate tutte le loro molecole. Si consiglia di assumere i cinque colori della natura per rimanere in salute: arancio, rosso, viola, bianco, verde. La dieta antinfiammatoria è ricca di acidi  grassi insaturi come omega 3, che si trovano in pochissimi alimenti come olio extravergine di oliva crudo, frutta secca  non tostata e pesce azzurro. Questi sono di vitale importanza per il cervello, dato che costituiscono gran parte della materia grigia. Importantissimi sono anche i legumi ricchi di proteine vegetali e quindi proteine non infiammanti, ricchi di fibre solubili ed insolubili necessarie per la buona motilità intestinale. I legumi sono anche molto ricchi di minerali come ferro, zinco, selenio, calcio, fosforo, potassio e vitamine del gruppo B e C.  La carenza di ferro è spesso associata ad apatia, depressione e stanchezza. Il cromo e lo zinco sono efficaci contro la depressione. Il selenio migliora l’umore e allevia l’ansia. Le vitamine del gruppo B supportano molte funzioni del cervello e influenzano la capacità cognitiva perché sono coinvolte nella sintesi dei neurotrasmettitori.

Qual è la sua esperienza in tale settore?
Dal mese di luglio sto collaborando con i Padri Trinitari, sia presso la “Domus” di Bernalda, sia presso il Centro di Riabilitazione “Ada Ceschin Pilone” di Venosa, proprio per elaborare i menu degli ospiti ed assicurare loro il giusto apporto dei nutrienti rispettando soprattutto la stagionalità degli alimenti e privilegiando frutta e verdure coltivate nelle stesse strutture. Posso concludere dicendo che già dopo pochi mesi di alimentazione corretta, sana e bilanciata si cominciano a vedere buoni risultati riguardanti la salute fisica (in termini di peso) e mentale degli ospiti.

di Claudio Ciavatta

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