DI ALZHEIMER E NON SOLO… NELLA “DOMUS” A BERNALDA

Condivisione dello stato dell’arte della ricerca e nuove prospettive di cura nel campo delle demenze, grazie all’aiuto della genetica e delle tecnologie robotiche. Questo il risultato che, a conclusione della giornata di formazione, svoltasi lo scorso 21 dicembre, presso la “Domus”, a Bernalda (MT), ha prodotto l’iniziativa. Importanti progetti di collaborazione tra i Trinitari e la Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (FG) sono stati preannunciati dal Rettore, Vito Campanale, ai partecipanti al Convegno Scientifico. Ne abbiamo parlato con alcuni dei protagonisti: il Rettore Vito Campanale e il Coordinatore medico del Presidio di Riabilitazione “Domus” dei Padri Trinitari di Bernalda, dott. Antonio Araneo.

Direttore, quale il senso di questa iniziativa?
Con questa iniziativa formativa oggi vogliamo fare, principalmente con i nostri operatori, il punto sulle demenze. E abbiamo scelto di coinvolgere in qualità di docenti l’importante esperienza dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. Il programma infatti offre una serie di contributi, effettuati da relatori importanti e ricchi, non solo dal punto di vista clinico, ma anche scientifico. Vogliamo, confrontandoci con altre realtà che operano sul nostro territorio, non solo valutare il livello di qualità di tutti i nostri servizi ma essere attenti alle novità che la tecnologia mette a disposizione e, laddove possibile, utilizzarla anche nelle nostre realtà operative.

Si è parlato anche di possibili collaborazioni?
Certamente. Al di là dell’importanza strategica che riveste la formazione, stiamo lavorando per implementare nei prossimi mesi concrete collaborazioni con l’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. E questo non riguarda esclusivamente l’ambito dei servizi rivolti agli anziani. Sia a Venosa che a Bernalda il nostro impegno è quello di essere sempre al passo con i tempi.  Qualche giorno fa, ad esempio, abbiamo avuto un incontro con l’Università di Bari. Lì stanno sperimentando qualcosa che avevo già immaginato per i nostri due centri in Basilicata: una stanza multisensoriale e attività specificamente orientate per le persone affette da autismo. Spero che già nei primi mesi del prossimo anno si riesca a formalizzare un accordo.

Dottor Araneo, di cosa si è parlato durante la formazione?
Il deterioramento cognitivo: diagnosi, prognosi e riabilitazione. Questo il titolo del Convegno scientifico. Scelto proprio per l’importanza che le demenze rivestono ogni giorno sempre di più. Nel 2025 si stima, infatti, che il numero dei soggetti affetti da demenza nel mondo sarà di 48 milioni. E naturalmente il focus non poteva che essere sull’Alzheimer. La malattia di Alzheimer, lo sappiamo, rappresenta nell’anziano la più comune forma di demenza. Nel corso dell’attività formativa è stato illustrato lo stato dell’arte della ricerca. Si è scandagliato l’universo “Alzheimer” sotto ogni profilo: quali sono i sintomi, perché è importante effettuare una diagnosi precoce, quali gli strumenti per l’assessment neuropsicologico e quali le prospettive future nel campo della ricerca per la cura dei pazienti affetti da Alzheimer. Particolare attenzione è stata data al ruolo della genetica e alle nuove soluzioni robotiche.

L’evento, accreditato ECM ed aperto al territorio, è stata solo l’ultima di una lunga serie di iniziative formative realizzate, sia a Venosa che a Bernalda, dai Padri Trinitari per il proprio personale.

a cura di Claudio Ciavatta

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